Un cipresso è caduto nell’area interessata dai lavori di riqualificazione di viale XVII Olimpiade, a Roma. CURAA sostiene di avere segnalato da mesi possibili criticità per le alberature e chiede verifiche sul cantiere. Dagli atti ufficiali emerge inoltre che la conservazione degli alberi era tra le prescrizioni formulate durante l’iter progettuale.
ROMA – Un grande albero è caduto all’interno del cantiere per la riqualificazione di viale della XVII Olimpiade, nel quartiere Villaggio Olimpico, nel Municipio II di Roma. Il cedimento sarebbe avvenuto nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 settembre e l’esemplare viene identificato dall’associazione CURAA come un cipresso dell’Arizona. Due giorni dopo, il 21 settembre, l’associazione presieduta da Jacopa Stinchelli ha diffuso una dura denuncia, sostenendo di avere segnalato già nei mesi precedenti possibili criticità legate alle lavorazioni svolte in prossimità delle alberature.
Le fotografie messe a disposizione mostrano l’albero a terra all’interno dell’area interessata dal cantiere e, in altre immagini, mezzi e lavorazioni nelle vicinanze di diversi alberi maturi. Le foto, tuttavia, non consentono da sole di stabilire le cause del cedimento né di dimostrare un rapporto diretto tra i lavori e la caduta. È proprio su questo punto che diventa centrale capire se siano stati effettuati accertamenti tecnici sull’albero e sull’apparato radicale dopo l’episodio.
Roma, cipresso caduto nel cantiere del Villaggio Olimpico: la denuncia di CURAA
Per CURAA quanto avvenuto rappresenterebbe la concretizzazione delle preoccupazioni espresse da tempo sulla gestione del verde all’interno del cantiere. L’associazione sostiene di avere documentato scavi e passaggi di mezzi in prossimità degli alberi e contesta le modalità con cui le lavorazioni sarebbero state eseguite.
«Ecco concretizzato ciò che avevamo denunciato e che poteva e doveva essere evitato».
È quanto afferma l’associazione nel comunicato diffuso il 21 settembre, collegando il cedimento alle criticità già sollevate nei mesi precedenti.
È però necessario tenere distinti i diversi livelli della vicenda. La caduta dell’albero è un fatto documentato; le contestazioni sul cantiere rappresentano la posizione di CURAA; l’eventuale nesso causale tra le lavorazioni e il cedimento deve invece essere accertato tecnicamente.
Dalla fotografia dell’albero caduto si osserva il tronco riverso al suolo e l’area circostante interessata dai lavori, ma un’immagine non permette di determinare se all’origine del cedimento vi fossero danni radicali, condizioni pregresse della pianta, problemi fitosanitari, fattori meccanici o una combinazione di più elementi.
È quindi la documentazione tecnica successiva alla caduta a poter chiarire uno degli interrogativi principali: l’apparato radicale del cipresso presentava alterazioni riconducibili alle lavorazioni del cantiere?
Cosa mostrano le fotografie delle lavorazioni tra gli alberi
Il materiale fotografico diffuso con il comunicato aggiunge elementi utili per comprendere il contesto. Una delle immagini mostra alberi adulti all’interno dell’area di cantiere, insieme a un escavatore, un rullo e altri mezzi. Il terreno risulta interessato dalle lavorazioni anche nelle aree prossime ad alcuni tronchi.
Non è possibile ricavare dalle fotografie la profondità degli eventuali scavi, stabilire se siano state interessate radici o determinare le distanze esatte tra le lavorazioni e ciascuna pianta. Le immagini rendono però pertinente una verifica sulle misure adottate per proteggere le alberature durante l’esecuzione dell’opera.
Un altro documento fotografico, ricavato da Google Street View e riferito a giugno 2026, mostra il cantiere già sviluppato lungo viale della XVII Olimpiade e diversi alberi maturi all’interno dell’area delimitata. Anche in questo caso il materiale offre soprattutto una ricostruzione temporale: consente di vedere come l’intervento procedesse attorno al patrimonio arboreo preesistente, senza poter stabilire da solo eventuali irregolarità.
Il punto giornalisticamente rilevante non è quindi attribuire alle fotografie una funzione peritale che non possono avere, ma domandarsi quali prescrizioni fossero state impartite per gli alberi e in che modo siano state applicate durante i lavori.
Negli atti di Roma Capitale compare la “conservazione delle alberature”
È proprio l’esame degli atti amministrativi a offrire uno degli elementi più significativi della vicenda.
Il progetto di pedonalizzazione e riqualificazione di viale della XVII Olimpiade ha attraversato negli anni un articolato iter autorizzativo. Nella determinazione del Municipio II del 5 ottobre 2022, relativa alla conclusione della Conferenza dei Servizi e all’approvazione del progetto definitivo, vengono riportate alcune prescrizioni formulate dal Ministero della Cultura dopo l’esame della proposta progettuale.
