Gli accessi quotidiani delle auto elettriche nella ZTL Roma del Centro Storico sono scesi, secondo il Campidoglio, da circa 5mila a 400 dopo l’introduzione dei nuovi permessi. L’assessore Eugenio Patanè rivendica i risultati della misura, mentre Fabrizio Santori della Lega parla di una stangata che avrebbe scoraggiato gli automobilisti. Intanto il TAR Lazio ha disposto un’istruttoria chiedendo al Comune studi, dati e atti utilizzati per definire la nuova disciplina.
La ZTL Roma torna al centro dello scontro politico sulla mobilità. A Roma, i permessi attivi per le auto elettriche sono passati da circa 75mila a 2.500, mentre gli ingressi quotidiani dei veicoli elettrici nella Zona a traffico limitato del Centro Storico sarebbero scesi da circa 5mila ad appena 400. I numeri sono stati diffusi venerdì 25 settembre da Roma Capitale e rivendicati dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè come risultato del riordino delle regole di accesso. A contestare questa lettura è il capogruppo della Lega in Campidoglio Fabrizio Santori, che attribuisce invece il crollo degli accessi al costo imposto agli automobilisti. Sullo sfondo c’è inoltre il procedimento davanti al TAR Lazio, che il 24 settembre ha chiesto al Campidoglio documenti e approfondimenti alla base della tariffazione.
Il confronto non riguarda quindi soltanto un dato statistico. Al centro della vicenda ci sono il nuovo modello della ZTL Roma per le auto elettriche, la scelta di superare l’accesso generalizzato gratuito, l’effetto delle nuove tariffe sugli automobilisti e soprattutto gli elementi tecnici utilizzati dall’amministrazione per giustificare il cambiamento.
ZTL Roma, le auto elettriche scendono da 5mila a 400 ingressi al giorno
I numeri pubblicati dal Campidoglio mostrano una riduzione molto marcata. Secondo quanto comunicato da Roma Capitale, prima della nuova disciplina erano stati raggiunti circa 75mila permessi di accesso per i veicoli elettrici, con un aumento del 250% rispetto al 2021 e una proiezione, indicata dall’amministrazione, che avrebbe potuto portarli a 125mila nel 2028.
Dopo il riordino, i permessi attivi sarebbero invece diventati 2.500. Ancora più evidente è il dato sugli accessi: dalle circa 5mila auto elettriche che entravano quotidianamente si sarebbe passati a circa 400 ingressi al giorno. Patanè considera questa riduzione una dimostrazione dell’efficacia delle misure adottate per limitare la congestione nel cuore della Capitale.
L’obiettivo dichiarato dal Campidoglio è infatti quello di ridurre la pressione automobilistica sul Centro Storico, tutelando la vivibilità dell’area e il patrimonio monumentale. La scelta dell’amministrazione parte da un principio preciso: un’auto elettrica non produce emissioni allo scarico, ma occupa comunque spazio stradale, contribuisce ai flussi di traffico e necessita di aree di sosta.
È proprio su questo punto che negli ultimi mesi si è spostato il dibattito sulla mobilità elettrica a Roma.
I 50mila “passaggi” e i 5mila “ingressi”: due numeri da distinguere
Nella comunicazione del 25 settembre compare tuttavia un elemento che merita un chiarimento. Roma Capitale afferma che la concentrazione dei permessi per le elettriche generava “fino a 50.000 passaggi giornalieri”, per poi spiegare che il riordino avrebbe fatto scendere gli “ingressi quotidiani di auto elettriche da circa 5.000 ad appena 400”.
Le due grandezze potrebbero riferirsi a metriche differenti, per esempio passaggi complessivi rilevati dai varchi e numero di accessi o veicoli considerati secondo un altro criterio, ma nella nota pubblicata dal Campidoglio la differenza metodologica non viene illustrata.
È un aspetto non secondario, soprattutto considerando che i numeri costituiscono una parte centrale della giustificazione pubblica del provvedimento. Sarebbe quindi utile conoscere con precisione come vengono calcolati i 50mila passaggi e i 5mila ingressi, quale arco temporale venga utilizzato e quale sia il rapporto tra le due rilevazioni.
