Quattro attiviste del movimento ambientalista Ultima Generazione sono state fermate nella mattina del 20 settembre 2025 nei pressi di Piazza Montecitorio: annunciavano uno sciopero della fame per la causa palestinese. Due di loro già destinatari di foglio di via. Denunce e divieti in corso.
Ieri mattina, 20 settembre 2025, la Polizia di Stato ha intercettato quattro attiviste del movimento ambientalista Ultima Generazione nei pressi di Piazza Montecitorio a Roma. Le donne stavano per esporre cartelli che annunciavano uno sciopero della fame in solidarietà con la causa palestinese.
Le circostanze del fermo delle attiviste di Ultima Generazione
Secondo quanto riportato, l’intervento è avvenuto nelle prime ore del mattino. Le attiviste sono state fermate dagli agenti prima che la protesta potesse iniziare. Due di loro erano già soggette a un foglio di via obbligatorio, misura che impedisce loro di soggiornare nel Comune di Roma. Le altre due sono al momento oggetto di istruttoria per l’adozione dello stesso provvedimento.
Conseguenze legali e procedurali per le attiviste di Ultima Generazione
Dopo il fermo, tutte e quattro sono state accompagnate al Distretto di Polizia Trevi per adempimenti di rito: identificazione, registrazione e verbalizzazione. Tutte saranno denunciate per manifestazione non preavvisata, reato previsto dalla legge italiana sulle manifestazioni pubbliche.
Inoltre, per le due attiviste già con foglio di via obbligatorio, scatterà la segnalazione all’Autorità giudiziaria per violazione della misura di prevenzione interdittiva con divieto di soggiorno nella Capitale. Per le altre due, è in corso l’istruttoria per applicare la stessa misura.
Contesto politico, sociale e opinione pubblica
La protesta rientra in un’ondata più ampia di mobilitazioni legate alla questione palestinese, che nelle settimane passate ha coinvolto associazioni, cittadini e movimenti civili. Lo sciopero della fame annunciato vuole essere un gesto simbolico per richiamare l’attenzione sulle richieste che attivisti e sostenitori rivolgono alle istituzioni nazionali e internazionali.
Le autorità, da parte loro, ribadiscono l’importanza del rispetto delle procedure previste dalla legge per manifestazioni pubbliche, specialmente in luoghi istituzionali sensibili come Piazza Montecitorio. Misure preventive come il foglio di via e il divieto di soggiorno sono strumenti usati per garantire l’ordine pubblico.
Proteste recenti di Ultima Generazione sotto Montecitorio
Azioni simboliche per sensibilizzare sul caro vita
In passato Ultima Generazione ha realizzato altri blitz davanti a Montecitorio, come quelli contro il caro vita: decine di forbici colorate sono state disseminate davanti all’ingresso della Camera dei Deputati per protestare contro l’aumento dei prezzi e la mancanza di politiche adeguate sulla spesa delle famiglie.
Proteste ambientali con forte impatto mediatico
Un’azione recente, riportata da Sky TG24, ha visto attivisti distribuire cibo marcio e lanciare materiale simbolico sulla scalinata di Montecitorio per denunciare sprechi, disuguaglianze nel sistema alimentare e richieste ambientali spesso trascurate. Le forze dell’ordine erano intervenute per fermare gli attivisti.
Libertà di protesta e limiti dell’ordine pubblico
L’intervento delle forze dell’ordine nei confronti delle quattro attiviste di Ultima Generazione segna un punto di tensione tra diritto di manifestazione e norme sull’ordine pubblico. Le conseguenze legali—denuncia per manifestazione non preavvisata, fogli di via obbligatorio, divieti di soggiorno—saranno definite nei prossimi giorni. Nel frattempo, resta aperto il dibattito sulla libertà di protesta e del modo in cui proteste simboliche vengono gestite soprattutto nei luoghi istituzionali.


