Incendio sulla Laurentina a Roma con i Vigili del Fuoco e il rapporto di ARPA Lazio sulle diossine

Incendio sulla Laurentina, ARPA: il rogo ha generato diossine. Valori diminuiti nei giorni successivi

Le analisi di ARPA Lazio sull’incendio di via Laurentina hanno rilevato un picco di diossine pari a 0,39 pg/m³, compatibile con una fonte emissiva localizzata. Nei campioni successivi i valori sono diminuiti. Resta in corso l’ultima analisi sul benzo(a)pirene.

ARPA Lazio ha diffuso il 3 agosto 2026 i risultati del monitoraggio della qualità dell’aria effettuato dopo l’incendio scoppiato il 26 luglio in via Laurentina, a Roma. Il campionatore installato nei pressi dell’area interessata dal rogo ha rilevato inizialmente una concentrazione di diossine pari a 0,39 picogrammi per metro cubo, un valore che, secondo il riferimento richiamato dalla stessa Agenzia, indica la presenza di una fonte emissiva localizzata. Nei giorni successivi le concentrazioni sono diminuite, mentre resta in corso l’analisi del benzo(a)pirene relativa all’ultimo campione raccolto dopo la ripresa delle fiamme.

I risultati arrivano dopo giorni di preoccupazione tra Fonte Laurentina ed EUR Vallerano, nel Municipio Roma IX, dove residenti e comitati avevano segnalato fumo persistente, terreni bruciati e nuovi interventi dei Vigili del Fuoco. Il Marforio, in un articolo pubblicato il 3 agosto, aveva documentato attraverso fotografie e video quanto accaduto tra il 31 luglio e il 1° agosto, quando il fumo risultava ancora visibile vicino ai quartieri residenziali. Per approfondire è possibile leggere l’articolo sugli incendi tra Fonte Laurentina ed EUR Vallerano.

Incendio sulla Laurentina, i risultati del monitoraggio di ARPA Lazio

ARPA Lazio è intervenuta dopo l’incendio sulla Laurentina installando un campionatore a poca distanza dall’area interessata, inizialmente in prossimità del civico 980. Lo strumento è stato utilizzato per verificare l’eventuale presenza nell’aria di sostanze inquinanti come diossine, idrocarburi policiclici aromatici e policlorobifenili.

Il primo campione, raccolto tra il 27 e il 28 luglio, ha registrato 0,39 pg/m³ di diossine, 0,3 ng/m³ di benzo(a)pirene e 284 pg/m³ di PCB. Nel campione successivo, tra il 28 e il 29 luglio, le diossine sono scese a 0,12 pg/m³, il benzo(a)pirene è risultato inferiore a 0,1 ng/m³ e i PCB sono diminuiti a 211 pg/m³.

Dopo questa riduzione il monitoraggio era stato interrotto, secondo la prassi descritta dall’Agenzia. Nel pomeriggio del 31 luglio, però, l’incendio ha ripreso a bruciare. Su specifica richiesta dei Vigili del Fuoco, ARPA Lazio ha quindi reinstallato il campionatore in un’altra posizione, nei pressi della chiesa di San Carlo Borromeo.

Il campione raccolto tra il 31 luglio e il 1° agosto ha rilevato 0,16 pg/m³ di diossine e 330 pg/m³ di PCB, mentre l’analisi del benzo(a)pirene risulta ancora in corso.

Diossine a 0,39 pg/m³: cosa significa il dato

Il passaggio più rilevante riguarda il primo valore delle diossine. ARPA Lazio precisa che per queste sostanze non esiste un limite normativo nell’aria ambiente. Il riferimento utilizzato è quello contenuto nelle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, che stimano in circa 0,1 pg/m³ la concentrazione di tossicità equivalente normalmente riscontrabile in ambiente urbano, pur con una forte variabilità tra le diverse zone.

Secondo lo stesso quadro interpretativo, concentrazioni superiori a 0,3 pg/m³ indicano la presenza di una fonte emissiva localizzata. Il dato di 0,39 pg/m³ registrato tra il 27 e il 28 luglio consente quindi di affermare che l’incendio ha effettivamente generato diossine.

Non si tratta, però, di un “superamento dei limiti di legge”, perché un limite normativo specifico per le diossine nell’aria non esiste. La soglia di 0,3 pg/m³ richiamata nel documento serve a individuare la possibile presenza di una sorgente locale di emissione e non rappresenta una soglia sanitaria prevista dalla normativa.