Come sono cambiate le regole della ZTL Roma per le auto elettriche
Il cambio di regime è entrato in vigore il 1° luglio 2026. Fino al 30 giugno le auto a trazione esclusivamente elettrica potevano beneficiare dell’accesso gratuito alle ZTL capitoline. Con la deliberazione della Giunta n. 63 del 27 febbraio, Roma Capitale ha invece introdotto un permesso annuale a pagamento, mantenendo condizioni più favorevoli rispetto ai veicoli tradizionali.
Il costo è stato fissato, a seconda delle categorie, a poco meno della metà di quello previsto per i corrispondenti veicoli ordinari. In alcuni casi il permesso arriva a 1.000 euro l’anno, rispetto ai 2.016 euro applicati alla corrispondente tipologia con alimentazione tradizionale; per altre categorie la tariffa prevista è di 500 euro.
Restano invece previste alcune gratuità. Tra queste rientrano, secondo le indicazioni di Roma Capitale, determinate categorie come residenti, artigiani con laboratorio nella ZTL, genitori che accompagnano i figli nelle scuole del Centro Storico, medici convenzionati e alcuni servizi di interesse pubblico, oltre al car sharing.
La motivazione fornita fin dall’approvazione della misura era legata all’aumento delle auto elettriche e dei relativi permessi. A febbraio il Campidoglio parlava di immatricolazioni di veicoli elettrici cresciute del 350% in quattro anni e sosteneva che il numero crescente di accessi stesse incidendo sulla congestione e sulla disponibilità di parcheggi.
Patanè rivendica il risultato della nuova ZTL Roma
Per l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè, i numeri pubblicati il 25 settembre dimostrano che la strada intrapresa dall’amministrazione sta producendo gli effetti ricercati.
Patanè sostiene che i dati siano pubblici e accessibili e parla di efficacia dell’intervento. Secondo l’assessore, la crescita del numero di permessi aveva assunto dimensioni incompatibili con la capacità del Centro Storico di assorbire ulteriori flussi automobilistici. Nella nota del Campidoglio definisce l’intervento un’azione pensata per “restituire vivibilità al centro storico”.
Il riordino non riguarda, peraltro, esclusivamente le auto elettriche. Roma Capitale collega la strategia anche alla revisione dei permessi destinati alle persone con disabilità e al futuro intervento sulla logistica delle merci. Secondo i dati dell’amministrazione, le verifiche sui contrassegni per disabili avrebbero già consentito di eliminare 57.600 accessi ritenuti non corretti o ridondanti.
Santori attacca: “Un bluff sulle auto elettriche”
La lettura della Lega è diametralmente opposta. Il capogruppo capitolino Fabrizio Santori contesta che il crollo degli accessi possa essere presentato semplicemente come un successo della nuova politica sulla ZTL Roma.
Secondo Santori, la diminuzione sarebbe soprattutto l’effetto economico della tariffazione introdotta a luglio. Il consigliere parla di un “bluff auto elettriche” e accusa l’amministrazione di aver prima incoraggiato l’acquisto di veicoli elettrici anche sulla base delle agevolazioni per l’accesso al Centro Storico, per poi modificare le condizioni una volta cresciuto il numero delle vetture.
Nel comunicato, Santori sostiene che il nuovo costo rappresenti una penalizzazione per chi aveva investito nell’elettrico e afferma che “l’esagerato importo richiesto è stato già contestato dal Tar”.
Proprio quest’ultimo passaggio richiede però una distinzione tra la valutazione politica del consigliere e ciò che, allo stato degli atti pubblicamente ricostruibili, ha effettivamente disposto il giudice amministrativo.
Cosa ha disposto il TAR Lazio sulle auto elettriche nella ZTL Roma
L’ordinanza n. 5248/2026 del TAR Lazio, Seconda Sezione, pubblicata il 24 settembre e relativa al ricorso RG 9213/2026, non ha sospeso la nuova disciplina della ZTL per i veicoli elettrici. Il provvedimento resta quindi operativo. Il Tribunale ha però disposto un’istruttoria approfondita, chiedendo a Roma Capitale di produrre una serie di documenti, e ha fissato l’udienza di merito al 13 gennaio 2027.
