Terreni anneriti a Fonte Laurentina dopo l’incendio, con nel riquadro i Vigili del Fuoco durante le operazioni

Roma, Fonte Laurentina dopo l’incendio: il drone mostra i terreni anneriti vicino alle case

Le riprese del 5 agosto mostrano dall’alto i terreni anneriti di Fonte Laurentina, nel IX Municipio di Roma, dopo gli incendi, a ridosso di strade e abitazioni.

Le immagini realizzate con un drone il 5 agosto 2026 da un residente, Simone, e pubblicate nel gruppo Facebook “Fonte Laurentina” documentano le condizioni dei terreni del quartiere, nel Municipio Roma IX, dopo gli incendi che hanno interessato il quadrante meridionale della Capitale. Le riprese mostrano ampie porzioni di suolo annerito, vegetazione bruciata e alberature danneggiate, a poca distanza da strade trafficate, rampe e abitazioni.

Il materiale consente di osservare dall’alto ciò che nei giorni dei roghi era stato in parte nascosto dal fumo: il segno lasciato dal passaggio delle fiamme in un territorio collocato tra aree verdi, infrastrutture viarie e insediamenti residenziali.

Roma, le immagini del drone sui terreni di Fonte Laurentina

Nelle fotografie e nel filmato si distingue una superficie scura dal perimetro irregolare. Alcune zone appaiono completamente percorse dal fuoco, mentre altre conservano ancora vegetazione verde. Il contrasto rende evidente la diffusione non uniforme dell’incendio e permette di individuare alberi, arbusti e canneti con chiome seccate o annerite.

Le riprese comprendono anche la grande viabilità, le rampe percorse dalle automobili, un impianto sportivo e diversi edifici residenziali. È proprio la vicinanza tra l’area bruciata e il tessuto urbano a costituire uno degli elementi più rilevanti: il terreno colpito non si trova in una campagna isolata, ma in un settore di Roma attraversato ogni giorno da residenti e automobilisti.

Un paesaggio segnato dal passaggio delle fiamme

Nel video del 5 agosto non sono visibili fiamme, colonne di fumo o mezzi di soccorso. Le immagini descrivono quindi le condizioni successive agli incendi, ma non consentono di stabilire se ogni focolaio sia stato definitivamente spento o se tutte le attività di bonifica siano concluse.

Il materiale non permette neppure di quantificare gli ettari bruciati, ricostruire l’origine dei singoli roghi o valutare eventuali conseguenze sul terreno. Questi aspetti richiedono rilievi tecnici. Ciò che il drone documenta con chiarezza è invece l’estensione visiva delle superfici annerite e il coinvolgimento di vegetazione bassa e alberature.

Gli incendi tra Fonte Laurentina e Vallerano a Roma

Le nuove immagini si collegano alla sequenza di incendi raccontata dal Marforio nei giorni scorsi. Tra il 31 luglio e il 1° agosto, fotografie e video diffusi dai comitati di quartiere avevano mostrato terreni bruciati, fumo persistente e interventi dei Vigili del Fuoco tra Fonte Laurentina ed EUR Vallerano. Le segnalazioni dei residenti avevano richiamato l’attenzione sulla vicinanza dei roghi alle case, sulla qualità dell’aria e sulle possibili ripercussioni per la viabilità. (Il Marforio)

Il quadro parte dall’incendio divampato il 26 luglio, all’altezza dell’intersezione tra via Laurentina e il Grande Raccordo Anulare. ARPA Lazio ha riferito che l’evento aveva coinvolto anche una zona di terreno con possibile presenza di rifiuti interrati e aveva installato un campionatore per ricercare nell’aria diossine, idrocarburi policiclici aromatici e PCB. Il 31 luglio, dopo una ripresa dell’incendio e su richiesta dei Vigili del Fuoco, lo strumento è stato nuovamente posizionato in una diversa area. (ARPA Lazio)

Dal fumo dei giorni scorsi alle immagini del 5 agosto

Il precedente materiale descriveva la fase più critica: colonne di fumo, punti ancora fumanti e mezzi impegnati nelle operazioni. Il filmato realizzato da Simone offre ora una prospettiva differente. Non racconta l’emergenza mentre è in corso, ma ciò che rimane quando il fumo si dirada.

La visuale aerea permette inoltre di comprendere meglio il rapporto tra le superfici percorse dal fuoco e il territorio circostante. Le zone annerite si trovano accanto a carreggiate e svincoli, mentre gli edifici del quartiere sono riconoscibili a breve distanza. Una configurazione che spiega le preoccupazioni espresse dai cittadini sulla prevenzione e sulla rapidità degli interventi in caso di nuovi incendi.

