Giuseppe Conforzi ha trasmesso alla Corte dei conti una segnalazione sulle procedure per la ruota panoramica di Ostia. Al centro delle verifiche richieste, il passaggio del limite massimo da 49 a 55 metri dopo l’esclusione dell’unica proposta da 55 metri.
Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, ha trasmesso sabato 25 luglio 2026 alla Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio una segnalazione sulle procedure avviate per l’installazione di una ruota panoramica a piazzale Magellano, sul lungomare di Ostia. L’atto, inviato anche agli uffici competenti di Roma Capitale, chiede di verificare la modifica del limite massimo previsto dal bando, passato da 49 a 55 metri dopo l’esclusione dell’unica proposta presentata nella prima procedura del 2026, relativa proprio a una struttura alta 55 metri.
Ruota panoramica a Ostia, la segnalazione alla Corte dei conti
Al centro del documento firmato da Conforzi c’è la sequenza amministrativa che, tra maggio e luglio 2026, ha portato il Municipio Roma X a chiudere senza esito una prima procedura e a pubblicarne una seconda con parametri differenti.
Il consigliere chiede di verificare la regolarità dell’istruttoria, l’esistenza di analisi di mercato, le interlocuzioni con operatori economici e i possibili costi amministrativi delle procedure ripetute, oltre agli eventuali mancati introiti.
Conforzi precisa che non vengono mosse accuse contro persone o imprese e che non viene sostenuto come fatto accertato che il nuovo avviso sia stato costruito per favorire uno specifico operatore. L’obiettivo dichiarato è una verifica documentale sulla trasparenza e sulla completezza del procedimento.
Ruota panoramica a Ostia, dal primo bando al nuovo limite di 55 metri
Il primo avviso per la ruota panoramica era stato approvato con la Determinazione dirigenziale CO/1169/2026 del 20 maggio 2026, in esecuzione della Deliberazione della Giunta municipale numero 30 del 13 maggio. Il bando prevedeva una struttura con altezza minima di 30 metri e altezza massima inderogabile di 49 metri.
Entro la scadenza era arrivata una sola proposta. Dal verbale della Commissione di valutazione, protocollato il 9 luglio, emergeva che la ruota indicata dall’operatore raggiungeva i 55 metri, superando di sei metri il limite fissato dall’avviso. La Commissione aveva inoltre rilevato carenze nella documentazione tecnica, tra cui l’assenza del progetto o dell’asseverazione relativa all’idoneità statica.
L’offerta era stata esclusa per più ragioni
La candidatura non era stata quindi esclusa soltanto per l’altezza. Il mancato rispetto del limite dimensionale rappresentava una delle irregolarità rilevate insieme alle carenze tecniche. La precisazione è decisiva per ricostruire correttamente la vicenda.
Il 15 luglio 2026, sei giorni dopo il verbale della Commissione, la Giunta del Municipio Roma X ha approvato la Deliberazione numero 49, mantenendo l’altezza minima a 30 metri ma portando quella massima da 49 a 55 metri. Il giorno seguente il Municipio ha preso formalmente atto dell’esito infruttuoso della prima procedura.
Il 17 luglio è stato pubblicato il nuovo avviso, con scadenza delle offerte fissata al 27 luglio e apertura prevista per il giorno successivo. L’iniziativa avrebbe dovuto riguardare i mesi di agosto, settembre e ottobre 2026.
È questa successione di atti a costituire il cuore della segnalazione: il nuovo limite massimo coincide con l’altezza dell’unica struttura proposta nel procedimento precedente, poi esclusa anche perché non conforme al tetto originario.
Il nodo dell’analisi di mercato
Nel nuovo avviso il Municipio sostiene che la proposta ricevuta per una ruota di maggiori dimensioni avrebbe dimostrato l’interesse del mercato verso strutture più ampie. L’innalzamento del limite viene inoltre motivato con l’obiettivo di favorire una maggiore partecipazione e la sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa.
La questione sollevata da Conforzi riguarda la base istruttoria di questa valutazione. La segnalazione chiede di accertare se l’interesse del mercato sia stato misurato attraverso un’analisi di settore, una consultazione di più imprese o altre verifiche preliminari, oppure se sia stato desunto esclusivamente dalle caratteristiche dell’unica proposta arrivata nel primo avviso.
«Non stiamo affermando che la nuova procedura sia stata predisposta per favorire qualcuno e non intendiamo trasformare un dubbio in una sentenza», dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia. «Ma è legittimo chiedere su quali analisi di mercato, valutazioni tecniche e interlocuzioni sia stata fondata una modifica che porta il limite esattamente a 55 metri».
