Palestra di via delle Azzorre a Ostia danneggiata dall’esplosione di una bomba, collegata alle indagini sulla criminalità organizzata. In alto a sinistra il consigliere Giuseppe Conforzi.

Ostia, scontro sulle dichiarazioni dell’Osservatorio Legalità: Conforzi (FdI) chiede trasparenza e stop alle spettacolarizzazioni

A Ostia si accende il dibattito sulla sicurezza dopo le dichiarazioni dell’Osservatorio della Legalità. Conforzi (FdI) chiede trasparenza istituzionale, coordinamento e stop alle narrazioni mediatiche che danneggiano il territorio.

La questione sicurezza torna al centro del dibattito politico a Ostia, dopo le dichiarazioni rilasciate dall’Osservatorio della Legalità e dell’Antimafia del Municipio X nell’intervista diffusa da Canale Dieci il 1° dicembre. Le parole del presidente dell’Osservatorio Federico Ruffo e del consigliere Marco Possanzini — incentrate sulla riorganizzazione dei gruppi criminali, sull’ingerenza della camorra sul litorale e sull’ascesa dei latinos come braccio armato nelle piazze di spaccio — hanno infatti generato un immediato contraccolpo istituzionale.

Il Capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X, Giuseppe Conforzi, ha protocollato una nota ufficiale indirizzata al Sindaco Roberto Gualtieri, al Presidente del Municipio Mario Falconi, alla Prefettura e al Ministero dell’Interno, chiedendo chiarimenti formali su modalità, contenuti e mancata condivisione preventiva delle informazioni rese pubbliche.

Ostia e il riassetto criminale: latinos e camorra nel nuovo equilibrio del litorale

Secondo quanto emerso dalla stessa intervista e dalle più recenti attività investigative, Ostia e parte del suo entroterra stanno vivendo una fase di profondo riequilibrio degli assetti criminali. Dopo l’uccisione di Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, e dopo gli arresti che hanno smantellato prima il clan Fasciani, poi il clan Spada e altri gruppi locali, si è creato un vuoto di potere.

A colmarlo, secondo le analisi degli investigatori e dei servizi televisivi, sarebbero due cartelli criminali legati alla camorra campana, che avrebbero trovato nel litorale romano una “piazza libera” da riorganizzare. Accanto a loro, e sempre più integrati nelle dinamiche operative, agirebbero gruppi di latinos — cileni, peruviani e sudamericani — descritti come numericamente più presenti, più violenti e più risoluti rispetto alle precedenti manovalanze criminali.

Le piazze di spaccio di Ostia e dei comuni limitrofi, da Aprilia a Nettuno, avrebbero così registrato una progressiva sostituzione con gruppi sudamericani considerati “soldati perfetti”, pronti alla violenza e alla gestione diretta del territorio.

La tragica uccisione del giovane Simone Schiavello a via Antonio Forni è stata citata come esempio della pericolosità del fenomeno.

Conforzi (FdI): “Serve un percorso istituzionale, non dichiarazioni in TV”

Nel suo intervento ufficiale, Giuseppe Conforzi sottolinea innanzitutto il rispetto per il lavoro dell’Osservatorio, ma richiama una linea precisa e imprescindibile per il corretto andamento delle istituzioni del Municipio X e della città.

“L’Osservatorio è un tavolo politico-istituzionale”

Secondo Conforzi, quando emergono valutazioni di tale delicatezza sulla sicurezza pubblica di Ostia, è necessario che i contenuti vengano prima condivisi nelle sedi competenti, ovvero:

  • il Sindaco di Roma,
  • il Presidente del Municipio X,
  • le assemblee elettive municipali e capitoline.

La sicurezza — ribadisce — “non può essere gestita in modo unilaterale”, ma richiede collegialità, coordinamento e pieno senso istituzionale.

“Stop alla spettacolarizzazione della criminalità a Ostia”

Il secondo punto riguarda direttamente il piano comunicativo. Conforzi denuncia una tendenza consolidata a raccontare la criminalità lidense in chiave sensazionalistica:

“Da anni assistiamo a narrazioni mediatiche che possono fare comodo alla Sinistra in vista delle prossime elezioni, ma che arrecano un danno enorme all’immagine di Ostia, alle sue attività, al turismo e alla percezione di sicurezza.”

L’antimafia — sostiene — “non si fa davanti alle telecamere”, ma in Prefettura, nelle sedi istituzionali e attraverso atti amministrativi chiari e condivisi.

La richiesta di chiarezza e il ruolo delle istituzioni in un territorio fragile

Conforzi chiede che la Prefettura, il Ministero dell’Interno e il Campidoglio chiariscano:

  • se le informazioni divulgate fossero già note al Sindaco e alle autorità municipali;
  • se fossero state condivise durante la Commissione Parlamentare Antimafia del 21 ottobre;
  • perché non siano state riferite al Consiglio Comunale e al Consiglio del Municipio X, con quest’ultimo che esprime due rappresentanti all’interno dello stesso Osservatorio.

Il Capogruppo FdI ribadisce infine che Ostia ha bisogno di “sicurezza reale, non sceneggiature televisive”, e di una narrazione che non comprometta l’immagine di un territorio già messo a dura prova.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Focus!

Potrebbero anche interessarti: