A Ostia, la casetta in cui è morto Aurel, senza fissa dimora romeno, è ancora in stato di degrado estremo. Il corpo fu trovato dopo dieci giorni dal decesso, in avanzata decomposizione. Nonostante sopralluoghi, raccolte firme e pressioni dei residenti, a oggi nessuna bonifica è stata effettuata. Una vicenda che solleva interrogativi pesanti sull’operato dell’Assessora all’Ambiente del X Municipio, Valentina Prodon.
A Ostia il caso della morte di Aurel Ciucur, 70 anni, senza fissa dimora originario della Polonia, continua a sollevare interrogativi e indignazione. Secondo ricostruzioni giornalistiche e testimonianze locali, Aurel sarebbe morto intorno al 10 settembre 2025 all’interno della piccola casetta abbandonata immersa nell’area verde di via Poggio di Venaco nel X Municipio.
Il corpo, ormai in avanzato stato di decomposizione, è stato rinvenuto quasi dieci giorni dopo la morte, soltanto grazie alla segnalazione dei residenti, allarmati dagli odori che impregnavano l’intera area. Una fine tragica avvenuta nell’indifferenza generale e che oggi rappresenta un simbolo del degrado e delle mancanze istituzionali del territorio.
Ostia, cosa è successo davvero ad Aurel: la ricostruzione completa
Secondo quanto ricostruito dai residenti, dall’associazione Giustizia X Ostia e dal materiale giornalistico raccolto dalla nostra redazione, Aurel viveva da tempo in un locale abbandonato. L’articolo di Repubblica, datato il 20 settembre 2025, conferma la presenza dell’uomo in quell’area e la condizione di precarietà in cui viveva.
Il fatto che il cadavere sia stato scoperto dopo circa dieci giorni dal decesso è un elemento che ha sconvolto la comunità. E soprattutto apre una domanda fondamentale: com’è possibile che nessuno sia intervenuto prima, nonostante le segnalazioni sullo stato dell’edificio?
Ostia, il sopralluogo di Mauro Delicato: “La casetta è ancora come il giorno del ritrovamento”
Dopo la morte di Aurel, nulla è cambiato. A oltre un mese dalla tragedia, la casetta è rimasta nelle stesse condizioni del giorno del ritrovamento. Mauro Delicato, presidente dell’associazione Giustizia X Ostia, ha documentato di nuovo la situazione entrando nell’edificio.
Il video mostra:
- rifiuti ovunque;
- oggetti personali e giacigli improvvisati ancora presenti;
- bombole del gas abbandonate;
- infiltrazioni d’acqua dal soffitto;
- struttura pericolante e rischio crollo;
- presenza di topi e cattivo odore persistente;
- mancanza totale di transenne o messa in sicurezza.
“Il luogo va demolito. Così può essere rioccupato in qualsiasi momento”
Nonostante i sigilli apposti, la casetta è aperta e accessibile a chiunque. Delicato denuncia il rischio concreto di nuove occupazioni abusive, incendi dovuti alle bombole e possibili infezioni dovute al materiale organico rimasto nel luogo della morte.
Ostia, cosa chiedono oggi i residenti: risposte dall’assessora Prodon
Nella nota pubblica diffusa da Delicato, vengono poste tre domande precise all’Assessora all’Ambiente del X Municipio, Valentina Prodon. Domande che ad oggi non hanno risposta:
1. Cosa sta impedendo l’intervento di bonifica e sanificazione?
L’Assessora era stata vista sul posto nei giorni successivi al ritrovamento, ma nessun intervento concreto è seguito al sopralluogo.
2. Quali sono i tempi previsti per mettere in sicurezza l’area?
I cittadini chiedono un cronoprogramma ufficiale, che però non è mai stato comunicato.
3. Perché, a distanza di un mese dalla morte, non è stato fatto nulla?
Un luogo in cui è avvenuto un decesso, soprattutto con decomposizione avanzata, non può restare aperto e non bonificato per settimane.
Delicato sottolinea: “Non cerchiamo colpevoli, ma risposte. È doveroso che la cittadinanza venga informata.”
Rischio sanitario e richieste di esposti: la comunità valuta azioni legali
La casetta rappresenta oggi un pericolo sanitario serio. Tra infiltrazioni, rifiuti, materiale organico, topi e bombole del gas, il rischio di incidenti è elevato. La struttura stessa appare pericolante e potenzialmente soggetta a crolli.
Alcuni residenti stanno valutando la possibilità di presentare un esposto formale contro l’assessora Prodon e contro il Presidente del Municipio X, Mario Falconi, il cui studio medico si trova a poche decine di metri dal sito.
Aurel non deve essere dimenticato
La morte di Aurel Ciucur rappresenta una ferita aperta per Ostia. Un uomo è morto in solitudine, in un edificio abbandonato, in un contesto di degrado ignorato per anni. E oggi, a oltre un mese dal decesso, nulla è stato fatto per ripristinare dignità, sicurezza e legalità.
La domanda resta: perché nessuno è ancora intervenuto?


