Mentre il sindaco Roberto Gualtieri visita il cantiere dell’ex Faber Village a Ostia per celebrare le demolizioni degli abusi edilizi, esplode la polemica politica sulle macerie presenti tra la Fontana dello Zodiaco e l’ex Shilling. Giuseppe Conforzi (FdI) attacca il Campidoglio dopo la nota di ARPA Lazio che richiama la necessità di rimuovere i rifiuti e ripristinare lo stato dei luoghi.
OSTIA – Da una parte le ruspe in azione sul lungomare Paolo Toscanelli, la visita del sindaco Roberto Gualtieri e la narrazione del rilancio del mare di Roma attraverso la demolizione degli abusi edilizi dell’ex Faber Village. Dall’altra, a pochi chilometri di distanza, le immagini delle macerie presenti tra la Fontana dello Zodiaco, l’ex Sporting Beach e lo storico ex Shilling, con materiali e strutture danneggiate che continuano a restare esposti all’azione delle mareggiate.
È su questo contrasto che si accende il nuovo scontro politico sul futuro del mare di Ostia, con il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, Giuseppe Conforzi, che attacca duramente il Campidoglio dopo la nota di riscontro inviata da ARPA Lazio agli enti coinvolti nella vicenda ambientale.
Secondo quanto denunciato dal consigliere municipale, mentre il sindaco torna sul litorale per mostrare i cantieri dell’ex Village, sul resto della costa continuerebbero a permanere situazioni di degrado e rischio ambientale che da mesi attendono interventi concreti.
Ostia, le ruspe al Village e la visita di Gualtieri sul litorale
Negli ultimi giorni il sindaco Roberto Gualtieri si è recato sul lungomare di Ostia Ponente insieme all’assessore al Patrimonio Tobia Zevi per seguire l’avvio delle demolizioni degli abusi edilizi presenti nell’area dell’ex Faber Village, struttura simbolo delle vicende giudiziarie legate ai beni confiscati sul litorale romano.
Le immagini delle ruspe al lavoro hanno rappresentato uno dei momenti più mediatici dell’attuale stagione politica sul mare di Roma. Il Campidoglio ha descritto l’intervento come un passaggio decisivo verso la riqualificazione del litorale e il recupero della legalità in una zona considerata strategica per il rilancio turistico e urbanistico di Ostia.
L’area, infatti, era stata recentemente assegnata attraverso un nuovo bando e l’amministrazione capitolina punta a presentare l’operazione come l’inizio di una nuova fase per il waterfront romano dopo anni di abbandono, incendi, occupazioni e contenziosi amministrativi.
Ma proprio mentre l’attenzione mediatica si concentra sulle demolizioni dell’ex Village, un’altra parte del lungomare continua a mostrare le ferite lasciate dal degrado e dall’erosione marina.
Le macerie tra Fontana dello Zodiaco ed ex Shilling trascinate verso il mare
Il tratto di costa compreso tra la Fontana dello Zodiaco, l’ex Sporting Beach e l’ex Shilling continua infatti a presentare strutture danneggiate, detriti e materiali edilizi che, secondo le segnalazioni raccolte nelle ultime settimane, verrebbero progressivamente trascinati verso il mare dall’azione delle mareggiate.
Le fotografie allegate all’esposto inviato da Giuseppe Conforzi mostrano chiaramente parti di strutture murarie collassate, pezzi di cemento, materiali metallici e detriti presenti a ridosso della battigia. Una situazione che, secondo il consigliere municipale di Fratelli d’Italia, rappresenterebbe un rischio non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche sotto il profilo della sicurezza della balneazione.
Il tema arriva in un momento particolarmente delicato per il mare di Ostia, già alle prese con le polemiche legate alla stagione balneare 2026, alle concessioni degli stabilimenti, ai sequestri, alla crisi occupazionale e alle difficoltà vissute dagli operatori del settore.
Secondo Conforzi, il rischio sarebbe quello di assistere a un’estate caratterizzata da spiagge prive di servizi adeguati e da un litorale ancora segnato da strutture abbandonate e situazioni irrisolte.