Tra gli elementi richiesti figurano lo studio di Roma Servizi per la Mobilità utilizzato nel procedimento, le banche dati sottostanti, le rilevazioni sui flussi di traffico e sugli accessi alle diverse ZTL e gli elementi relativi alla specifica incidenza delle auto elettriche sulla circolazione. Il TAR ha chiesto inoltre documentazione sui criteri utilizzati per arrivare alla tariffa annuale e sulle valutazioni di eventuali soluzioni alternative o transitorie.
Il Tribunale vuole approfondire anche alcuni aspetti procedurali, compresi gli atti relativi alla gestione dei permessi da parte di Roma Servizi per la Mobilità e le osservazioni eventualmente presentate dagli interessati durante il procedimento.
Parlare già oggi di una bocciatura della tariffa, dunque, sarebbe prematuro. Al tempo stesso, l’istruttoria disposta dal giudice rende centrale proprio la documentazione tecnica utilizzata dal Campidoglio per collegare il numero delle auto elettriche alla congestione e alla nuova struttura dei permessi.
Il precedente di agosto sulla delibera capitolina
Il quadro giudiziario presenta inoltre un precedente da considerare. Il 28 agosto, nell’ambito di un altro passaggio cautelare relativo alla disciplina di accesso delle auto elettriche e a idrogeno, il TAR Lazio aveva ritenuto adeguatamente motivata la delibera capitolina sotto il profilo delle esigenze di tutela ambientale, richiamando l’ampia discrezionalità riconosciuta alle amministrazioni nelle limitazioni alla circolazione stradale.
La nuova ordinanza del 24 settembre apre però un ulteriore livello di approfondimento, concentrato anche sui dati, sugli studi, sulla determinazione della tariffa e sul procedimento amministrativo. I due passaggi vanno quindi letti nel loro specifico contesto processuale, senza anticipare l’esito del giudizio di merito.
ZTL Roma, il nodo è capire cosa dimostra davvero il calo degli ingressi
Il dato da 5mila a 400 ingressi quotidiani è certamente significativo: dopo l’introduzione delle nuove regole, molte meno auto elettriche entrano nella ZTL. Ma è proprio l’interpretazione di quel numero a dividere Campidoglio e opposizione.
Per Patanè il risultato dimostra che la regolamentazione ha ridotto una quota rilevante della pressione automobilistica sul Centro Storico. Per Santori, invece, dimostra soprattutto che il costo del permesso ha spinto migliaia di automobilisti a rinunciare all’accesso.
Le due letture non sono necessariamente sovrapponibili. Un forte effetto dissuasivo della tariffa può infatti produrre una riduzione del traffico, ma resta da comprendere con dati più completi quanto le auto elettriche incidessero sulla congestione complessiva, quale sia stato l’effetto sui flussi totali della ZTL e quali criteri abbiano portato alla definizione degli importi richiesti.
Sono proprio questi elementi a rendere rilevante l’istruttoria aperta davanti al TAR.
Il prossimo passaggio è fissato per gennaio 2027
La partita, quindi, non è chiusa. Roma Capitale continuerà ad applicare il nuovo sistema della ZTL Roma per le auto elettriche, mentre il procedimento amministrativo seguirà il proprio corso.
Il prossimo appuntamento indicato nell’ordinanza è l’udienza di merito del 13 gennaio 2027. Prima di allora, la documentazione richiesta dal TAR potrà contribuire a chiarire come siano stati costruiti i dati utilizzati dal Campidoglio, quale sia la reale incidenza delle auto elettriche sulla mobilità del Centro Storico e attraverso quali valutazioni sia stata definita la nuova tariffazione.
Fino a quel momento, il calo degli accessi resta un dato concreto. Il significato da attribuirgli e la solidità dell’impianto amministrativo che ha prodotto il nuovo regime restano invece al centro del confronto politico e giudiziario.
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