Taglio del nastro in via Domenico Morelli per il nuovo presidio sanitario di Acilia, già operativo con dieci pazienti ricoverati. Inaugurata in contemporanea anche la Casa della Comunità San Tommaso all’Infernetto. Al centro il rafforzamento della sanità territoriale nel Municipio X.
È stato inaugurato nel pomeriggio di martedì 22 settembre 2026 l’Ospedale di Comunità Morelli di Acilia, in via Domenico Morelli, nel quadrante di San Giorgio di Acilia. La cerimonia si è svolta in concomitanza con quella della Casa della Comunità San Tommaso all’Infernetto, collegata da remoto. Nella struttura di Acilia, dotata di 20 posti letto, erano già ricoverati dieci pazienti. Prima degli interventi istituzionali, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il presidente del Municipio X Mario Falconi e il deputato Luciano Ciocchetti hanno visitato gli ambienti assistenziali e salutato i pazienti presenti, tra i quali anche persone anziane.
L’inaugurazione rappresenta un nuovo passaggio nel rafforzamento della sanità territoriale nel Municipio X, un territorio esteso che comprende Ostia, Acilia, Infernetto e numerosi quartieri del litorale romano. La struttura Morelli non è un ospedale tradizionale né un nuovo pronto soccorso: l’Ospedale di Comunità rappresenta infatti un livello di assistenza intermedio tra il ricovero ospedaliero e il ritorno a domicilio, destinato in particolare a quei pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia ma necessitano ancora di cure, monitoraggio o recupero dell’autonomia.
Acilia, come funziona l’Ospedale di Comunità Morelli
La domanda più importante per i cittadini è inevitabilmente una: che cosa cambia concretamente con l’Ospedale di Comunità Morelli di Acilia?
Durante la presentazione della struttura è stato spiegato che il presidio può accogliere pazienti clinicamente stabilizzati che non necessitano più di un ricovero ospedaliero per acuti, ma che allo stesso tempo non sono ancora nelle condizioni di rientrare direttamente nella propria abitazione.
È precisamente in questo spazio assistenziale che si colloca l’Ospedale di Comunità. Si tratta di un modello pensato per accompagnare il paziente lungo la fase che separa il ricovero tradizionale dal ritorno alla quotidianità, evitando quando possibile permanenze ospedaliere non più necessarie e garantendo allo stesso tempo continuità nelle cure.
Nel caso di Acilia, il collegamento interessa direttamente anche l’Ospedale Grassi di Ostia. Durante l’inaugurazione è stato spiegato che alla struttura Morelli possono essere indirizzati pazienti provenienti dall’ospedale, una volta superata la fase clinica che richiede un ricovero per acuti, per completare terapie o percorsi di recupero prima del ritorno a casa.
L’accesso può avvenire anche dal territorio attraverso i medici di medicina generale, sempre dopo una valutazione multidimensionale delle condizioni del paziente e delle sue necessità assistenziali.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre indicato un periodo ordinario di permanenza fino a 30 giorni, con la possibilità di una proroga per ulteriori 30 qualora le condizioni della persona rendano necessario proseguire il percorso assistenziale.
Il ruolo della struttura è dunque quello di occupare uno spazio particolarmente delicato della rete sanitaria: quello compreso tra la conclusione del ricovero ospedaliero e il momento in cui il paziente può realmente tornare nella propria abitazione in condizioni di sicurezza.
Dieci pazienti già ricoverati prima dell’inaugurazione ufficiale
Un elemento significativo emerso direttamente durante la cerimonia è che l’Ospedale di Comunità Morelli non si presentava all’inaugurazione come una struttura ancora vuota.
Quando le autorità sono arrivate in via Domenico Morelli risultavano infatti già ricoverati dieci pazienti sui venti posti letto disponibili.
Prima dell’inizio degli interventi ufficiali, Francesco Rocca, Mario Falconi e Luciano Ciocchetti hanno visitato alcuni ambienti assistenziali e incontrato le persone ospitate all’interno del presidio, tra le quali anche pazienti anziani.
