Terreno con cavalli al pascolo a Tarquinia e, nel riquadro, un impianto eolico di repertorio

Tarquinia e Tuscania, il GrIG contro il progetto eolico da 52,8 MW: depositate le osservazioni al Ministero

Il Gruppo d’Intervento Giuridico ha presentato le proprie osservazioni sul progetto eolico previsto tra Tarquinia e Tuscania. L’impianto comprende otto aerogeneratori e un sistema di accumulo energetico.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico ha depositato il 4 agosto 2026 un atto di intervento nel procedimento di Valutazione di impatto ambientale relativo al progetto eolico “Tarquinia”, previsto nei territori comunali di Tarquinia e Tuscania, in provincia di Viterbo. L’associazione ecologista ha chiesto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica di dichiarare la non compatibilità ambientale dell’intervento, richiamando i possibili effetti sul paesaggio, sui beni sottoposti a tutela e sull’assetto complessivo del territorio.

Al centro delle osservazioni c’è un impianto proposto da una società e composto da otto aerogeneratori da 6,6 MW ciascuno, per una potenza complessiva di 52,8 MW. Il progetto comprende inoltre un sistema di accumulo energetico da 30 MW e interessa aree comprese tra i comuni di Tarquinia e Tuscania. La documentazione è consultabile sul portale ministeriale delle Valutazioni e autorizzazioni ambientali.

Tarquinia, il progetto eolico da 52,8 MW

La denominazione ufficiale dell’intervento è “impianto eolico Tarquinia”. La documentazione pubblicata sul portale ministeriale delle Valutazioni e autorizzazioni ambientali conferma il numero degli aerogeneratori, la potenza unitaria e quella complessiva, oltre ai due territori comunali interessati.

Il fascicolo è identificato con il codice di procedura 8966 e risulta nella fase di istruttoria tecnica della Commissione PNRR-PNIEC. Il procedimento, avviato su istanza presentata il 17 agosto 2022, non si è quindi ancora concluso con un provvedimento definitivo sulla compatibilità ambientale dell’impianto.

Il deposito delle osservazioni da parte del GrIG non rappresenta, da solo, una decisione sul futuro dell’opera. Si tratta di un contributo presentato nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale, durante la quale le amministrazioni competenti esaminano il progetto, gli studi prodotti dal proponente e i rilievi trasmessi da enti, associazioni e altri soggetti interessati.

L’atto del 4 agosto costituisce dunque il fatto nuovo attorno al quale si concentra il confronto sul progetto. Il Gruppo d’Intervento Giuridico chiede che l’impianto non venga ritenuto compatibile sotto il profilo ambientale, mentre la decisione conclusiva dovrà essere assunta al termine dell’istruttoria prevista dalla normativa.

Tarquinia, le osservazioni presentate dal GrIG

Secondo quanto comunicato dall’associazione, le principali criticità riguarderebbero l’inserimento degli aerogeneratori nel paesaggio storico della Tuscia e la presenza, nell’area più ampia interessata dal progetto, di ambiti sottoposti a tutela.

Il GrIG richiama in particolare i vincoli paesaggistici previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e le disposizioni contenute nel Piano territoriale paesistico regionale del Lazio, che disciplina le trasformazioni consentite nelle diverse aree del territorio regionale.

L’associazione sostiene inoltre che la valutazione dovrebbe tenere conto della vicinanza a beni sottoposti a tutela culturale e paesaggistica, nonché della presenza, nel territorio circostante, di aree naturali appartenenti alla Rete Natura 2000.

Si tratta di elementi che, nella posizione espressa dal GrIG, richiederebbero un esame approfondito degli effetti del progetto sull’ambiente, sul paesaggio agrario, sugli habitat e sulle specie presenti nell’area.

Nel proprio atto, l’associazione chiede quindi che venga dichiarata la «non compatibilità ambientale» del progetto eolico previsto tra Tarquinia e Tuscania.

Il possibile impatto cumulativo sul territorio

Un altro punto sollevato riguarda il possibile impatto cumulativo con altri impianti energetici esistenti o progettati nella Tuscia. L’associazione ritiene che la valutazione non debba limitarsi agli effetti prodotti dai singoli aerogeneratori, ma debba considerare la presenza complessiva di infrastrutture eoliche, fotovoltaiche e agrivoltaiche nello stesso contesto territoriale.

Questo aspetto viene collegato dal GrIG anche alla tutela del paesaggio e all’attrattiva turistica di Tarquinia, Tuscania e delle aree limitrofe. La valutazione sull’effettiva portata di tali conseguenze spetta tuttavia agli organismi incaricati dell’istruttoria, sulla base della documentazione tecnica disponibile e dei pareri espressi dalle amministrazioni coinvolte.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico ha richiamato inoltre la cosiddetta “alternativa zero”, cioè l’ipotesi di non realizzare l’intervento, sostenendo che debba essere esaminata in maniera adeguata all’interno della procedura.

Nelle osservazioni viene sollevato anche il tema delle garanzie economiche per le fasi di cantiere, gestione, dismissione degli impianti e ripristino ambientale al termine del loro ciclo di vita. L’associazione afferma, in particolare, di non aver rinvenuto nella documentazione esaminata la previsione di una specifica garanzia fideiussoria per eventuali danni e per il successivo ripristino dei luoghi.

Gli enti coinvolti nella valutazione

L’atto è stato indirizzato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e coinvolge, per i rispettivi ambiti di competenza, la Regione Lazio, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e i Comuni di Tarquinia e Tuscania.

Tra gli enti richiamati figura anche il Comune di Montalto di Castro, indicato dall’associazione come territorio immediatamente contiguo al sito interessato dal progetto.

La pluralità degli enti coinvolti riflette i diversi profili che devono essere valutati: dalla compatibilità ambientale alla tutela paesaggistica e archeologica, fino agli eventuali effetti sulle comunità locali.

Le osservazioni del GrIG entreranno quindi nel quadro degli elementi esaminati durante il procedimento, insieme alla documentazione della società proponente e agli altri contributi acquisiti dalle amministrazioni competenti.

Cosa succede ora al progetto di Tarquinia

Dopo il deposito del 4 agosto, le osservazioni dovranno essere valutate nell’ambito della procedura ministeriale. La richiesta del GrIG è chiara: dichiarare la non compatibilità ambientale del progetto eolico da 52,8 MW. Tale richiesta, però, non produce automaticamente la sospensione o la bocciatura dell’intervento.

Il futuro dell’impianto dipenderà dall’esito dell’istruttoria e dai provvedimenti adottati dalle autorità competenti. Fino alla conclusione del procedimento, il progetto resta sottoposto a valutazione e le criticità indicate dall’associazione rappresentano una delle posizioni depositate agli atti.

Il confronto si concentra dunque su un punto preciso: verificare se la realizzazione degli otto aerogeneratori tra Tarquinia e Tuscania possa essere considerata compatibile con le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e culturali del territorio.

Saranno gli esiti della procedura a stabilire se il progetto potrà proseguire nella configurazione proposta, se dovrà essere modificato oppure se non otterrà il necessario giudizio favorevole di compatibilità ambientale.

 

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