Centinaia di insegnanti ed educatrici precarie hanno protestato al Campidoglio contro il nuovo concorso. Tra rivendicazioni di stabilizzazione e scontro politico, la vicenda si fa sempre più calda a Roma.
Roma – La questione del precariato scolastico torna al centro del dibattito politico nella Capitale. Centinaia di insegnanti ed educatrici precarie hanno manifestato sotto il Campidoglio contro l’ipotesi di un nuovo concorso, accusato di mettere a rischio la loro permanenza nelle strutture educative e scolastiche del Comune. Una protesta che non è soltanto sindacale, ma che si è rapidamente trasformata in uno scontro politico tra l’Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri e l’opposizione, con Fratelli d’Italia in prima linea.
La protesta delle insegnanti precarie sotto il Comune di Roma
L’appuntamento è stato fissato davanti al Campidoglio, dove più di 300 insegnanti e educatrici precarie si sono radunate per chiedere più dignità e stabilizzazione. La manifestazione è stata organizzata da comitati di educatrici quali #ChiEducaMerita, Precarie nel Cuore e #UnadiTe. Al presidio poi hanno preso parte Unione Sindacale di Base (USB) e ADL Cobas.
Le partecipanti, molte delle quali con oltre vent’anni di servizio, contestano con forza la scelta dell’Amministrazione di prevedere un nuovo concorso, che dovrebbe tenersi tra il 2026 e il 2027, e che comporterebbe un complesso iter di selezione con tre prove, tra scritti e orali. Un’eventualità considerata ingiusta da chi già lavora da anni nelle scuole dell’infanzia e nei nidi del Comune di Roma.
Le richieste: dignità, stabilizzazione e no a un nuovo concorso
“Nonostante la legge Madia, qui dopo 36 mesi nessuna è stata stabilizzata dal Comune. Anzi, sono vent’anni che lavoriamo e ancora attendiamo il riconoscimento del nostro ruolo”, spiega Hemanuela Crisanti, educatrice e organizzatrice del sit-in.
Il punto centrale della contestazione riguarda proprio la graduatoria vigente: le insegnanti chiedono che venga rispettata e prorogata, senza introdurre un secondo concorso che rischierebbe di cancellare anni di servizio e professionalità. “Vogliamo essere assunte – prosegue Crisanti – come le stesse leggi europee consentono. L’idea di affrontare un nuovo concorso ci offende e non riconosce il valore del nostro lavoro”.
La posizione del Comune di Roma e dell’assessora Pratelli
Nel mirino delle proteste c’è soprattutto l’assessora alla Scuola di Roma Capitale, Claudia Pratelli, accusata di non aver ascoltato le rivendicazioni delle insegnanti. La sua linea, secondo i manifestanti, rischia di introdurre un’ulteriore barriera per chi da anni garantisce un servizio fondamentale alla cittadinanza.
L’assessora non era presente alla manifestazione, ma il Comune ha inviato una rappresentante istituzionale.
La replica della Commissione Scuola e il nodo della graduatoria
A scendere in piazza è stata infatti la presidente della Commissione Scuola, Carla Consuelo Fermariello, che ha incontrato le manifestanti. La consigliera ha sottolineato come, al momento, non vi siano garanzie dal Governo sulla proroga della graduatoria, passaggio indispensabile per evitare la necessità di un nuovo concorso.
“Il Comune – ha dichiarato Fermariello – auspica che il Governo proroghi la graduatoria per consentire la prosecuzione delle assunzioni. Ma al momento questa certezza non c’è”. Una posizione che ha però sollevato ulteriori critiche, alimentando lo scontro politico.
Le critiche dell’opposizione e la mobilitazione di Fratelli d’Italia
La manifestazione ha visto anche la partecipazione attiva di diversi esponenti politici. Fratelli d’Italia ha espresso il proprio sostegno agli operatori precari della scuola, accusando la Giunta Gualtieri di scarsa trasparenza e di non aver difeso a sufficienza i diritti delle lavoratrici.
La posizione di Laura Marsilio e il sostegno dei consiglieri comunali

“Sugli operatori della scuola, Fratelli d’Italia non gioca”, ha dichiarato senza mezzi termini Laura Marsilio, già assessore capitolino alla Scuola e oggi responsabile del Dipartimento Scuola di FdI Roma. La Marsilio ha definito “irragionevole” pensare a un nuovo concorso con una graduatoria già prorogata fino al 2027.
Al suo fianco erano presenti diversi consiglieri comunali, tra cui Mariacristina Masi e Stefano Erbaggi, oltre a rappresentanti municipali come Daniele Rinaldi (V Municipio e Vicepresidente della Federazione Romana di Fratelli d’Italia) e Valerio Garipoli (XI Municipio).
Sulla vicenda, Laura Marsilio spiega: “L’assessore Pratelli tira fuori un argomento pretestuoso, quello del presunto dubbio sulla possibilità di prorogare l’attuale graduatoria. Evidentemente non si è resa conto che la graduatoria è già stata prorogata e che, proprio in virtù di questa proroga, viene meno la necessità di bandire un nuovo concorso. Anche nell’ottica del contenimento della spesa, la proroga è stata attuata: la graduatoria vigente potrà quindi essere utilizzata senza difficoltà sia per le assunzioni a tempo indeterminato, sia per l’assegnazione di incarichi a tempo determinato”.
Il quadro politico e sindacale: una battaglia che divide Roma
La vicenda mette in luce una frattura profonda tra le istituzioni e il mondo della scuola. Da un lato, il Comune e l’assessorato alla Scuola, che sottolineano i limiti normativi e la necessità di decisioni condivise con il Governo. Dall’altro, le educatrici e gli insegnanti precari, che chiedono una stabilizzazione immediata e denunciano un’ingiustizia che dura da decenni.
I movimenti sindacali in piazza: “Non accettiamo un secondo concorso”
A rafforzare la protesta, il sostegno di alcune sigle sindacali, che parlano di una “campagna ingenerosa di disinformazione” da parte dell’assessora Pratelli. I sindacati chiedono l’apertura immediata di un tavolo tecnico con il Governo e la sospensione di ogni progetto di nuovo concorso, almeno fino alla scadenza naturale della graduatoria.
Le prospettive future e i possibili scenari per il 2026-2027
Il dibattito rimane aperto e destinato a proseguire nei prossimi mesi. L’ipotesi di un concorso nel 2026 ha già sollevato polemiche e rischia di paralizzare l’intero settore. Se non arriverà una proroga dal Governo, il Comune di Roma dovrà decidere come garantire la continuità del servizio educativo senza penalizzare chi da anni lavora nelle scuole.
La protesta sotto il Campidoglio è solo il primo atto di una vertenza che promette di segnare l’agenda politica e sociale della Capitale nei prossimi anni. Tra promesse di stabilizzazione e timori di esclusione, il futuro delle insegnanti ed educatrici precarie di Roma resta più che mai incerto.


