Operatore AMA Roma durante la pulizia delle strade a Fonte Laurentina dopo l’incendio

Roma, lavaggio delle strade a Fonte Laurentina dopo l’incendio: dubbi sulle procedure, il Municipio replica

AMA interviene con il lavaggio delle strade a Fonte Laurentina dopo l’incendio del 26 luglio. Massimiliano Coppola chiede chiarimenti sui controlli effettuati prima delle operazioni, mentre il Municipio IX difende gli interventi e invita a evitare allarmismi.

Nella mattinata di martedì 11 agosto AMA è intervenuta a Fonte Laurentina, nel Municipio IX di Roma, con operazioni di lavaggio delle strade nelle zone interessate dalle conseguenze dell’incendio divampato il 26 luglio lungo via Laurentina. L’intervento, documentato anche in via Bruno de Finetti, ha sollevato nuovi interrogativi sulle procedure adottate. A porli è Massimiliano Coppola, presidente della Commissione Ambiente del Comitato di Quartiere Fonte Laurentina, che chiede quali verifiche siano state effettuate prima della pulizia e se siano state valutate le possibili ricadute dei residui depositati al suolo. Alle contestazioni ha replicato Augusto Gregori, vicepresidente e assessore all’Ambiente del Municipio IX, difendendo l’operato delle istituzioni e invitando a non alimentare allarmismi.

Roma, AMA interviene a Fonte Laurentina: il lavaggio delle strade dell’11 agosto

Le immagini diffuse dal territorio mostrano un mezzo AMA impegnato nella pulizia e un operatore che utilizza acqua sulla carreggiata, sui bordi stradali e in prossimità dei marciapiedi. Una delle fotografie, scattata intorno alle 11.40 di martedì 11 agosto, localizza l’intervento in via Bruno de Finetti, nel cuore di Fonte Laurentina.

La pulizia arriva a oltre due settimane dal rogo e mentre restano aperti accertamenti sulle conseguenze ambientali dell’incendio. Coppola sostiene che, prima di procedere con il lavaggio, sarebbe stato necessario chiarire quali sostanze possano essersi depositate sulle superfici e quali protocolli siano stati adottati per impedirne un’eventuale dispersione.

Il punto posto dal Comitato non è quindi la necessità di pulire le strade, ma quali controlli abbiano preceduto l’intervento AMA e con quali modalità siano stati gestiti acqua e residui.

Coppola: “Prima i controlli, poi gli interventi”

Nel post pubblicato dopo l’intervento, Coppola richiama i dati sulle diossine diffusi nelle scorse settimane, la presenza di rifiuti interrati nell’area del rogo e la questione dell’amianto. Il presidente della Commissione Ambiente del Comitato di Quartiere mette inoltre l’accento sulla necessità, a suo giudizio, di evitare interventi che possano spostare contaminanti senza una gestione controllata dei reflui.

La sua contestazione è netta: “Prima i controlli, poi gli interventi”. Coppola chiede se esistano analisi preventive sul suolo, se siano stati effettuati accertamenti prima del lavaggio e quali informazioni siano state fornite agli operatori.

Nelle fotografie non risultano visibili dispositivi di protezione delle vie respiratorie: un elemento che consente di porre una domanda, ma non di stabilire, dalle sole immagini, se le dotazioni utilizzate fossero o meno conformi al protocollo previsto per quello specifico intervento.

Diossine dopo l’incendio sulla Laurentina: cosa dicono i dati ARPA

Sul fronte delle diossine, i dati ufficiali permettono di ricostruire il quadro con maggiore precisione. ARPA Lazio ha rilevato nel campione raccolto tra il 27 e il 28 luglio una concentrazione pari a 0,39 pg/m³. Nel campione successivo, tra il 28 e il 29 luglio, il valore è sceso a 0,12 pg/m³, mentre tra il 31 luglio e il 1° agosto è stato rilevato un valore di 0,16 pg/m³. Lo indicano i risultati del monitoraggio pubblicati da ARPA Lazio.

ARPA precisa anche un elemento essenziale per una corretta lettura dei numeri: per le diossine nell’aria ambiente non esiste un limite normativo. L’Agenzia richiama però le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui concentrazioni superiori a 0,3 pg/m³ possono indicare la presenza di una fonte emissiva localizzata. Nel caso della Laurentina, ARPA ha quindi collegato il primo dato alla produzione di diossine provocata dall’incendio, registrando poi una riduzione nei campionamenti successivi. I dati completi sono consultabili nel documento di ARPA Lazio.

Il tema dei residui depositati sulle superfici

Il monitoraggio dell’aria non esaurisce però le domande poste dal territorio. La questione sollevata da Coppola riguarda soprattutto i residui eventualmente depositati sul suolo e sulle superfici esterne nelle settimane successive al rogo e la necessità di conoscere i dati prima di valutare le modalità di pulizia.

È proprio su questo punto che il nuovo intervento di AMA apre una fase ulteriore della vicenda: non più soltanto la qualità dell’aria durante e immediatamente dopo l’incendio, ma anche le condizioni delle superfici interessate dalle ricadute dei prodotti della combustione.

Rifiuti interrati e amianto: gli accertamenti nell’area del rogo

L’area interessata dall’incendio è al centro di verifiche sulla presenza di rifiuti interrati. Nei giorni successivi al rogo sono emersi materiali sepolti nel terreno e la vicenda è arrivata anche all’attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. La Procura di Roma ha inoltre aperto un fascicolo per fare luce sulla situazione. La vicenda è stata ricostruita anche dal Corriere della Sera.

Sul possibile rischio amianto serve invece particolare prudenza. L’11 agosto il TGR Lazio ha riferito che, sulla base di atti ufficiali richiamati dallo Sportello Amianto Nazionale, nell’area sarebbe emersa la presenza di amianto friabile storicamente interrato e successivamente affiorato in seguito al rogo e alle movimentazioni del terreno. A riferirlo è stato il TGR Lazio.

