Fabrizio Santori denuncia criticità nel nuovo sistema delle supplenze delle scuole dell’infanzia di Roma. Sotto osservazione graduatorie, chiamate nei Municipi e procedura digitalizzata.
Problemi nelle supplenze delle scuole dell’infanzia di Roma Capitale all’avvio dell’anno scolastico 2026/2027. A denunciarli è Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che mercoledì 23 settembre ha chiesto l’intervento dell’assessora alla Scuola Claudia Pratelli. Al centro della questione ci sono il nuovo sistema di conferimento degli incarichi, le rinunce e le indisponibilità che, secondo Santori, si starebbero registrando tra le persone inserite nelle graduatorie e le modalità con cui i Municipi stanno procedendo alle chiamate.
Una situazione sulla quale, al momento, resta però da chiarire la dimensione effettiva del fenomeno: quanti posti risultano ancora scoperti nelle scuole dell’infanzia di Roma, quante rinunce siano state registrate, quali Municipi stiano incontrando maggiori difficoltà e se siano stati riscontrati problemi tecnici o organizzativi nel nuovo sistema digitalizzato.
Santori: “Criticità nel nuovo sistema delle supplenze a Roma”
Secondo quanto denunciato da Fabrizio Santori, il nuovo meccanismo per l’assegnazione delle supplenze nelle scuole dell’infanzia capitoline starebbe mostrando difficoltà già nelle prime settimane dell’anno scolastico.
Il capogruppo della Lega in Campidoglio riferisce di «numerose rinunce e indisponibilità tra le idonee», mentre rimarrebbero posti e ambiti ancora da coprire. Nella ricostruzione fornita dal consigliere capitolino, una volta esaurita la disponibilità delle persone collocate nelle prime fasce si passerebbe progressivamente alle ulteriori categorie previste dal sistema, fino alle lavoratrici in possesso di titoli considerati affini.
Santori concentra però le proprie critiche soprattutto sulle modalità di conferimento degli incarichi e sul funzionamento della procedura digitalizzata per le supplenze, sostenendo che la mancanza di indicazioni dipartimentali uniformi sull’ordine e sulle modalità delle chiamate starebbe portando i Municipi a procedere autonomamente.
Si tratta di elementi che, allo stato attuale, vengono presentati nella nota politica e che richiedono un riscontro da parte dell’Amministrazione capitolina, soprattutto per comprendere se le difficoltà indicate riguardino episodi circoscritti oppure una parte più ampia del sistema scolastico comunale.
Come è cambiato il sistema delle supplenze nelle scuole dell’infanzia di Roma
Il tema assume particolare rilevanza perché il sistema di reclutamento del personale supplente delle scuole dell’infanzia di Roma Capitale è stato riorganizzato proprio nel corso del 2026.
L’8 maggio è stata aperta una selezione pubblica per soli titoli finalizzata alla formazione della nuova Graduatoria Capitolina per le Supplenze nella Scuola dell’infanzia, la cosiddetta GCS, destinata al conferimento di incarichi a tempo determinato per il profilo di Funzionario Insegnante Scuola dell’Infanzia. Le candidature si sono chiuse il 28 maggio, mentre l’approvazione della graduatoria è stata comunicata il 17 agosto 2026.
A questa procedura si è aggiunto un ulteriore strumento. Nel giugno scorso Roma Capitale e le organizzazioni sindacali hanno raggiunto un accordo per la costituzione di nuovi elenchi municipali integrativi, da utilizzare dopo l’esaurimento delle graduatorie capitoline. L’Amministrazione aveva presentato il nuovo assetto come una struttura fondata su trasparenza, valorizzazione dei titoli e dell’esperienza professionale e semplificazione delle procedure.
Ed è proprio su questo punto che la denuncia arrivata in queste ore apre una questione amministrativa da approfondire: il sistema che avrebbe dovuto rendere più ordinato e funzionale il reperimento del personale sta funzionando secondo le modalità previste?
Dagli elenchi municipali alle lavoratrici con titoli affini
L’accordo raggiunto a giugno prevedeva che, esaurite le graduatorie capitoline, l’Amministrazione potesse ricorrere agli elenchi municipali integrativi. Tra i soggetti ammessi figurano anche persone che hanno maturato esperienze lavorative nelle scuole capitoline attraverso precedenti procedure, oltre a candidati con titoli abilitanti o affini non presenti nelle graduatorie comunali.
