CURAA annuncia di aver depositato opposizione alla richiesta di archiviazione sull’abbattimento dei cipressi del Mausoleo di Augusto. Al centro del caso le valutazioni del CNR, il numero degli alberi rimossi e una relazione tecnica sulla quale l’associazione chiede nuovi approfondimenti.
CURAA annuncia di aver depositato un atto di opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura di Roma nell’indagine sull’abbattimento dei cipressi del cosiddetto “Bosco Sacro” del Mausoleo di Augusto. Al centro dell’iniziativa ci sono le valutazioni tecniche sugli alberi, la documentazione che avrebbe accompagnato gli interventi e, soprattutto, una domanda: se, come sostiene l’associazione sulla base degli atti del fascicolo, la relazione del CNR indicava soltanto 10 esemplari in condizioni tali da richiedere l’abbattimento, quale documento avrebbe giustificato il taglio degli altri cipressi?
Secondo CURAA, nell’area erano presenti 78 cipressi e 68 sarebbero stati successivamente abbattuti, mentre dieci esemplari originali sarebbero rimasti in piedi. Numeri e passaggi tecnici che l’associazione chiede ora di approfondire prima di arrivare a una eventuale archiviazione. La questione, quindi, non riguarda soltanto la scelta paesaggistica compiuta sul Mausoleo di Augusto, ma anche la ricostruzione dell’iter tecnico e amministrativo che ha preceduto un intervento ormai irreversibile.
Mausoleo di Augusto, l’opposizione alla richiesta di archiviazione
L’atto depositato, secondo quanto comunicato da CURAA, contesta la richiesta di archiviazione e domanda che vengano svolti ulteriori accertamenti sulla documentazione utilizzata per motivare gli abbattimenti. L’associazione insiste in particolare sulla necessità di mettere a confronto le diverse valutazioni tecniche prodotte nel tempo e di chiarire quale di esse abbia avuto un ruolo effettivo nelle decisioni finali.
La richiesta di archiviazione formulata dalla Procura non equivale, di per sé, a un’archiviazione già definitiva. L’opposizione presentata dai denuncianti punta proprio a chiedere che il quadro documentale venga ulteriormente esaminato prima della chiusura del procedimento.
Il caso dei cipressi del Mausoleo di Augusto aveva già assunto una dimensione pubblica nei mesi scorsi. Nel giugno 2025 Roma Capitale, presentando la fase finale dei lavori di restauro e musealizzazione del monumento, aveva spiegato che i cipressi dell’area anulare, definiti “ormai in cattive condizioni”, sarebbero stati sostituiti con nuovi esemplari.
Nel gennaio 2026, dopo le proteste e il confronto pubblico nato intorno agli abbattimenti, il Ministero della Cultura, Roma Capitale, la Soprintendenza Speciale e la Sovrintendenza Capitolina hanno inoltre avviato un tavolo tecnico dedicato anche alla sistemazione del verde storico del complesso monumentale.
Il nodo della relazione CNR e dei 78 cipressi del Mausoleo di Augusto
È qui che si concentra oggi il punto più delicato sollevato da CURAA. L’associazione sostiene che la relazione del CNR richiamata nella documentazione del fascicolo avrebbe individuato solo dieci cipressi in condizioni tali da richiederne l’abbattimento, prevedendo per gli altri interventi di conservazione.
Se questa ricostruzione documentale verrà confermata nei termini indicati nell’opposizione, resta da chiarire quale valutazione tecnica abbia portato alla decisione di abbattere complessivamente 68 esemplari. È una domanda che riguarda direttamente la sequenza degli atti e che merita una risposta documentale, piuttosto che una contrapposizione tra versioni.
Un ulteriore elemento rende utile un chiarimento pubblico. Nel gennaio 2026, ricostruendo la vicenda, anche la stampa nazionale aveva riferito dell’esistenza di un monitoraggio effettuato dal CNR sui cipressi del Mausoleo di Augusto. Oggi CURAA, facendo riferimento agli atti contenuti nel fascicolo, sostiene che soltanto dieci esemplari sarebbero stati indicati in condizioni tali da richiedere il taglio.
Proprio questa circostanza rende importante conoscere il testo integrale delle valutazioni tecniche e capire quali indicazioni fossero effettivamente contenute nei documenti messi a disposizione delle amministrazioni e degli organismi coinvolti nell’intervento.
La seconda relazione tecnica contestata da CURAA
L’altro passaggio centrale dell’opposizione riguarda una diversa “relazione tecnica” che, secondo CURAA, avrebbe prospettato un quadro differente sullo stato degli alberi.
L’associazione afferma che questo documento non sarebbe comparso negli atti ufficiali richiamati nelle conferenze di servizi e che la sua presenza sarebbe emersa soltanto in un momento successivo, dopo gli abbattimenti, durante gli approfondimenti giudiziari.
Si tratta, allo stato, della ricostruzione sostenuta dai denuncianti e non di una conclusione già accertata. È però proprio su origine, data, autore, protocollo e funzione di questo documento che l’opposizione chiede chiarezza.
In altre parole, il punto non è stabilire preventivamente quale relazione debba essere considerata corretta, ma verificare quali atti esistessero prima dell’intervento, quali fossero stati formalmente acquisiti e quali valutazioni abbiano concretamente determinato la scelta finale.
Le domande a Roma Capitale sul Mausoleo di Augusto
Su questo passaggio si apre uno spazio di chiarimento che riguarda Roma Capitale, la Sovrintendenza Capitolina e gli altri enti coinvolti.