Questo elemento deve però essere distinto dalla situazione delle strade fotografate durante il lavaggio: dalle informazioni pubblicamente disponibili non è possibile affermare che sulle superfici interessate dall’intervento AMA fosse presente amianto.

È proprio per questo che le verifiche preventive diventano centrali. Se le strade sono state sottoposte a controlli specifici prima dell’intervento, conoscerne gli esiti contribuirebbe a chiarire il quadro e a rispondere alle preoccupazioni espresse dal territorio.

Le indicazioni della ASL Roma 2 sulla pulizia dopo il rogo

Un altro elemento arriva dalle raccomandazioni diffuse dalla ASL Roma 2 il 4 agosto e pubblicate sul sito istituzionale di Roma Capitale. Tra le indicazioni rivolte alla popolazione di Fonte Laurentina e delle altre zone interessate dalla ricaduta dei prodotti della combustione, la ASL aveva raccomandato di procedere alla pulizia di balconi, terrazzi, davanzali e altre superfici esterne evitando operazioni che possano determinare il sollevamento delle polveri. Le raccomandazioni sono state pubblicate da Roma Capitale.

La stessa comunicazione invitava a utilizzare idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e della cute durante le operazioni di pulizia. Le indicazioni complete sono disponibili sul portale istituzionale di Roma Capitale.

Va precisato che si tratta di raccomandazioni rivolte alla popolazione e che non equivalgono automaticamente al protocollo operativo adottato da AMA per il lavaggio delle strade. Rappresentano però un riferimento utile per comprendere perché, nel quartiere, le modalità dell’intervento siano diventate oggetto di attenzione.

Le domande sul lavaggio delle strade

Restano quindi questioni tecniche precise. Quali analisi sono state effettuate sulle superfici prima del lavaggio? Il materiale rimosso è stato raccolto o aspirato? Come sono stati gestiti i reflui? Quali dispositivi di protezione erano previsti per gli operatori?

Sono interrogativi ai quali possono rispondere soltanto dati, documentazione e procedure ufficiali, senza trasformare timori o ipotesi in fatti accertati.

Gregori replica: il Municipio Roma IX difende gli interventi

Alle osservazioni pubblicate sui social ha risposto Augusto Gregori, vicepresidente e assessore all’Ambiente del Municipio IX di Roma. Nel suo intervento Gregori invita a fermare quello che definisce “terrorismo psicologico” e sostiene che Fonte Laurentina meriti fatti, competenze e responsabilità, non ricostruzioni fantasiose o allarmismi sui social.

L’assessore rivendica la presenza del Municipio sul territorio e il lavoro svolto insieme a Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Polizia Locale, AMA e agli altri soggetti competenti.

Gregori aggiunge inoltre che alcune affermazioni circolate nei giorni scorsi sarebbero state sottoposte alle autorità competenti per eventuali valutazioni anche rispetto a possibili profili di procurato allarme.

La posizione del Municipio è quindi quella di difendere l’azione istituzionale e invitare i cittadini ad affidarsi ai canali ufficiali. Lo stesso Gregori afferma: “Prima i controlli, poi gli interventi. Sempre”, sostenendo che proprio questo criterio sarebbe stato seguito fin dall’inizio dell’emergenza.

I residenti chiedono più informazioni sulla situazione

Il confronto resta acceso anche tra i residenti. Una cittadina, commentando il post di Coppola, esprime forte preoccupazione per gli effetti dell’incendio e chiede iniziative più incisive a tutela delle famiglie.

Un altro residente sposta invece l’attenzione sulla comunicazione istituzionale, lamentando l’assenza di un punto informativo unico e facilmente accessibile anche a chi non utilizza i social network.

È un tema rilevante proprio perché il Municipio invita a seguire i canali ufficiali. In una vicenda che da settimane coinvolge Roma, Fonte Laurentina, Vallerano e altri quartieri del Municipio IX, un quadro aggiornato e facilmente consultabile su monitoraggi, interventi effettuati e prossime attività potrebbe ridurre il terreno delle interpretazioni e del passaparola.

Nella giornata dell’11 agosto la presidente del Municipio IX, Titti Di Salvo, ha inoltre riferito che è stato chiesto ad ARPA di continuare il monitoraggio e che, in via precauzionale, è stata prevista una pulizia straordinaria dei plessi scolastici di Fonte Laurentina, Vallerano, Papillo e Trigoria, sottolineando la necessità di legare le rassicurazioni a dati misurati. La posizione è stata riportata da Adnkronos.

Roma, dopo il lavaggio restano aperte le domande sui controlli

Il lavaggio delle strade effettuato da AMA rappresenta dunque un nuovo passaggio nella gestione delle conseguenze dell’incendio del 26 luglio sulla Laurentina, ma non chiude il confronto sul territorio.

Il nodo non è stabilire sulla base delle fotografie se l’intervento sia stato corretto o meno: per farlo servono documenti, analisi e protocolli.

Restano da chiarire soprattutto quali verifiche siano state effettuate prima dell’intervento dell’11 agosto, quali procedure siano state previste per le superfici interessate e come siano stati gestiti acqua e residui prodotti dalle operazioni. Sono risposte che acquistano ancora più importanza mentre proseguono gli accertamenti ambientali nell’area del rogo.

In questo quadro, la trasparenza dei dati può diventare il punto d’incontro tra le richieste dei residenti e la posizione delle istituzioni: meno spazio alle interpretazioni e più informazioni verificabili sui controlli effettuati, sulle procedure adottate e sui prossimi interventi previsti a Fonte Laurentina e nel quadrante sud di Roma.

 

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