Roma, i risultati del monitoraggio di ARPA Lazio

Nel rapporto pubblicato il 3 agosto, ARPA Lazio ha indicato per le diossine un valore di 0,39 picogrammi per metro cubo nel campione raccolto tra il 27 e il 28 luglio, sceso a 0,12 nel campione successivo. Dopo la ripresa del rogo, il prelievo effettuato tra il 31 luglio e il 1° agosto, con il campionatore collocato vicino alla chiesa di San Carlo Borromeo, ha restituito un valore di 0,16 picogrammi per metro cubo. (ARPA Lazio)

L’Agenzia ha precisato che per le diossine nell’aria ambiente non esiste un limite normativo. Nel documento viene richiamato il riferimento dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui valori superiori a 0,3 picogrammi per metro cubo possono indicare la presenza di una fonte di emissione localizzata. Il dato deve quindi essere letto nel contesto tecnico fornito da ARPA, evitando conclusioni sanitarie non supportate. L’attività di monitoraggio è stata dichiarata conclusa. (ARPA Lazio)

Le raccomandazioni della ASL Roma 2

Il 4 agosto Roma Capitale ha diffuso le indicazioni precauzionali della ASL Roma 2 rivolte alla popolazione delle zone interessate. Le raccomandazioni comprendono la limitazione della permanenza nelle aree raggiunte dalla ricaduta dei prodotti della combustione, l’aerazione degli ambienti soltanto in assenza di odori persistenti, la pulizia delle superfici esterne senza sollevare polveri e la sospensione cautelativa del consumo dei prodotti ortofrutticoli coltivati nelle aree coinvolte. (Roma Capitale)

Nella comunicazione comunale era comparso per errore il nome “Fonte Nuova”. Come già chiarito dal Marforio, si trattava di un refuso: il riferimento corretto era Fonte Laurentina. Particolare attenzione è stata raccomandata ai soggetti più vulnerabili e a chi dovesse manifestare difficoltà respiratorie, tosse persistente, irritazione delle mucose o altri disturbi riconducibili a una possibile esposizione ai prodotti della combustione. (Roma Capitale)

Ciocchetti: «Il Comune intervenga sulle aree abbandonate»

Sulla successione di incendi registrata nel quadrante meridionale di Roma è intervenuto anche il deputato Luciano Ciocchetti, che ha chiesto al Campidoglio maggiori interventi di prevenzione, manutenzione e controllo dei terreni considerati a rischio.

«Da settimane Roma Sud è interessata da continui incendi: prima Vallerano e il Grande Raccordo Anulare, poi Tor di Valle. Situazioni che si ripetono in aree abbandonate da anni, prive di manutenzione e con la vegetazione fuori controllo. È inaccettabile che il Comune non intervenga e non obblighi anche i proprietari privati a mantenere puliti e sicuri i propri terreni. La prevenzione deve essere attuata prima delle emergenze», ha dichiarato Ciocchetti.

Il parlamentare ha richiamato anche le conseguenze dei fumi sulla popolazione e la necessità, a suo giudizio, di verifiche più approfondite nelle aree interessate.

«I cittadini, oltre a sopportare il caldo di queste settimane, sono costretti a respirare fumi e cattivi odori, con possibili conseguenze sulla salute. Anche nella giornata del 5 agosto gli incendi sono proseguiti. Non basta spegnere le fiamme: occorrono interventi immediati di bonifica, controlli sulle aree a rischio e verifiche sul sottosuolo, per evitare che questa situazione continui a ripetersi».

Dopo l’incendio, le domande ancora aperte a Fonte Laurentina

Le immagini del drone aggiungono un nuovo elemento documentale, ma non chiudono la vicenda. Restano da conoscere l’estensione ufficiale delle aree percorse dal fuoco, le condizioni delle alberature, gli eventuali interventi di messa in sicurezza e le misure che saranno adottate per ridurre il rischio di nuovi incendi.

Per un territorio di Roma stretto tra quartieri residenziali, campagne e grandi arterie stradali, la fase successiva all’emergenza sarà decisiva. La prevenzione, la manutenzione della vegetazione e la chiarezza delle informazioni dovranno accompagnare il recupero delle aree colpite.

Intanto, le riprese del 5 agosto restituiscono un dato difficile da ignorare: a Fonte Laurentina il fuoco ha lasciato un segno ampio e visibile, a poca distanza dalle case e dalla viabilità quotidiana.

 

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