Il Ponte D sulla SP 601 resta chiuso a Campo Ascolano, nel territorio di Pomezia. Dopo la risoluzione del precedente appalto, Città Metropolitana ha avviato una nuova gara: offerte entro il 24 settembre, mentre i tempi per il completamento dell’opera potrebbero spingersi nel 2027.
Pomezia torna a fare i conti con il nodo del Ponte D sulla SP 601 Ostia-Anzio, al km 11+050, nell’area di Campo Ascolano. L’infrastruttura resta chiusa mentre Città Metropolitana di Roma Capitale ha avviato una nuova procedura per completare i lavori, dopo la risoluzione del precedente contratto. Le offerte dovranno arrivare entro le ore 9 del 24 settembre 2026; soltanto dopo l’aggiudicazione e le verifiche previste potrà essere consegnato il nuovo cantiere. Nel frattempo residenti, pendolari e automobilisti continuano a fare i conti con deviazioni e rallentamenti lungo uno degli assi più importanti per gli spostamenti tra Pomezia, Torvaianica e Ostia.
Ponte D a Pomezia, perché la chiusura pesa sulla viabilità del litorale
Il Ponte D si trova al km 11+050 della SP 601 Ostia-Anzio, in prossimità di Campo Ascolano. La chiusura totale del tratto interessato dai lavori è scattata il 16 dicembre 2025, tra il km 10+100, all’altezza di via Arno, e il km 11+150 circa, verso via Lago Maggiore. Il Comune di Pomezia aveva comunicato che il provvedimento sarebbe rimasto in vigore fino al termine degli interventi necessari alla messa in sicurezza del manufatto.
Il problema, però, non riguarda soltanto il ponte. La SP 601 rappresenta una direttrice rilevante per la mobilità del litorale e consente di collegare l’area di Pomezia e Torvaianica con Ostia, evitando in molti casi di dover risalire verso altre grandi arterie stradali.
Con l’interruzione del collegamento, una parte consistente della circolazione è stata riversata sulla viabilità interna di Campo Ascolano. Le conseguenze sono diventate particolarmente evidenti nei periodi di maggiore afflusso, con code, rallentamenti e percorsi alternativi più lunghi per chi deve spostarsi tra il litorale e le principali direttrici verso Roma e il resto del territorio metropolitano.
Già nei mesi scorsi le proteste dei residenti avevano riportato l’attenzione sul traffico che interessa strade come via Arno e viale Po, diventate parte del sistema di deviazione utilizzato dagli automobilisti dopo la chiusura del Ponte D.
Dal primo appalto alla risoluzione del contratto
La vicenda amministrativa del Ponte D nasce all’interno di un intervento più ampio destinato alla messa in sicurezza di ponti e manufatti lungo Ostiense, Via del Mare e Ostia-Anzio. Il progetto esecutivo approvato alla fine del 2024 presentava un quadro economico complessivo di 1.483.517,70 euro, mentre la prima procedura aveva un importo a base d’appalto di oltre 929 mila euro.
I lavori furono affidati a un’azienda con sede legale nel Comune di Montesilvano, nella Provincia di Pescara. Dagli atti di Città Metropolitana emerge che il contratto venne sottoscritto il 18 giugno 2025, mentre nei mesi successivi prese forma il percorso necessario per avviare gli interventi sul Ponte D.
La situazione si è però progressivamente complicata. Nel corso del 2026 sono emerse difficoltà nell’esecuzione dell’appalto e, il 27 giugno, Città Metropolitana comunicò la formale messa in mora dell’impresa per il mancato rispetto degli obblighi contrattuali.
La vicenda è arrivata quindi alla risoluzione del precedente rapporto contrattuale. Un passaggio che ha reso necessario impostare una nuova procedura per consentire il completamento delle opere ancora da realizzare e provare a riavviare il cantiere.
Pomezia, nuova gara per completare il Ponte D
Il nuovo passaggio decisivo è arrivato nel mese di settembre. Città Metropolitana di Roma Capitale ha infatti avviato una procedura negoziata per il completamento dei lavori di messa in sicurezza del Ponte D.
Il portale ufficiale delle gare indica un importo a base di gara di 592.133,57 euro, Iva esclusa. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato alle ore 9 del 24 settembre 2026, mentre la prima seduta della procedura è programmata per le 9:30 dello stesso giorno.
L’obiettivo indicato da Città Metropolitana è arrivare alla prima fase dell’aggiudicazione entro la fine di settembre. Questo passaggio, tuttavia, non significherà automaticamente riaprire il cantiere. Dopo l’individuazione dell’operatore economico dovranno infatti essere effettuati i controlli previsti sui requisiti dell’impresa e soltanto successivamente potrà avvenire la consegna dei lavori.
