Pista di atletica dello Stadio Giannattasio di Ostia con crepe e danni visibili sulla superficie

Ostia, petizione per la pista del Giannattasio dopo i lavori per la Serie C: oltre 200 firme

Atleti e famiglie lanciano la petizione “Rimettiamo Ostia in pista” per chiedere il ripristino della pista di atletica dello Stadio Giannattasio. La mobilitazione nasce dopo le segnalazioni sui deterioramenti emersi in seguito ai lavori realizzati per ospitare le partite dell’Ostiamare in Serie C. Resta da capire cosa sia emerso dalle verifiche tecniche annunciate a settembre e quali siano i tempi previsti per gli interventi.

OSTIA – Una petizione lanciata lunedì 21 settembre da atleti e famiglie dello Stadio Pasquale Giannattasio ha superato in poche ore le 200 firme per chiedere il ripristino della pista di atletica dell’impianto di Ostia. L’iniziativa, denominata “Rimettiamo Ostia in pista”, arriva dopo le segnalazioni sulle condizioni dell’anello utilizzato dagli atleti, emerse successivamente ai lavori effettuati durante l’estate per adeguare lo stadio alle esigenze della Serie C e consentire all’Ostiamare di disputare le partite casalinghe sul territorio.

Al momento della verifica effettuata nel pomeriggio del 21 settembre, Change.org indicava oltre 200 firme verificate, con un primo obiettivo fissato a quota 500. La piattaforma conferma inoltre che la petizione è stata creata proprio nella giornata di lunedì. Nel documento consultato alle 16.54 le firme risultavano già 245, dato che fotografa anche la velocità con cui la mobilitazione ha iniziato a raccogliere adesioni nelle prime ore.

Ostia, nella petizione la denuncia di crepe e parti deteriorate della pista

Il testo pubblicato dagli “Atleti e famiglie dello Stadio Giannattasio” lega la nascita dell’iniziativa alle condizioni riscontrate nelle aree dedicate all’atletica dopo gli interventi realizzati sull’impianto. I promotori parlano di “crepe, buche e parti deteriorate” e sostengono che la situazione non consentirebbe agli atleti di allenarsi nelle condizioni di sicurezza ritenute necessarie.

Secondo quanto riportato nella petizione, le attività sportive sono riprese, ma la pista non sarebbe ancora stata ripristinata nonostante le segnalazioni e i solleciti provenienti dalle società di atletica. L’obiettivo dichiarato è ottenere un intervento che permetta di restituire piena funzionalità agli spazi utilizzati quotidianamente dagli sportivi.

Un elemento merita però particolare attenzione: la petizione non viene presentata come una mobilitazione contro l’Ostiamare o contro il calcio. Al contrario, i promotori precisano di non chiedere che uno sport venga privilegiato a discapito di un altro, rivendicando la possibilità di mantenere il Giannattasio come polo capace di ospitare più discipline.

Dai lavori per la Serie C al ritorno dell’Ostiamare al Giannattasio

La vicenda parte dall’estate. Il 9 luglio 2026 la Giunta di Roma Capitale aveva dato mandato al Dipartimento Sport di avviare le attività necessarie per adeguare il Pasquale Giannattasio agli standard della Lega Pro. L’obiettivo era permettere all’Ostiamare, appena promosso tra i professionisti, di disputare a Ostia le gare interne in attesa della conclusione degli interventi sull’Anco Marzio.

In quella fase l’assessore capitolino allo Sport Alessandro Onorato aveva indicato tra gli interventi previsti il nuovo manto erboso, le infrastrutture richieste per le riprese televisive, gli spazi destinati all’ospitalità degli atleti e alla sicurezza dei tifosi e il potenziamento dell’illuminazione. Ma nella stessa occasione era stato annunciato anche il miglioramento complessivo dell’impianto, con un campo d’allenamento per il rugby e la valorizzazione della parte dedicata all’atletica.

Il risultato sul fronte calcistico è arrivato in tempi molto stretti. Il 29 agosto l’Ostiamare ha disputato contro il Grosseto la prima partita casalinga della stagione di Serie C al Giannattasio. La stessa società biancoviola aveva spiegato che l’adeguamento dell’impianto era stato realizzato attraverso il lavoro congiunto di Roma Capitale, Zètema, Nea Rugby Ostia e club.

Le prime segnalazioni sulla pista dopo l’inizio del campionato

Il tema delle condizioni della pista non nasce con la petizione del 21 settembre. Già il 1° settembre, pochi giorni dopo la partita tra Ostiamare e Grosseto, erano state diffuse fotografie e immagini relative ad alcune porzioni dell’anello.

Canale Dieci aveva documentato segnalazioni riguardanti crepe, abrasioni, avvallamenti e parti della superficie sollevate, riportando le preoccupazioni di chi utilizza la struttura per l’atletica.

Il punto, tuttavia, richiede una distinzione importante. La successione temporale tra i lavori realizzati per la Serie C e la denuncia dei deterioramenti non permette da sola di stabilire tecnicamente quali danni siano stati provocati dagli interventi estivi, quali fossero eventualmente preesistenti e quali possano essere stati aggravati durante le lavorazioni.

Ed è proprio per chiarire la situazione che, all’inizio di settembre, era stata annunciata una verifica tecnica.

Il sopralluogo annunciato per il 2 settembre

Il 1° settembre venne comunicato che il giorno successivo funzionari del Dipartimento Sport, rappresentanti dell’Assessorato e tecnici qualificati avrebbero effettuato un sopralluogo sulla pista del Giannattasio.

L’obiettivo dichiarato era valutare lo stato dell’impianto, quantificare gli interventi necessari al ripristino e arrivare alla definizione di un piano dei lavori. In quella stessa occasione venne ricordato anche che la pista non risultava omologata Fidal da circa due anni, elemento che precede quindi l’adeguamento dello stadio alla Serie C e che non deve essere confuso con i deterioramenti segnalati dopo i lavori estivi.

Che cosa è emerso dalle verifiche sulla pista del Giannattasio?

È proprio a questo punto che la petizione lanciata il 21 settembre apre una serie di questioni ancora rilevanti per chi frequenta lo stadio.

Quali condizioni della pista sono state riscontrate durante le verifiche tecniche di settembre? È stata individuata la natura dei deterioramenti? È possibile distinguere eventuali criticità precedenti dai danni segnalati dopo gli interventi realizzati per la Serie C? E soprattutto, è già stato definito un programma per il ripristino dell’anello utilizzato dagli atleti?

Sono interrogativi che acquistano ulteriore peso considerando l’obiettivo annunciato a luglio dalla stessa amministrazione: non soltanto rendere possibile il ritorno del calcio professionistico a Ostia, ma valorizzare anche gli spazi destinati all’atletica.

A distanza di circa tre settimane dall’annuncio del sopralluogo, la nascita della petizione mostra che almeno una parte degli utenti dell’impianto continua a percepire il problema come irrisolto. Resta quindi da comprendere quali interventi siano già stati eventualmente programmati, con quali tempi e quale sia oggi la valutazione tecnica sulla piena utilizzabilità della pista.

Il Giannattasio di Ostia resta un impianto polisportivo

La questione non riguarda soltanto atletica e calcio. Il Pasquale Giannattasio è un impianto sportivo comunale polivalente e tra le attività praticate figurano atletica leggera, rugby, calcio e football americano.

È questa natura polisportiva a rappresentare il vero centro della vicenda. La possibilità per l’Ostiamare di giocare le proprie partite di Serie C a Ostia rappresenta un nuovo utilizzo importante dello stadio, ma contemporaneamente la struttura continua a essere frequentata da realtà sportive differenti, con necessità e spazi specifici.

La stessa petizione insiste su questo punto: non scegliere tra calcio e atletica, ma garantire la convivenza delle discipline. Una prospettiva che riporta l’attenzione sulla gestione complessiva di un bene pubblico e sulla necessità che gli interventi realizzati per una particolare attività possano conciliarsi con l’utilizzo degli altri settori dell’impianto.

Il Giannattasio ha infatti rappresentato negli anni un punto di riferimento per lo sport di Ostia, non soltanto sotto il profilo agonistico. Nella petizione viene evidenziato anche il ruolo dell’atletica per bambini, ragazzi e famiglie, descrivendo l’impianto come uno spazio di incontro, crescita e aggregazione sociale.

Dalle oltre 200 firme alla richiesta di ripristino della pista di Ostia

La mobilitazione partita il 21 settembre aggiunge quindi un nuovo capitolo a una vicenda iniziata con l’adeguamento del Giannattasio alla Serie C e proseguita con le prime segnalazioni sulla pista all’inizio del mese.

Oltre 200 firme raccolte nelle prime ore non permettono da sole di anticipare quali saranno le decisioni tecniche sull’impianto, ma rappresentano un segnale proveniente da una parte della comunità sportiva di Ostia.

Adesso il tema si sposta soprattutto sui tempi. Quando potrà essere ripristinata completamente la pista? Quali interventi saranno necessari? Quale quadro hanno restituito le verifiche effettuate dopo le prime segnalazioni?

Sul fondo rimane la questione che accompagna l’intera vicenda: trasformare il ritorno del calcio professionistico in un’opportunità per il territorio riuscendo, allo stesso tempo, a conservare la vocazione polisportiva del Giannattasio. Una convivenza che gli stessi promotori della petizione considerano possibile e che passa, inevitabilmente, dalla piena fruibilità degli spazi dedicati a tutte le discipline.

 

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