L’esposto inviato alla Procura, alla Capitaneria e ad ARPA Lazio
Il 23 aprile 2026 il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X ha inviato una segnalazione ufficiale alla Procura della Repubblica di Roma, alla Capitaneria di Porto, al Comune di Roma, alla Regione Lazio, ad ARPA Lazio e ad altri enti competenti.
Nel documento, Conforzi parla apertamente di “grave situazione di degrado e potenziale rischio ambientale” nel tratto di spiaggia della Fontana dello Zodiaco, sottolineando come le mareggiate starebbero erodendo e trascinando in acqua materiali provenienti dalle strutture presenti sul lungomare.
L’esposto richiama inoltre alcune segnalazioni ricevute da residenti relativamente alla possibile presenza di materiali potenzialmente pericolosi all’interno di edifici abbandonati presenti lungo il litorale, tra cui l’ex struttura nota come “La Casetta”. Un riferimento che il consigliere lega al timore di eventuali sostanze nocive o materiali contenenti amianto.
Nella segnalazione viene quindi chiesto agli enti di verificare con urgenza lo stato dei luoghi e valutare eventuali interventi di bonifica e messa in sicurezza.
La risposta di ARPA Lazio e il richiamo agli obblighi del Comune di Roma
A dare ulteriore peso alla vicenda è stata però la risposta ufficiale di ARPA Lazio, inviata il 30 aprile 2026 agli enti coinvolti e per conoscenza allo stesso Giuseppe Conforzi.
Nella nota, l’Agenzia regionale precisa che, per quanto riguarda la presenza di rifiuti nell’area segnalata, “si ritiene indispensabile procedere alla rimozione dei rifiuti presenti nell’intera area ed al ripristino dello stato dei luoghi”.
Un passaggio che politicamente viene considerato molto rilevante, perché trasforma la vicenda da semplice denuncia politica a questione formalmente presa in carico anche sul piano tecnico-amministrativo.
Il riferimento all’articolo 192 del Testo Unico Ambientale
All’interno della nota, ARPA Lazio richiama inoltre il comma 3 dell’articolo 192 del Decreto Legislativo 152/2006, cioè il Testo Unico Ambientale.
Secondo quanto riportato dall’Agenzia, spetterebbe infatti al Sindaco disporre attraverso ordinanza le operazioni necessarie per la rimozione dei rifiuti e il ripristino dell’area interessata, con la possibilità per il Comune di intervenire direttamente e successivamente rivalersi sui soggetti obbligati per il recupero delle somme sostenute.
ARPA specifica inoltre che le verifiche relative all’eventuale presenza di amianto non rientrano direttamente nelle proprie competenze operative, chiarendo che tali attività fanno capo alla ASL territorialmente competente e al Centro Regionale Amianto.
L’affondo di Conforzi: “Ostia non può diventare una passerella elettorale”
È proprio partendo dal contenuto della nota ARPA che Giuseppe Conforzi ha lanciato un duro attacco politico nei confronti del sindaco Roberto Gualtieri e della gestione del litorale romano da parte del Campidoglio.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, oggi “non esistono più alibi politici o amministrativi” e il sindaco dovrebbe concentrarsi prima di tutto sulla rimozione delle macerie e sulla bonifica delle aree degradate del mare di Ostia.
Conforzi parla apertamente di “passerelle elettorali” sul Municipio X e sostiene che il territorio starebbe vivendo uno dei momenti più fragili della sua storia recente, tra stabilimenti abbandonati, incertezza per le imprese balneari, spiagge senza servizi e lavoratori senza prospettive.
“La realtà che vivono cittadini e operatori – sostiene il consigliere municipale – è molto diversa dalla narrazione politica che viene raccontata durante le conferenze stampa”.
Parole che riaccendono lo scontro sul futuro del litorale romano proprio mentre il Campidoglio cerca di presentare le demolizioni dell’ex Village come simbolo della rinascita del mare di Ostia.
Intanto, però, tra la Fontana dello Zodiaco e le vecchie strutture affacciate sulla costa, il mare continua a colpire detriti e costruzioni abbandonate. Ed è proprio su quelle immagini, più che sulle conferenze stampa, che nelle prossime settimane si misurerà la credibilità degli interventi annunciati per il rilancio del litorale romano.
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