La domanda principale è semplice: Roma Capitale conferma che la relazione CNR individuava soltanto dieci cipressi da abbattere oppure contesta questa lettura degli atti?
È inoltre necessario capire quale documento tecnico abbia motivato l’abbattimento degli altri esemplari, in quale data sia stato redatto e se fosse già disponibile e formalmente acquisito prima dell’avvio dei lavori.
Un chiarimento utile riguarderebbe anche il rapporto tra le valutazioni tecniche sullo stato degli alberi e le esigenze progettuali connesse al nuovo percorso di visita nell’area anulare del Mausoleo di Augusto. Roma Capitale aveva infatti spiegato, già nel giugno 2025, che proprio nell’area verde sarebbe stato realizzato il nuovo percorso destinato ai visitatori.
Il Marforio resta disponibile a pubblicare eventuali precisazioni, documenti e ricostruzioni dell’Amministrazione e degli enti competenti, aggiornando l’articolo qualora arrivassero nuovi elementi utili a ricostruire l’intero iter.
In una vicenda che intreccia tutela monumentale, verde storico e atti amministrativi, rendere accessibile la documentazione tecnica sarebbe il modo più diretto per sciogliere i dubbi che oggi alimentano il confronto e consentire ai cittadini di comprendere sulla base di quali elementi siano state assunte le decisioni.
Stinchelli e Di Paola: “Non chiediamo una verità precostituita”
Jacopa Stinchelli, presidente di CURAA, e Lorenzo Di Paola, indicati dall’associazione come denuncianti e testimoni oculari, sostengono di non essere ancora stati ascoltati dal pubblico ministero.
Nel comunicato chiedono che l’indagine prosegua e che vengano esaminati tutti gli elementi prima di una eventuale archiviazione.
“Non chiediamo una verità precostituita – sottolinea CURAA – ma che tutte le carte vengano esaminate e messe a confronto prima dell’archiviazione. Quando una decisione irreversibile riguarda un bene di straordinario valore storico ed ecosistemico, ogni elemento tecnico deve essere verificato con la massima trasparenza”.
L’associazione richiama inoltre la situazione dei dieci cipressi originali ancora presenti e segnala, sulla base delle proprie osservazioni, condizioni di sofferenza per alcuni degli esemplari più recentemente messi a dimora.
Mausoleo di Augusto, il ruolo storico dei cipressi e il progetto di Antonio Muñoz
Il tema non è soltanto botanico. CURAA collega infatti la presenza dei cipressi alla sistemazione monumentale realizzata negli anni Trenta sotto la direzione di Antonio Muñoz.
La documentazione storica sul Mausoleo di Augusto ricostruisce gli importanti interventi di sistemazione effettuati tra il 1936 e il 1938, quando il monumento venne liberato dalle strutture successive e inserito nel nuovo assetto urbano di Piazza Augusto Imperatore. In quel contesto anche la componente vegetale e la corona di cipressi assunsero un ruolo fortemente riconoscibile nel paesaggio del complesso.
CURAA richiama, in particolare, una comunicazione dell’architetto Antonio Muñoz datata 29 luglio 1938 e avente per oggetto “Mausoleo di Augusto. Piantagioni di cipressi”.
L’associazione segnala inoltre che i progetti originali di Muñoz sarebbero conservati presso il Museo di Roma a Palazzo Braschi, Gabinetto Comunale delle Stampe, e indica gli inventari M.R. 42.277 e M.R. 42.278 come documentazione utile a ricostruire il ruolo assunto dalla componente arborea nella sistemazione novecentesca del monumento.
Le fotografie storiche diffuse insieme alla nota restituiscono visivamente quanto la presenza dei cipressi abbia caratterizzato nel tempo il profilo del Mausoleo di Augusto. Le immagini più recenti mostrano invece l’assetto attuale dell’area durante i lavori, con una configurazione arborea profondamente diversa rispetto alle immagini del passato.
Le fotografie, naturalmente, non possono stabilire da sole il valore giuridico o tecnico delle singole alberature. Aiutano però a comprendere perché la questione della componente vegetale del Mausoleo di Augusto abbia assunto una rilevanza che va oltre il semplice tema della manutenzione del verde urbano.
Cosa succede adesso sul caso dei cipressi del monumento
L’opposizione annunciata da CURAA riporta quindi al centro della vicenda una questione verificabile: quali valutazioni tecniche erano disponibili prima degli abbattimenti e quale atto ha determinato il numero degli alberi da rimuovere?
Il Mausoleo di Augusto è ancora interessato dal percorso di completamento del restauro e della musealizzazione, mentre il confronto istituzionale apertosi nei mesi scorsi ha riguardato anche la sistemazione del verde storico dell’area monumentale.
Il passaggio giudiziario aperto dall’opposizione non stabilisce, da solo, se vi siano state irregolarità. Pone però domande documentali precise, sulle quali un chiarimento degli enti coinvolti potrebbe contribuire a ricostruire con maggiore completezza quanto avvenuto.
Ed è proprio dalla pubblicazione o dal confronto degli atti tecnici — relazione CNR, eventuali relazioni successive, verbali, autorizzazioni e cronologia delle decisioni — che può arrivare una risposta alle contestazioni sollevate dall’associazione.
Il Marforio aggiornerà l’articolo qualora Roma Capitale, la Sovrintendenza Capitolina, la Soprintendenza Speciale o gli altri soggetti coinvolti forniscano chiarimenti, documentazione o ulteriori elementi sulla vicenda.
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