La distinzione è importante anche sul piano della salute pubblica. Il documento diffuso da ARPA fotografa la presenza e l’andamento di alcune sostanze nell’aria, ma non contiene una valutazione sanitaria conclusiva. L’Agenzia condivide i risultati con le autorità sanitarie e con gli enti locali, ai quali spettano le valutazioni sui possibili rischi e sulle eventuali indicazioni da rivolgere alla popolazione.

Incendio, valori diminuiti dopo il picco iniziale

Dopo il dato iniziale di 0,39 pg/m³, le diossine sono scese a 0,12 pg/m³ e si sono attestate a 0,16 pg/m³ nel campione successivo alla ripresa delle fiamme. Le concentrazioni rilevate nei due campionamenti successivi risultano quindi inferiori al picco iniziale, anche se l’andamento non rappresenta una discesa continua, perché l’ultima misurazione è leggermente più alta della precedente.

Il terzo campionamento è stato inoltre effettuato in una posizione diversa rispetto ai primi due. I numeri offrono dunque un quadro utile dell’evoluzione dell’incendio e della qualità dell’aria nelle aree monitorate, ma non devono essere interpretati come una serie perfettamente omogenea riferita sempre allo stesso punto.

Benzo(a)pirene e PCB, gli altri risultati delle analisi

Il dato sul benzo(a)pirene

Per il benzo(a)pirene, ARPA Lazio richiama il valore di 1 ng/m³ previsto dalla normativa come concentrazione media annuale. La stessa Agenzia chiarisce però che questo riferimento non è direttamente confrontabile con i valori rilevati durante un incendio, perché i campioni descrivono periodi molto più brevi.

Non sarebbe quindi corretto concludere che il valore registrato sia semplicemente “sotto il limite di legge”. Nel primo campione sono stati rilevati 0,3 ng/m³, mentre nel secondo il valore è risultato inferiore a 0,1 ng/m³. Per il campionamento effettuato tra il 31 luglio e il 1° agosto l’analisi è ancora in corso.

I valori dei PCB

Anche per i PCB non esistono limiti normativi nell’aria ambiente. I valori rilevati sono stati rispettivamente 284, 211 e 330 pg/m³. L’ultima misurazione è la più alta delle tre, ma il documento ARPA ricorda che le concentrazioni ambientali possono variare in maniera molto ampia tra siti non industriali, aree urbane e zone industriali.

Il dato deve quindi essere riportato con attenzione, senza trasformarlo automaticamente in una valutazione di pericolosità che il report non formula.

Il collegamento con Fonte Laurentina ed EUR Vallerano

Il nuovo documento completa il quadro raccontato dal Marforio. Le immagini raccolte tra il 31 luglio e il 1° agosto mostravano superfici annerite, punti ancora fumanti e mezzi dei Vigili del Fuoco impegnati nella zona tra Fonte Laurentina ed EUR Vallerano. I residenti avevano chiesto informazioni chiare sulla qualità dell’aria, oltre a interventi di prevenzione, bonifica e manutenzione delle aree verdi.

ARPA Lazio conferma ora che il 31 luglio l’incendio aveva ripreso a bruciare e che questa circostanza aveva determinato la riattivazione del monitoraggio. Il campione raccolto nelle ore successive è quindi collegato alla fase documentata da cittadini e comitati.

Resta comunque necessario evitare generalizzazioni. I risultati riguardano l’incendio di via Laurentina e i punti nei quali sono stati installati i campionatori. Non possono essere estesi automaticamente a ogni rogo avvenuto nello stesso periodo tra Fonte Laurentina e Vallerano, né all’intero territorio del Municipio IX.

Incendio sulla Laurentina, cosa resta da chiarire

Il quadro è oggi più preciso: il rogo ha generato diossine, il valore più alto è stato registrato nel primo campionamento e le concentrazioni successive sono risultate inferiori. Resta però da conoscere il risultato del benzo(a)pirene per il campione raccolto tra il 31 luglio e il 1° agosto.

Saranno inoltre importanti le eventuali valutazioni delle autorità sanitarie, gli aggiornamenti sulla qualità dell’aria e le informazioni relative alla bonifica e alla prevenzione di nuovi incendi. Per i quartieri interessati, dopo giorni di fumo e fiamme vicino alle abitazioni, la richiesta resta la stessa: dati tempestivi, comunicazioni comprensibili e interventi preventivi capaci di ridurre il rischio che una nuova emergenza trovi ancora una volta il territorio impreparato.

 

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