La Commissione Politiche sociali del Municipio Roma XI non arriva al voto sulla proposta per istituire un Osservatorio contro antisemitismo e discriminazioni. Marco Palma, vicepresidente del Consiglio municipale, accusa PD, M5S e Demos per le assenze. Il Marforio ha visionato lo schema di deliberazione e il regolamento dell’organismo.
Non arriva al voto, nella giornata di mercoledì 23 settembre 2026, la proposta per istituire nel Municipio XI di Roma un Osservatorio permanente sull’antisemitismo e sulle altre forme di discriminazione. L’atto era all’esame della Commissione Politiche sociali e dell’integrazione, presieduta da Fabiana Di Segni, ma secondo quanto riferito da Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio municipale, la seduta non avrebbe potuto procedere alla votazione per la mancanza del numero legale. Palma attribuisce la situazione alle assenze di esponenti di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Demos.
È questo il fatto politico che apre un nuovo fronte nel Municipio Roma XI, mentre sul tavolo c’è un atto già articolato e corredato da un regolamento di 23 articoli. Il Marforio ha visionato la proposta di deliberazione, che porta come oggetto l’“Istituzione dell’Osservatorio municipale sull’antisemitismo e su ogni forma di discriminazione” e richiama l’articolo 41 del Regolamento del Decentramento di Roma Capitale.
Roma XI, mancato voto sull’Osservatorio contro l’antisemitismo
La proposta avrebbe dovuto compiere un ulteriore passaggio nel suo percorso politico-amministrativo attraverso l’esame della Commissione Politiche sociali del Municipio XI di Roma. Secondo la ricostruzione fornita da Marco Palma, però, non sarebbero state presenti le condizioni per procedere alla votazione a causa del mancato raggiungimento del numero legale.
Prima della riunione, Palma aveva annunciato che la Commissione sarebbe stata chiamata a esprimere il proprio parere sull’istituzione dell’Osservatorio, auspicando che il lavoro svolto insieme alla presidente Fabiana Di Segni e agli altri commissari potesse consentire di porre le basi per l’avvio dell’organismo.
Il progetto viene presentato come un percorso destinato a coinvolgere in particolare Marconi e più in generale il territorio del Municipio Roma XI, con l’obiettivo dichiarato di promuovere rispetto, inclusione e prevenzione dei fenomeni discriminatori.
La versione di Palma: «Fatto mancare il numero legale»
Dopo il mancato voto, il vicepresidente del Consiglio municipale ha rivolto un attacco politico a PD, Movimento 5 Stelle e Demos, sostenendo che gli esponenti delle tre forze non si sarebbero presentati ai lavori della Commissione e che proprio queste assenze avrebbero determinato la mancanza del numero legale.
Palma utilizza nella sua nota anche la definizione di «campo largo negazionista», espressione che rappresenta una sua valutazione politica e che il consigliere collega a quella che considera una strategia «politicamente cinica», richiamando inoltre precedenti contrasti legati alla presentazione di un subemendamento e alle proroghe dell’iter.
La ricostruzione sulle assenze e sulle ragioni del mancato voto è, allo stato, attribuita a Marco Palma. Il documento trasmesso al nostro giornale permette infatti di verificare l’esistenza, i contenuti e l’articolazione della proposta istitutiva dell’Osservatorio, ma non costituisce il verbale della seduta del 23 settembre e non contiene il prospetto ufficiale delle presenze e delle assenze registrate durante i lavori della Commissione.
Cosa prevede l’Osservatorio sull’antisemitismo nel Municipio Roma XI
Al di là dello scontro politico, uno degli aspetti più rilevanti della vicenda riguarda proprio il contenuto dell’atto. La proposta prevede la costituzione presso il Municipio Roma XI di un organismo permanente con funzioni consultive, propositive, di monitoraggio civico e di promozione culturale.
L’Osservatorio avrebbe tra i propri obiettivi principali il contrasto all’antisemitismo, nelle sue manifestazioni storiche e contemporanee, insieme alla prevenzione dell’odio razziale, del razzismo, della xenofobia e delle discriminazioni legate all’origine etnica, nazionale, culturale o religiosa.
Il testo prende inoltre in considerazione le discriminazioni fondate sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere e prevede la promozione della memoria della Shoah, della conoscenza storica e dell’educazione alla cittadinanza democratica.
Tra gli obiettivi indicati compare anche il monitoraggio civico dei fenomeni di odio, intolleranza e discriminazione, compresi quelli che si manifestano attraverso social network, piattaforme digitali e linguaggi ostili online.
Antisemitismo, razzismo e linguaggi d’odio tra gli ambiti prioritari
Il regolamento entra nel dettaglio degli ambiti sui quali l’organismo dovrebbe concentrare in maniera prevalente e specialistica la propria attività. Tra questi figurano antisemitismo e odio antiebraico, negazionismo, minimizzazione o banalizzazione della Shoah, razzismo, xenofobia, antiziganismo e discriminazioni di carattere etnico, nazionale, culturale o religioso.
Il documento prevede inoltre un raccordo con le attività di contrasto alle discriminazioni fondate sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità nei casi in cui tali fenomeni si intreccino con le matrici d’odio individuate dal regolamento.
L’impostazione delineata dalla proposta mira quindi a creare un organismo con un focus specifico sul contrasto all’antisemitismo e all’odio razziale, inserendolo però in un sistema più ampio di prevenzione delle discriminazioni presenti nella società e nel territorio di Roma.