L’ordine indicato prevedeva la precedenza per chi possiede un titolo abilitante, seguita dal personale con precedente esperienza nei servizi capitolini e, successivamente, dai possessori di un titolo affine.
È in questo passaggio tra graduatorie, disponibilità effettive ed elenchi territoriali che Santori individua alcune delle difficoltà che starebbero emergendo nelle prime settimane di scuola.
A Roma il problema delle sostituzioni era già emerso nei mesi scorsi
Il tema delle supplenze e della carenza di personale nelle scuole dell’infanzia di Roma non nasce però con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027.
Nel gennaio scorso Il Marforio aveva già raccontato le criticità nelle sostituzioni delle scuole dell’infanzia nell’XI Municipio, dove consiglieri municipali avevano denunciato carenze di personale e difficoltà nell’effettuare le sostituzioni. Anche in quella circostanza il caso era arrivato in Campidoglio con un intervento dello stesso Santori.
Il precedente non dimostra automaticamente che le criticità denunciate oggi abbiano la stessa origine o la stessa estensione, ma rende particolarmente importante comprendere se la nuova architettura introdotta nel 2026 abbia effettivamente superato alcuni dei problemi che avevano caratterizzato il sistema precedente.
Anche il rapporto tra precariato, graduatorie e reclutamento del personale educativo è da tempo al centro del confronto capitolino. Nel settembre 2025 educatrici e insegnanti precarie avevano manifestato davanti al Campidoglio, contestando le prospettive legate alle nuove procedure concorsuali e chiedendo maggiore attenzione alla stabilizzazione del personale con anni di servizio alle spalle.
Santori chiede l’intervento dell’assessora Claudia Pratelli
Nella nota diffusa il 23 settembre Santori chiama direttamente in causa Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale.
«Roma Capitale aveva programmato per il 2026 una nuova procedura per il personale a tempo determinato della scuola dell’infanzia e la revisione dell’attuale sistema di conferimento delle supplenze, ma non funziona», sostiene il capogruppo leghista, chiedendo all’assessora di chiarire quanto stia accadendo.
Santori parla inoltre di una digitalizzazione che, anziché semplificare le procedure, avrebbe prodotto ulteriori difficoltà per il personale e per l’organizzazione del servizio.
Anche in questo caso, tuttavia, sarà importante distinguere tra eventuali malfunzionamenti tecnici della piattaforma, problemi organizzativi e fisiologiche difficoltà legate alla fase iniziale di applicazione della nuova procedura. Una distinzione che può essere effettuata soltanto attraverso dati e chiarimenti forniti dagli uffici competenti.
Quanti posti sono ancora scoperti? I chiarimenti attesi da Roma Capitale
Il passaggio decisivo riguarda quindi i numeri. Per comprendere la portata effettiva del problema occorre sapere quanti incarichi nelle scuole dell’infanzia di Roma risultino ancora da assegnare, quante rinunce o indisponibilità siano state registrate dalla nuova Graduatoria Capitolina per le Supplenze e quanti Municipi abbiano già dovuto ricorrere agli strumenti integrativi previsti dalla nuova organizzazione.
Un altro elemento da chiarire riguarda le procedure. Santori sostiene che mancherebbero disposizioni dipartimentali uniformi sull’ordine e sulle modalità delle chiamate. Occorre quindi verificare quali indicazioni siano state trasmesse ai quindici Municipi di Roma, se vengano applicate nello stesso modo su tutto il territorio e se esistano effettivamente differenze operative nella gestione degli incarichi.
Resta poi il tema più direttamente collegato alle famiglie. Santori afferma che il rischio sia quello di dover chiamare i genitori durante la mattinata affinché tornino a prendere i propri figli. Per valutare questa affermazione servono elementi verificabili: si sono già verificati casi di uscita anticipata dovuti all’assenza di personale? In quali Municipi e con quale frequenza?
Sono questi i dati che permetterebbero di stabilire se ci si trovi davanti a criticità limitate alla fase di avvio del nuovo sistema oppure a un problema più esteso nel meccanismo delle supplenze delle scuole dell’infanzia capitoline.
Una risposta dell’Assessorato alla Scuola o degli uffici competenti di Roma Capitale potrebbe quindi chiarire il numero dei posti ancora da coprire, l’entità delle rinunce, il funzionamento della procedura digitalizzata e le indicazioni impartite ai Municipi. Elementi necessari per ricostruire con precisione una vicenda che riguarda non soltanto il confronto politico in Campidoglio, ma soprattutto l’organizzazione delle scuole, il personale e le famiglie romane.
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