Quanto costa l’intervento: il quadro economico aumenta di 325 mila euro
Uno degli elementi che maggiormente alimentano il dibattito riguarda i costi. Il quadro economico complessivo dell’intervento risulta essere passato da 1.483.517,70 euro a 1.808.517,70 euro, registrando quindi un incremento di 325 mila euro rispetto alla precedente programmazione.
Il dato deve però essere letto con attenzione. Non è corretto attribuire automaticamente l’intero aumento all’inadempimento della precedente impresa, poiché le ulteriori risorse sono legate alla nuova fase necessaria per arrivare al completamento dell’intervento. Il dato oggettivo resta comunque l’aumento del quadro economico complessivo rispetto a quello inizialmente approvato.
Quando riaprirà il Ponte D? Non c’è ancora una data ufficiale
È probabilmente la domanda più importante per chi vive a Pomezia, Campo Ascolano e Torvaianica o percorre abitualmente la SP 601: quando riaprirà il Ponte D?
Al momento non risulta fissata una data ufficiale definitiva per la riapertura della strada. Il capitolato relativo all’intervento stabilisce un termine di 150 giorni naturali e consecutivi dalla consegna dei lavori.
La tempistica effettiva dipenderà quindi da una serie di passaggi ancora da completare: conclusione della nuova gara, aggiudicazione, verifiche sull’impresa individuata e successiva consegna del cantiere. Considerando i tempi contrattuali, la conclusione delle opere potrebbe quindi spingersi verso la primavera del 2027, ma si tratta di una proiezione costruita sulla durata prevista dei lavori e non di una data ufficiale già stabilita dall’amministrazione.
Città Metropolitana: il blocco non sarebbe imputabile all’Ente
Sul tema delle responsabilità, Città Metropolitana di Roma Capitale ha fornito una propria ricostruzione della vicenda. L’amministrazione sostiene che le cause che hanno condotto all’interruzione del precedente iter non siano direttamente imputabili all’Ente e richiama le problematiche sorte con l’impresa originariamente affidataria.
Nella ricostruzione istituzionale rientrano la messa in mora dell’operatore economico, la successiva risoluzione del contratto e l’avvio della nuova procedura come passaggi adottati per consentire il completamento dell’opera. Una posizione che dovrà ora confrontarsi con i risultati concreti della nuova gara e, soprattutto, con i tempi necessari per far ripartire effettivamente il cantiere.
Italia dei Diritti attacca sui tempi: “Serve massima trasparenza”
Sulla vicenda è intervenuto anche Orazio Patanè, vice responsabile territoriale di Italia dei Diritti – De Pierro, che in una nota diffusa il 19 settembre ha espresso una valutazione fortemente critica sulla gestione del Ponte D.
Secondo Patanè, il territorio sarebbe stato trattato come una “periferia di serie B”. L’esponente del movimento contesta l’aumento del quadro economico, l’allungamento dei tempi e le conseguenze della chiusura per residenti, pendolari e attività commerciali.
Italia dei Diritti chiede quindi “massima trasparenza” sulla nuova gara del 24 settembre, il rispetto dei tempi contrattuali e un piano di viabilità d’emergenza capace di limitare i disagi durante il periodo necessario per arrivare al completamento dell’opera.
La posizione del movimento si contrappone alla ricostruzione fornita da Città Metropolitana: da una parte vengono contestati tempi, costi e gestione complessiva della vicenda; dall’altra l’Ente attribuisce il blocco del primo affidamento alle problematiche emerse con l’impresa e rivendica gli atti amministrativi adottati per arrivare a una nuova gara.
Ponte D, il 24 settembre il prossimo passaggio decisivo per Pomezia
Per Pomezia il dossier Ponte D entra quindi in una nuova fase, ma la soluzione non appare ancora immediata. Il prossimo appuntamento concreto è fissato per il 24 settembre, quando scadrà il termine per la presentazione delle offerte e prenderà formalmente avvio la fase successiva della nuova procedura.
Dall’esito della gara si potrà comprendere se il percorso verso l’aggiudicazione e la consegna del nuovo cantiere procederà secondo il calendario indicato da Città Metropolitana.
Nel frattempo rimangono una strada interrotta, una viabilità alternativa che continua a pesare su Campo Ascolano e una data di riapertura ancora da definire. Per residenti e automobilisti, dopo mesi di disagi, il punto centrale non è più soltanto conoscere le procedure amministrative avviate, ma capire quando il Ponte D potrà essere effettivamente completato e la SP 601 restituita alla piena circolazione.
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