Segnalazioni, scuole e report annuali: i compiti previsti a Roma
L’Osservatorio non avrebbe poteri assimilabili a quelli delle autorità giudiziarie o delle forze dell’ordine. Il regolamento specifica infatti che non eserciterebbe funzioni giudiziarie, investigative, sanzionatorie o sostitutive delle autorità competenti.
La sua funzione sarebbe invece prevalentemente civica, culturale, educativa e consultiva. L’organismo potrebbe raccogliere segnalazioni, dati pubblici, documenti e testimonianze relative a fenomeni di antisemitismo, razzismo e discriminazione, svolgendo attività di analisi e approfondimento.
Potrebbe inoltre elaborare documenti, proposte e raccomandazioni da sottoporre agli organi del Municipio XI, promuovere campagne di comunicazione e sensibilizzazione e organizzare incontri, seminari, giornate di studio e iniziative pubbliche.
Una particolare attenzione viene riservata alle scuole del territorio di Roma XI. Il regolamento contempla infatti percorsi educativi dedicati alla memoria, alla Shoah, al razzismo, alla cittadinanza democratica, alla responsabilità linguistica e all’utilizzo consapevole dei social media.
Sono previste anche collaborazioni con biblioteche, centri culturali, centri anziani, realtà giovanili, associazioni sportive, università, centri di ricerca, comunità religiose, enti del terzo settore e organizzazioni sindacali.
Tra i compiti dell’Osservatorio figura inoltre la predisposizione di un report annuale sulle attività svolte, all’interno del quale dovrebbero essere riportati i principali fenomeni osservati, le criticità rilevate, le iniziative realizzate, le collaborazioni attivate e le proposte operative per l’anno successivo.
La proposta ha già un parere tecnico-amministrativo favorevole
Un altro elemento significativo emerge dalla documentazione visionata. Nello schema di deliberazione compare infatti il parere favorevole sulla regolarità tecnico-amministrativa della proposta espresso dalla Direzione Socio Educativa del Municipio.
Nel documento viene inoltre attestata la coerenza dell’atto con i documenti di programmazione dell’Amministrazione capitolina e municipale.
Questo passaggio non equivale naturalmente all’approvazione politica dell’Osservatorio, che deve completare il proprio iter negli organismi competenti, ma dimostra come la proposta arrivata alla discussione sia accompagnata da un impianto amministrativo e regolamentare già sviluppato.
Il documento stabilisce inoltre che tutte le cariche, le funzioni e le forme di partecipazione all’Osservatorio siano svolte a titolo gratuito, senza compensi, gettoni, indennità o rimborsi.
La proposta precisa anche che l’istituzione dell’organismo non dovrebbe comportare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio municipale. Eventuali iniziative e attività potrebbero essere realizzate nei limiti delle risorse disponibili oppure attraverso collaborazioni, patrocini, contributi e finanziamenti pubblici o privati previsti dalla normativa.
Il precedente dell’aggressione a un uomo con la kippah a Marconi
La discussione si inserisce in un territorio nel quale il tema dell’antisemitismo è entrato anche nella cronaca recente. Il 20 aprile 2026 venne riportata l’aggressione subita da un uomo che indossava la kippah nella zona di Marconi, a Roma.
Le forze dell’ordine avviarono accertamenti sulla dinamica dell’episodio e sull’eventuale matrice antiebraica dell’aggressione. La vicenda provocò anche reazioni istituzionali e della Comunità Ebraica di Roma.
Il caso rappresenta tuttavia un piano distinto rispetto all’iter dell’Osservatorio e non può essere utilizzato per attribuire automaticamente motivazioni politiche alle posizioni assunte dalle diverse forze presenti nel Municipio.
Per Palma, invece, i fatti avvenuti negli ultimi anni contribuirebbero a rendere importante soprattutto per il quartiere Marconi, e più in generale per il Municipio Roma XI, l’apertura di un nuovo percorso istituzionale rivolto alla promozione del rispetto e dell’inclusione.
Roma XI, cosa succede ora alla proposta sull’Osservatorio
Il nodo diventa adesso capire quando la Commissione Politiche sociali tornerà a esaminare e votare la proposta e quali saranno le posizioni ufficiali delle forze politiche chiamate in causa da Palma.
Il passaggio è rilevante perché, una volta ottenuta l’approvazione definitiva del Consiglio municipale, il regolamento prevede una vera e propria procedura di costituzione dell’organismo.
Entro 30 giorni dall’approvazione dovrebbe essere pubblicato un avviso per l’adesione all’Assemblea dell’Osservatorio. Parallelamente è prevista una procedura pubblica per raccogliere candidature e curriculum dei soggetti interessati a ricoprire la presidenza dell’organismo.
La questione, quindi, non si esaurisce nello scontro politico tra maggioranza e opposizione nel Municipio XI di Roma, ma riguarda il destino concreto di una proposta che punta alla creazione di un organismo permanente sul territorio dedicato al monitoraggio e alla prevenzione dell’antisemitismo e delle discriminazioni.
Sul mancato voto del 23 settembre restano soprattutto due questioni da chiarire: per quale ragione non è stato raggiunto il numero legale e quando la proposta tornerà all’esame della Commissione? Un eventuale intervento di PD, Movimento 5 Stelle e Demos potrà inoltre chiarire le ragioni delle assenze contestate da Palma e la posizione dei rispettivi gruppi sull’istituzione dell’Osservatorio.
L’articolo sarà aggiornato in presenza di ulteriori chiarimenti, repliche o documentazione istituzionale sulla seduta.
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