Tra gli elementi indicati compare espressamente la “conservazione delle alberature”, insieme alle prescrizioni riguardanti pavimentazioni e sistemazione dell’area destinata al mercato. Gli elaborati furono quindi aggiornati e sottoposti nuovamente agli enti coinvolti prima della conclusione positiva della Conferenza dei Servizi.
Questo passaggio non dimostra che le prescrizioni siano state successivamente violate. Stabilisce però un elemento verificabile: la salvaguardia degli alberi esistenti era stata considerata esplicitamente durante l’iter autorizzativo dell’opera.
Da qui deriva una domanda che diventa ancora più importante dopo la caduta del cipresso: quali specifiche misure previste negli elaborati esecutivi sono state adottate durante il cantiere per rispettare quella prescrizione?
Il progetto di viale XVII Olimpiade: tre milioni di euro e 53 nuovi alberi
Il progetto ha una storia precedente all’apertura dell’attuale cantiere. La procedura di progettazione risale infatti agli anni scorsi e nel 2022 il quadro economico dell’intervento veniva aggiornato fino a un importo complessivo di 3 milioni di euro, dei quali circa 2,51 milioni riferiti ai lavori nella fase progettuale allora approvata.
La successiva procedura di gara pubblicata da Roma Capitale riguarda i lavori di “Pedonalizzazione di Viale della XVII Olimpiade”. Negli atti dell’e-procurement capitolino l’intervento è identificato con CUP J87H22003870004; la procedura del 2025 riporta un valore complessivo di circa 2,1 milioni di euro e un importo di aggiudicazione di circa 1,48 milioni.
Quando Roma Capitale presentò pubblicamente l’avvio della riqualificazione, il 22 settembre 2025, descrisse l’obiettivo di trasformare l’area tra piazza Grecia e il viadotto di Corso Francia in un parco urbano lineare, prevedendo panchine, un playground, un percorso fitness, nuovi impianti di illuminazione e 53 nuovi alberi.
Proprio per questo la questione sollevata da CURAA merita di essere verificata evitando semplificazioni: un intervento che prevede nuove piantumazioni può contemporaneamente porre problemi di tutela degli esemplari già esistenti, se le lavorazioni interferiscono con le loro aree radicali. È sulla gestione concreta del cantiere, dunque, che servono elementi tecnici.
Il riferimento al PNRR nel comunicato di CURAA
Nel comunicato del 21 settembre CURAA parla ripetutamente di “cantiere PNRR”. Gli atti ufficiali consultati per questo articolo, tuttavia, identificano l’opera come intervento di pedonalizzazione e riqualificazione di viale della XVII Olimpiade e non riportano, nelle sezioni esaminate, una qualificazione dell’intervento come progetto finanziato dal PNRR.
Per questa ragione, in assenza di ulteriore documentazione sul finanziamento, è più corretto parlare del cantiere di riqualificazione del Villaggio Olimpico.
Cosa prevede il Regolamento del Verde di Roma per gli alberi nei cantieri
Le contestazioni di CURAA richiamano in particolare gli articoli 35 e 36 del Regolamento Capitolino del Verde pubblico e privato e del paesaggio urbano, approvato nel 2021 e successivamente modificato.
L’articolo 35 stabilisce che nelle aree di cantiere debbano essere adottati gli accorgimenti necessari a evitare attività capaci di compromettere direttamente o indirettamente salute, sviluppo e stabilità delle piante. Prevede inoltre che gli alberi e gli arbusti presenti nell’area siano protetti con recinzioni estese alle superfici di pertinenza, in modo da evitare danni agli apparati radicali.
Il transito di mezzi pesanti oltre i 35 quintali all’interno dell’Area di Pertinenza dell’Albero è ammesso soltanto quando non sia possibile utilizzare un percorso alternativo, secondo quanto stabilito dal regolamento capitolino.
L’articolo 36 interviene invece direttamente sugli scavi in prossimità degli alberi: stabilisce che siano adottate cautele per evitare danni alla Zona di Protezione Radicale, indica come preferibili tecniche manuali, ad aria o con sistemi a risucchio e prevede la presenza di un tecnico abilitato nei lavori di scavo che interessano zone alberate.
Nel caso di taglio di radici primarie, il tecnico è inoltre chiamato a valutare la stabilità dell’albero e a predisporre la relativa documentazione.
Il Regolamento attribuisce inoltre a Roma Capitale la possibilità di effettuare verifiche e, qualora emergano gravi difformità o inosservanze non sanabili, contempla anche la possibilità di arrivare alla sospensione dei lavori.
Sono norme generali. Stabilire se siano state rispettate o violate nel cantiere del Villaggio Olimpico richiede l’esame delle autorizzazioni, delle distanze effettive, delle modalità di scavo e della documentazione prodotta dalla direzione dei lavori.