La lettera chiede inoltre di verificare l’esistenza di contatti o interlocuzioni, formali o informali, tra il Municipio, gli organi politici, gli uffici e gli operatori del settore nel periodo compreso tra il primo avviso e la delibera del 15 luglio.
Le autorizzazioni per la ruota panoramica
Un altro capitolo riguarda la concreta fattibilità amministrativa del progetto. Il nuovo avviso stabilisce che il rilascio della concessione sarà subordinato ai pareri e alle autorizzazioni degli enti competenti. Tra i soggetti richiamati figurano ENAC, ENAV, Capitaneria di Porto e Agenzia delle Dogane.
L’eventuale selezione di un operatore non comporterebbe automaticamente l’installazione della ruota panoramica. Resterebbe da verificarne la compatibilità con i vincoli aeronautici, paesaggistici, urbanistici e di sicurezza dell’area.
I tempi stretti del nuovo avviso
L’avviso è stato pubblicato il 17 luglio, con scadenza il 27 e apertura delle offerte il 28, mentre l’installazione era ipotizzata già dal mese di agosto. Conforzi chiede perciò se il Municipio avesse acquisito preventivamente pareri preliminari o elementi tecnici sufficienti sulla possibilità di autorizzare una struttura alta fino a 55 metri.
Costi amministrativi e possibili mancate entrate
Il nuovo avviso precisa che la procedura non comporta impegni di spesa diretti per l’Amministrazione e che la concessione dovrebbe generare entrate attraverso il canone per l’occupazione del suolo pubblico. Questo non esclude, secondo la segnalazione, la necessità di verificare gli effetti economici dei procedimenti rimasti senza esito.
Commissioni, istruttorie, pubblicazioni e impiego del personale comportano comunque un utilizzo di risorse amministrative. La lettera chiede inoltre di valutare eventuali minori entrate per Roma Capitale.
Non viene affermata l’esistenza di un danno erariale già accertato. La richiesta rivolta alla magistratura contabile è verificare se vi siano stati costi evitabili, minori introiti o un concreto rischio di pregiudizio economico.
Ruota panoramica, il progetto discusso a Ostia dal 2024
La vicenda della ruota panoramica non nasce nel luglio 2026. Il progetto viene discusso a Ostia almeno dal 2024, mentre nel 2025 il Municipio aveva già avviato una procedura per piazzale Magellano. Anche in quel caso era arrivata una sola proposta, poi dichiarata inammissibile perché incompleta e non conforme ai requisiti.
La reiterazione dei procedimenti porta Conforzi a chiedere se siano state svolte verifiche adeguate sugli operatori, sulle strutture disponibili e sulla compatibilità dell’area.
«Non sono contrario per principio alla ruota panoramica», afferma il consigliere. «Un’attrazione turistica ben progettata, autorizzata e inserita in una strategia seria potrebbe rappresentare un’opportunità per Ostia. Quello che non possiamo accettare è una gestione caratterizzata da continui tentativi, procedure senza esito e modifiche che meritano spiegazioni pubbliche».
Le priorità di Ostia e i prossimi passaggi
Conforzi collega la vicenda alle altre emergenze aperte sul territorio, tra cui la sede dei Vigili del Fuoco dopo il cedimento nella caserma di via Angelo Celli, le utenze sostenute per l’ex colonia Vittorio Emanuele, le criticità delle spiagge libere e il percorso amministrativo del Parco del Mare.
«Dal 2024 continuiamo a discutere della stessa ruota panoramica, mentre Ostia affronta problemi concreti legati alla sicurezza, ai servizi e alla tutela del patrimonio pubblico», sostiene Conforzi. «Il Municipio deve dissipare ogni dubbio attraverso i documenti, la trasparenza e risposte precise».
La trasmissione alla Corte dei conti non comporta automaticamente l’apertura di un procedimento. Gli organismi destinatari decideranno se acquisire ulteriori atti o avviare approfondimenti.
Resta inoltre da conoscere l’esito del nuovo avviso e quali operatori abbiano presentato una proposta. Solo dopo la conclusione della procedura sarà possibile verificare se la soglia di 55 metri abbia effettivamente ampliato il mercato oppure se abbia finito per recepire le caratteristiche dell’unica offerta arrivata nel primo bando.
La questione centrale non riguarda la ruota panoramica in sé, ma il modo in cui viene programmata e amministrata un’iniziativa pubblica. Dopo tre annualità senza risultato, il passaggio da 49 a 55 metri richiede una spiegazione documentata. Su questa si concentra la segnalazione di Conforzi.
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