Un momento precedente ai discorsi e al taglio del nastro che ha permesso alle istituzioni di entrare direttamente nella quotidianità della struttura già in funzione.
Il particolare ha un valore concreto: al momento della cerimonia il presidio non attendeva ancora di iniziare la propria attività sanitaria, ma stava già assistendo pazienti.
Nel proprio intervento il presidente del Municipio X Mario Falconi ha richiamato proprio quanto visto poco prima all’interno delle stanze, raccontando di essere rimasto colpito dalla serenità di una paziente anziana incontrata durante la visita. Falconi ha quindi richiamato l’articolo 32 della Costituzione, sottolineando il valore della tutela della salute e di un sistema sanitario pubblico capace di accompagnare soprattutto le persone più fragili.
Tra Acilia e il Grassi di Ostia: il ruolo della sanità intermedia
Il vero banco di prova dell’Ospedale di Comunità di Acilia arriverà adesso.
La finalità del presidio è infatti quella di offrire un livello assistenziale meno intensivo rispetto a quello garantito da un reparto ospedaliero per acuti, ma allo stesso tempo più strutturato rispetto all’assistenza che può essere assicurata autonomamente nell’abitazione della persona.
Per il Municipio X il principale riferimento ospedaliero resta il Grassi di Ostia. La struttura Morelli potrà quindi inserirsi nel percorso di quei pazienti che hanno superato la fase critica della malattia ma che necessitano ancora di monitoraggio, assistenza infermieristica, prosecuzione delle terapie o recupero dell’autonomia.
Particolare attenzione è stata dedicata durante l’inaugurazione al tema degli anziani e dei pazienti fragili, anche alla luce dell’invecchiamento progressivo della popolazione e della necessità di costruire percorsi sanitari che non abbiano nell’ospedale tradizionale l’unica risposta possibile.
Non sarebbe però corretto misurare già oggi gli effetti della nuova struttura sul Grassi o sull’intera rete sanitaria del territorio.
Saranno i dati dei prossimi mesi a indicare quanti pazienti verranno effettivamente presi in carico, quale sarà il livello di occupazione dei venti posti letto e quale contributo l’Ospedale di Comunità Morelli riuscirà realmente a offrire al sistema sanitario della ASL Roma 3.
Infernetto, il taglio del nastro per la Casa della Comunità San Tommaso
La giornata del 22 settembre ha interessato contemporaneamente un altro presidio sanitario particolarmente atteso nel Municipio X: la Casa della Comunità San Tommaso all’Infernetto, in via Lino Liviabella.
La distinzione rispetto all’Ospedale di Comunità di Acilia è sostanziale.
Se il presidio Morelli dispone di posti letto ed è destinato anche alla permanenza temporanea dei pazienti, la Casa della Comunità dell’Infernetto è concepita principalmente come punto territoriale di accesso e integrazione dei servizi sanitari e sociosanitari.
Nel corso della presentazione sono stati illustrati servizi come il Punto Unico di Accesso, il centro prelievi, il CUP, l’ambulatorio infermieristico e l’assistenza specialistica ambulatoriale, con particolare attenzione alla presa in carico dei pazienti affetti da patologie croniche.
La struttura ospita inoltre la sede della UOSD dedicata alle cure palliative della ASL Roma 3, con un modello che punta all’integrazione tra professionisti sanitari, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e servizi territoriali.
Accanto alla cura delle patologie, l’impostazione descritta durante l’inaugurazione punta anche alla prevenzione e alla promozione di corretti stili di vita, rafforzando il principio di una sanità di prossimità che possa intercettare il bisogno prima che questo sfoci necessariamente nell’accesso ospedaliero.
Il progetto sanitario per gli “invisibili” dell’Idroscalo di Ostia
Tra gli elementi di maggiore interesse emersi durante la presentazione della Casa della Comunità San Tommaso figura anche il progetto rivolto alle fasce della popolazione che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alle cure.
È stato illustrato un protocollo di collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, Medici per i Diritti Umani e l’associazione La Rada, con l’obiettivo di contrastare le disuguaglianze nell’accesso alla sanità e raggiungere persone che vivono in condizioni di particolare marginalità.