La slide sulle pavimentazioni e il nodo delle superfici verdi
Tra il materiale diffuso da CURAA compare anche un rendering del progetto accompagnato da una frase secondo cui, per ridurre la manutenzione delle aree, si sarebbe scelto di “ridurre le zone a prato ed incrementare le pavimentazioni”.
Il contenuto merita attenzione, ma prima di attribuirlo formalmente al progetto esecutivo occorre conoscere la provenienza esatta della slide e la versione progettuale alla quale si riferisce. Il progetto di viale della XVII Olimpiade, infatti, ha subito modifiche nel corso dell’iter e gli elaborati sono stati aggiornati anche sulla base delle prescrizioni ricevute.
Neppure l’aumento delle pavimentazioni può essere tradotto automaticamente in maggiore impermeabilizzazione: materiali e caratteristiche tecniche fanno la differenza. Anche su questo aspetto sarebbe utile conoscere il dato definitivo relativo alle superfici a prato, alle aree pavimentate, alla permeabilità prevista e al confronto tra situazione precedente e configurazione finale.
È un chiarimento che permetterebbe di valutare il progetto attraverso numeri e caratteristiche tecniche, anziché attraverso definizioni contrapposte.
CURAA: segnalazioni e PEC inviate prima della caduta
L’associazione afferma che le proprie contestazioni non sarebbero nate dopo il cedimento dell’albero. Secondo quanto riferito nel comunicato, alcuni cittadini aderenti a CURAA avrebbero inviato PEC alla presidente del Municipio II Francesca Del Bello, mentre l’associazione avrebbe presentato anche un esposto sulle condizioni del cantiere.
Stinchelli riferisce inoltre di avere già affrontato pubblicamente il tema durante una trasmissione del TG3 Lazio alla presenza di rappresentanti del Municipio, contestando le modalità dell’intervento e i possibili effetti sulle alberature.
Resta quindi da ricostruire documentalmente quali segnalazioni siano effettivamente pervenute agli uffici, in quali date e quali verifiche siano eventualmente seguite. La cronologia può assumere un peso particolare proprio perché la caduta del cipresso è successiva alle contestazioni riferite dall’associazione.
CURAA richiama infine l’attenzione anche sugli altri alberi del Villaggio Olimpico, in particolare sui pini, chiedendo controlli sulle loro condizioni e interventi fitosanitari. L’associazione fa riferimento anche alla presenza della Toumeyella parvicornis, la cosiddetta cocciniglia tartaruga, parassita che negli ultimi anni ha interessato numerosi pini a Roma.
Anche in questo caso sarebbe necessario conoscere lo stato delle valutazioni più recenti e l’eventuale programma di monitoraggio previsto durante e dopo il cantiere.
Dopo la caduta del cipresso, le domande aperte per il Municipio II
La caduta dell’albero non consente, da sola, di stabilire responsabilità. Apre però una serie di questioni che possono essere chiarite attraverso atti amministrativi, relazioni agronomiche e verifiche effettuate sul posto.
Occorre anzitutto comprendere se, dopo il cedimento, sia stata effettuata una valutazione tecnica del cipresso e quale causa sia stata individuata; se siano state esaminate le condizioni delle radici e se siano emersi eventuali danneggiamenti. Allo stesso modo è utile chiarire quali prescrizioni siano state impartite alla ditta per le lavorazioni vicino agli alberi, quale tecnico abbia seguito gli interventi nelle aree radicali e se siano disponibili relazioni relative agli scavi eseguiti in prossimità degli esemplari esistenti.
C’è poi il tema delle segnalazioni precedenti: sono state ricevute le PEC citate da CURAA e hanno prodotto sopralluoghi o accertamenti? E, soprattutto, dopo quanto accaduto sono previste verifiche preventive sugli altri alberi che si trovano all’interno o ai margini del cantiere?
Gli atti già disponibili aggiungono un ulteriore elemento: nella fase autorizzativa del progetto era stata espressamente richiesta la conservazione delle alberature. Capire come questa prescrizione sia stata tradotta nella fase esecutiva può quindi aiutare a ricostruire la vicenda al di là del confronto tra amministrazione e associazione.
Sono chiarimenti rilevanti non soltanto per stabilire cosa sia accaduto al cipresso caduto, ma anche per verificare che la riqualificazione di uno spazio pubblico di Roma proceda insieme alla tutela del patrimonio arboreo esistente e alla sicurezza delle persone.
Su questi aspetti sono stati chiesti chiarimenti al Municipio II di Roma Capitale. L’articolo potrà essere aggiornato con eventuali riscontri, nuovi elementi tecnici o repliche dell’amministrazione e dei soggetti coinvolti.
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