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Scuola: dopo 2 molestie e un pugno nello stomaco, cos’altro deve accadere agli studenti?

Seguendo le cronache nazionali, la domanda da porsi è facile: “Cos’altro può accadere in una scuola italiana?”. Dopotutto, le ultime settimane hanno solamente tirato fuori il peggio di un sistema scolastico italiano, oltre il palese marciume che aleggia attorno a troppi docenti italiani. Un professore chiede a una propria studentessa di denudarsi, un altro invita una ragazza a farsi una serata alcolica con lui, un terzo tira un pugno nello stomaco a un proprio studente.

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In tutti e tre casi, lo studente è la vittima di un sistema scolastico. Dall’altra il docente, candidamente impunito o con sanzioni che risultano solo di facciata. Gli stessi “professoroni” che ci parlano di “pace”, “libertà”, “integrazione”, continua propaganda antifascista, che ci valutano più per l’orientamento politico che per la prestazione didattica. L’incoerenza per antonomasia, in una situazione che però non si sveglia oggi in Italia.

Dopotutto, nello Stivale abbiamo quella classe docente che solidarizza con le Brigate Rosse, che apre i “tribunali popolari” davanti a uno studente di Destra, che con fare viscido dicono frasi sconce alle proprie studentesse. Più che professori, la classe degli impuniti “Falce e Martello”, intoccabili da qualunque legge solo per l’appartenenza politica e la tessera di partito. La morte di Sergio Ramelli, lo spiega bene tutto ciò.

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Quello che mi manda in bestia di certi abusi, è quella superficialità della politica giovanile davanti a questi fatti. Davanti ai collettivi che fingono di contestare i proprio “Kompagni” di merende, ovvero i docenti di Sinistra, a colpi di cartoni verniciati, un mondo politico si perde dietro il nulla. Perché oggi, come ieri, serve entrare nelle scuole armati di megafono e urlare “nomi e cognomi” di certi porci. Evidenziare come certi soggetti siano inadatti a stare in cattedra, in quanto incapaci di controllare le proprie perversioni, le pulsioni sessuali e soprattutto la rabbia.

Una Destra giovanile, e non Centrodestra, che deve tornare a gustare il sapore della reazione, della contestazione intelligente e legittima. Perché dopo il pugno e le richieste sessuali esplicite alla compagna di classe, domani potremmo commentare uno stupro alla stessa o il vicino di banco pestato di botte. IO QUESTA SCUOLA NON L’ACCETTO! Semplicemente perché l’abbiamo già vissuta, in un periodo dove alcuni “Professoroni col Pugno Kiuso” portavano la chiave inglese nella borsa al posto dei libri. Dei docenti che ti sospendevano solo perché indossavi la celtica al collo. Degli insegnanti che ti mettevano “7 in condotta” solo perché iscritto a un movimento giovanile di Destra.

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