Durante l’intervento si è parlato espressamente anche degli “invisibili” dell’Idroscalo di Ostia, comprese persone che possono trovarsi prive di residenza anagrafica o codice fiscale e che, proprio per questa condizione, incontrano maggiori ostacoli nei normali percorsi di accesso ai servizi.
Il tema allarga inevitabilmente il significato dell’apertura della Casa della Comunità.
La questione non riguarda infatti soltanto l’esistenza fisica di nuovi ambulatori, ma la capacità di una struttura sanitaria territoriale di diventare anche un punto di intercettazione delle fragilità sociali, raggiungendo persone che rischiano di restare ai margini dei circuiti assistenziali ordinari.
Rocca e le istituzioni presenti all’inaugurazione di Acilia
La cerimonia di Acilia ha visto la partecipazione di un’ampia rappresentanza istituzionale.
Tra i presenti c’era il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, insieme al presidente del Municipio X Mario Falconi e al deputato Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.
Per la Regione Lazio erano presenti inoltre le consigliere regionali Edy Palazzi, Maria Chiara Iannarelli e Marika Rotondi, mentre per Roma Capitale ha partecipato la consigliera dell’Assemblea Capitolina Mariacristina Masi. Per il Municipio X era presente anche Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nell’assemblea municipale.
Durante il proprio intervento Rocca ha insistito sulla particolare conformazione del litorale romano, richiamando la necessità di guardare a Ostia e all’intero Municipio X tenendo conto anche della loro dimensione di “città sul mare”, pur trattandosi amministrativamente di una parte di Roma.
Un concetto che riporta al centro una delle caratteristiche strutturali di questo territorio: la distanza dal centro della Capitale e la necessità, di conseguenza, di disporre di una rete sanitaria territoriale capace di offrire servizi direttamente nei quartieri di Ostia, Acilia, Infernetto e dell’entroterra del Municipio X.
Ciocchetti ha invece collegato l’apertura delle nuove strutture alla trasformazione dell’assistenza sanitaria territoriale, sottolineando il ruolo degli investimenti legati al PNRR e ricordando come la pandemia abbia evidenziato i limiti di un sistema eccessivamente concentrato sull’ospedale.
La necessità indicata è quella di affiancare ai grandi presidi ospedalieri una rete territoriale sufficientemente strutturata da seguire il cittadino anche prima e dopo la fase acuta della malattia.
Acilia, dopo l’inaugurazione la verifica sarà sul funzionamento dei servizi
Per Acilia e l’Infernetto, il taglio del nastro non può però rappresentare il punto di arrivo.
La fase più importante comincia adesso.
Il valore dell’Ospedale di Comunità Morelli e della Casa della Comunità San Tommaso dovrà essere misurato nel loro funzionamento quotidiano: posti letto realmente utilizzati, personale disponibile, tempi di presa in carico, continuità dei servizi, rapporto con i medici di famiglia, numero di pazienti assistiti e integrazione con l’Ospedale Grassi di Ostia.
Per San Giorgio di Acilia, in particolare, la nuova struttura porta un presidio sanitario direttamente a ridosso di un quartiere che da tempo attendeva un servizio di questa natura.
Il fatto che dieci pazienti fossero già ricoverati al momento dell’inaugurazione ufficiale rappresenta un primo elemento concreto e distingue la giornata del 22 settembre dall’apertura simbolica di una struttura ancora in attesa di entrare in funzione.
Resterà ora da verificare quale sarà l’utilizzo effettivo dei venti posti disponibili e quanto l’Ospedale di Comunità riuscirà a integrarsi con la rete sanitaria già esistente.
La stessa verifica riguarderà l’Infernetto, dove sarà importante comprendere nel tempo quanto la Casa della Comunità San Tommaso riuscirà a diventare un punto di riferimento reale per i cittadini e per le persone più fragili.
È su questi numeri, più che sulle immagini del taglio del nastro, che nei prossimi mesi potrà essere misurato l’impatto concreto delle nuove strutture sulla sanità territoriale del Municipio X.
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