Area verde di via Bepi Romagnoni ad Acilia Sud, davanti alla stazione ferroviaria, con Giuseppe Conforzi durante il sopralluogo vicino al canale.

Acilia, scontro sul verde di via Bepi Romagnoni: Conforzi (FdI) chiede di fermare la colata di cemento

Ad Acilia Sud si accende il caso del parcheggio P2 di via Bepi Romagnoni. Conforzi (FdI) chiede di salvare l’area verde e propone un’alternativa sul campo nomadi di via Ercolani, ma dal Campidoglio trapela che la gara è già chiusa e i lavori affidati.

Acilia, il caso del parcheggio P2 divide la politica locale

Si accende il dibattito ad Acilia Sud sul destino dell’area verde di via Bepi Romagnoni, dove il Comune di Roma ha programmato la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico, denominato P2.
A sollevare il caso è Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, che ha chiesto una riflessione più ampia sulle scelte urbanistiche della Capitale in un quadrante già fortemente cementificato.

In una lettera PEC inviata il 5 novembre 2025 al Sindaco Roberto Gualtieri, alla Prefettura di Roma e agli assessorati competenti, Conforzi ha domandato chiarimenti sull’attuale stato del progetto e sulle sue conseguenze ambientali. L’esponente di Fratelli d’Italia chiede di valutare un’alternativa al parcheggio, per evitare la perdita di uno degli ultimi spazi naturali di Acilia.

“La mia posizione – scrive Conforzi – nasce da una valutazione territoriale e non politica. Via Bepi Romagnoni rappresenta uno dei pochi spazi verdi rimasti ad Acilia Sud. Ritengo doveroso riflettere se la realizzazione del parcheggio, pur utile alla mobilità, non possa essere collocata altrove, in modo più coerente con le esigenze ambientali e urbanistiche del quartiere.”

Sopralluogo tra rifiuti e degrado: l’alternativa del campo nomadi di via Ercolani

Durante un sopralluogo effettuato il 4 novembre, Conforzi ha documentato la presenza di rifiuti e scarti edilizi abbandonati nell’area interessata dai lavori, evidenziando criticità igienico-sanitarie e ambientali.
L’esponente municipale ha anche visitato il campo nomadi sotto il viadotto Zelia Nuttal, in via Enrico Ercolani, dove la situazione appare ancora più preoccupante.

Secondo quanto riportato nella lettera e nel comunicato ufficiale diffuso il 5 novembre, quell’area presenta cumuli di immondizia, materiali bruciati e autovetture di dubbia provenienza.
Per Conforzi, la soluzione ideale sarebbe realizzare il parcheggio proprio lì, bonificando lo spazio oggi occupato abusivamente e restituendolo alla collettività:

“La mia proposta – ha spiegato – è di valutare la costruzione del parcheggio nell’area del campo nomadi, avviando un processo di bonifica e riqualificazione che garantisca sicurezza, legalità e decoro urbano. In questo modo si salverebbe il verde di via Romagnoni e si rigenererebbe una zona abbandonata da anni.”

Una posizione costruttiva, non divisiva

Il consigliere municipale ha chiarito che la sua non è una battaglia per innescare polemiche, ma una proposta “di buon senso”.
“Non voglio creare divisioni – ha sottolineato – ma aprire un confronto basato su dati reali e sull’interesse dei cittadini. Serve dialogo tra Comune, Municipio e residenti per trovare una soluzione equilibrata che coniughi sviluppo urbano, tutela ambientale e sicurezza pubblica.”

Il riferimento di Conforzi è anche a un tavolo tecnico del 24 ottobre 2025, tra l’assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini e alcune associazioni, dove erano stati affrontati i nodi del progetto. Tuttavia, secondo il consigliere, i problemi ambientali non sarebbero stati risolti, e la cementificazione resterebbe “una minaccia concreta” per l’equilibrio ecologico del quartiere.

Dal Campidoglio: “La gara è chiusa, fondi già stanziati per Acilia Sud”

Secondo una nota interna e riservata proveniente dal Campidoglio, che Il Marforio ha potuto visionare, il progetto del parcheggio P2 di via Bepi Romagnoni avrebbe già superato tutte le fasi amministrative.
Dalle informazioni raccolte risulta infatti che il Comune di Roma ha emesso la Determina di affidamento alla ditta esecutrice, con fondi già stanziati e gara aggiudicata sulla base di un progetto definitivo.

In sostanza, l’iter risulterebbe già concluso, e – come riferiscono alcune fonti interne agli eletti capitolini – non sarebbe più possibile modificare o bloccare l’intervento.

Una circostanza che, se confermata, ridurrebbe i margini di azione politica e ambientale invocati da Conforzi e dai cittadini contrari alla cementificazione.

Una sfida tra burocrazia e territorio

Il caso di Acilia Sud si trasforma così in un banco di prova per il rapporto tra pianificazione urbana e partecipazione civica.
Da un lato, la macchina amministrativa del Campidoglio che ha già chiuso i passaggi tecnici; dall’altro, la spinta dal basso di chi chiede più tutela del verde e meno cemento.

Un conflitto che fotografa bene le difficoltà di Roma nel coniugare sviluppo e sostenibilità, specie in quartieri di periferia come Acilia, dove ogni scelta urbanistica ha conseguenze dirette sulla qualità della vita dei residenti.

Il dibattito, ormai acceso, non sembra destinato a spegnersi presto.

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