Roma, Tari: gettito pro capite aumentato del 43,1% tra il 2019 e il 2025. Immagine illustrativa con cassonetti dei rifiuti, Colosseo e bolletta Tari.

Roma, Tari: gettito pro capite +43% dal 2019. Santori attacca Gualtieri

A Roma il gettito Tari per abitante è cresciuto del 43,1% tra il 2019 e il 2025. Santori (Lega) attacca Gualtieri sulla pressione fiscale e sui servizi. Il confronto tra i dati Uil-Eures e la posizione del Campidoglio.

A Roma il gettito Tari pro capite è cresciuto del 43,1% tra il 2019 e il 2025, passando da circa 197 a 281,90 euro. Il dato emerge dal dossier La fiscalità territoriale nel Lazio, realizzato da Uil Lazio ed Eures e presentato il 12 ottobre 2026. Mercoledì 14 ottobre Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, ha contestato al sindaco Roberto Gualtieri la pressione fiscale e la qualità dei servizi. La vicenda riapre così il confronto sul costo della gestione dei rifiuti a Roma e sul peso effettivo della tassa per i cittadini.

Roma, gettito Tari a 281,90 euro per abitante: quinta in Italia

I dati richiamati da Santori collocano Roma al quinto posto tra i capoluoghi italiani per gettito Tari pro capite. Il valore del 2025, pari a 281,90 euro, supera la media nazionale di 166 euro: quasi 116 euro di differenza per abitante. Rispetto ai circa 197 euro del 2019, l’incremento è di circa 85 euro.

Si tratta di un indicatore significativo per un tributo destinato a finanziare raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti. Non descrive però, da solo, né il costo sostenuto da ogni famiglia né l’efficienza del servizio. Per valutare questi aspetti occorrono ulteriori elementi, dalle tariffe applicate ai risultati della pulizia urbana.

Perché il +43,1% non corrisponde all’aumento della bolletta

Gettito per abitante e bolletta Tari sono grandezze diverse. Il primo rapporta le entrate alla popolazione; la seconda dipende, tra gli altri fattori, dalla superficie dell’immobile, dal numero degli occupanti e dalle tariffe comunali.

L’aumento delle somme riscosse può essere influenzato anche dall’emersione di utenze non censite e dal recupero dell’evasione. Non è dunque corretto concludere che tutte le famiglie romane abbiano pagato il 43,1% in più. Per stabilirlo servirebbe confrontare importi riferiti alla stessa tipologia di abitazione e allo stesso nucleo familiare nei diversi anni.

Santori (Lega): «Siamo Capitale delle tasse, ma non dei servizi»

Nella nota diffusa il 14 ottobre, Santori sostiene che l’aumento della pressione fiscale non sia accompagnato da servizi adeguati. Il capogruppo leghista richiama le criticità della raccolta dei rifiuti, dai cassonetti pieni all’immondizia abbandonata, e accusa l’amministrazione Gualtieri di non aver tradotto le risorse disponibili in miglioramenti sufficienti.

Il consigliere cita anche gli investimenti straordinari collegati a Giubileo e Pnrr. Sono contestazioni politiche dell’esponente della Lega, che non costituiscono una valutazione tecnica contenuta nel dossier fiscale. Il rapporto tra spesa pubblica e qualità del servizio richiede indicatori autonomi e verificabili.

Va inoltre ricordato che il confronto parte dal 2019, mentre Gualtieri è sindaco dall’ottobre 2021: attribuire all’attuale Giunta l’intera crescita registrata nei sei anni sarebbe improprio senza distinguere le diverse annualità.

I dati su Imu e addizionale comunale Irpef

La Tari non è l’unica voce del comunicato. Secondo le cifre riportate da Santori, il gettito Imu per abitante è aumentato dell’11,3% tra il 2019 e il 2025. Il dossier Uil-Eures indica per Roma circa 437 euro pro capite, secondo valore tra i capoluoghi italiani.

Per l’addizionale comunale Irpef, Santori segnala invece una crescita dell’importo medio dell’8,7% tra il 2019 e il 2024. Il valore romano sarebbe di 360,90 euro, contro una media nazionale di 230,20 euro. Sono indicatori riferiti a basi imponibili differenti e a intervalli temporali non coincidenti: non possono essere sommati o interpretati come se rappresentassero un’unica tassa.

Lo studio amplia il quadro al Lazio, dove l’importo medio delle addizionali Irpef comunale e regionale considerate insieme è passato da 879 euro nel 2019 a 1.070 euro nel 2024. Il dato regionale, quindi, non coincide con quello della sola addizionale comunale romana.

Tari a Roma, il Campidoglio rivendica il taglio delle tariffe nel 2025

Alle critiche dell’opposizione si affianca la posizione già espressa dall’amministrazione. Il 31 gennaio 2025, Roma Capitale annunciò una riduzione delle tariffe Tari di circa l’1% per le utenze domestiche e di oltre il 2% per quelle non domestiche. Il Campidoglio attribuì il risultato anche al contrasto all’evasione, indicando oltre 50 milioni di euro recuperati nel 2024.

Nella stessa comunicazione, Gualtieri rivendicò incassi Tari superiori del 53% rispetto al 2021, grazie anche all’individuazione di utenze non in regola. Più gettito e tariffe leggermente più basse possono dunque coesistere: gli importi complessivi riscossi non dipendono esclusivamente da quanto viene richiesto a ciascun contribuente.

L’amministrazione sostenne inoltre di aver potenziato gli interventi di spazzamento e la dotazione di contenitori per la differenziata. Si tratta di risultati rivendicati dal Campidoglio, da distinguere dalle contestazioni sulla qualità del servizio mosse da Santori.

Il nodo resta il rapporto tra tasse e qualità dei servizi

Il confronto non si esaurisce nella crescita del gettito. Per capire quanto pesa realmente la Tari sulle famiglie romane occorre esaminare le bollette comparabili nel tempo, il numero delle utenze e la capacità di riscossione. Per giudicare il servizio servono invece dati sulla raccolta e sulla pulizia, possibilmente suddivisi per territorio.

La Uil Lazio propone di rafforzare il contrasto all’evasione e l’efficienza della riscossione per recuperare risorse e ridurre, dove possibile, il prelievo fiscale. È una proposta distinta dalle accuse dell’opposizione e dalle risposte dell’amministrazione.

Resta quindi una domanda di interesse pubblico: quanto dell’aumento delle entrate deriva da una migliore riscossione e quali benefici misurabili produce per chi vive a Roma? Una risposta fondata su dati omogenei aiuterebbe a valutare sia il peso delle imposte sia il funzionamento dei servizi.

 

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