Un alloggio Ater di via Carlo Marocchetti, a Roma, sarebbe da oltre un anno in condizioni igienico-sanitarie gravissime tra muffa nera, condensa e acqua vicino all’impianto elettrico. La denuncia anonima di una famiglia: “Nessuno interviene”.
ROMA – “Io pensavo che si stava ad asciugà”. È una frase pronunciata quasi sottovoce, con rassegnazione, da un’anziana residente di Roma mentre riprende il soffitto del proprio appartamento. Ma quel soffitto non si stava affatto asciugando. Nel video, girato all’interno di un alloggio Ater di via Carlo Marocchetti 12, nel quartiere di San Giorgio d’Acilia, si vedono chiaramente gocce d’acqua sospese lungo una trave, muffa nera negli angoli della stanza e intonaco che si sgretola vicino a una plafoniera elettrica.
La segnalazione è arrivata in forma anonima per ragioni di sicurezza. A inviarla è stata la figlia della donna, preoccupata per le condizioni igienico-sanitarie in cui la madre sarebbe costretta a vivere da mesi. Secondo quanto riferito dalla famiglia, le richieste di intervento inviate ad Ater Roma e all’ASL Roma 3 andrebbero avanti da oltre un anno senza una soluzione definitiva.
Le immagini raccontano un quadro che va ben oltre il semplice problema di umidità domestica. Nel video si vedono pareti annerite dalla muffa, condensa diffusa e tracce evidenti di deterioramento strutturale. In alcuni punti il soffitto appare completamente impregnato d’acqua, mentre vicino all’impianto elettrico sono presenti infiltrazioni e gocciolamenti che aumentano il timore di possibili problemi di sicurezza.
Muffa e condensa in un alloggio Ater di Roma: la denuncia anonima di una famiglia
L’appartamento si trova in uno stabile Ater del quadrante sud della Capitale. La famiglia sostiene che la situazione sarebbe peggiorata progressivamente nel tempo fino a diventare quasi insostenibile. Il problema più evidente riguarda il soffitto dell’ambiente ripreso nel video, presumibilmente un bagno o una zona di servizio, dove sono presenti uno scaldabagno e una plafoniera.
Le immagini mostrano una forte presenza di condensa superficiale. L’acqua si accumula lungo una trave verniciata, formando macro-gocce che restano sospese prima di cadere. Attorno, gli angoli delle pareti risultano anneriti da estese colonie di muffa.
Il degrado appare ormai avanzato anche sul piano strutturale. In diversi punti si nota il distacco della pittura e il deterioramento dell’intonaco, con superfici che sembrano ormai “cotte” dall’umidità. Le zone più colpite coincidono proprio con gli angoli e le giunture del soffitto, dove normalmente si concentrano i fenomeni di ponte termico.
La segnalatrice racconta che inizialmente la madre avrebbe pensato si trattasse di semplice umidità destinata ad asciugarsi con il tempo. Da qui quella frase pronunciata durante il video, diventata quasi il simbolo di una situazione vissuta giorno dopo giorno dentro casa: “Io pensavo che si stava ad asciugà”.
“Io pensavo che si stava ad asciugà”: il video girato nell’appartamento
Il video inviato alla redazione mostra una scena che colpisce soprattutto per la normalità con cui viene raccontata da chi vive nell’alloggio. Non ci sono urla o polemiche. Solo una donna anziana che indica il soffitto mentre l’acqua continua a condensarsi sopra la sua testa.
La telecamera si avvicina lentamente alla trave. Le gocce sono ben visibili. In alcuni punti sembrano sul punto di staccarsi e cadere. Poco più in là, le pareti risultano completamente segnate da chiazze nere e grigie, concentrate negli angoli e lungo le linee di giunzione strutturale.
Le immagini mostrano anche il deterioramento del materiale murario. La pittura appare sfogliata, mentre alcune porzioni dell’intonaco sembrano gonfie e fessurate. Nella parte superiore della stanza il degrado è particolarmente evidente vicino alla plafoniera della luce, dove l’acqua sembrerebbe accumularsi a pochi centimetri dai passaggi elettrici.
È proprio questo dettaglio a preoccupare maggiormente la famiglia. Oltre al problema igienico-sanitario, infatti, il timore è che l’umidità possa infiltrarsi nei cavi elettrici provocando un corto circuito o altri problemi di sicurezza domestica.
Roma, acqua vicino alla plafoniera e muffa nera: i rischi per la salute
Secondo l’analisi tecnica allegata alla segnalazione, il fenomeno osservato nel video sarebbe compatibile con una situazione di forte condensa causata da ponti termici e superfici non adeguatamente isolate. In pratica, l’aria calda e umida presente all’interno dell’abitazione entrerebbe in contatto con parti fredde della struttura, provocando la formazione continua di acqua liquida.
Il problema della condensa e dei ponti termici
La presenza costante di umidità avrebbe favorito la proliferazione di muffe lungo le pareti e negli angoli dell’ambiente. Le colonie nere visibili nel video rappresenterebbero un segnale tipico di contaminazione biologica avanzata.
Con il passare del tempo, l’acqua avrebbe inoltre penetrato gli strati più profondi delle superfici murarie, causando il deterioramento dell’intonaco e della pittura. La situazione, secondo la relazione tecnica, sarebbe aggravata dalla persistenza del problema nel corso dei mesi.
Nel video si nota infatti una compresenza di fenomeni: condensa, infiltrazione, muffa e deterioramento strutturale. Una combinazione che, soprattutto in ambienti chiusi e poco ventilati, può incidere pesantemente sulla qualità dell’aria indoor.
Le possibili conseguenze sanitarie per una persona anziana
La questione assume un peso ancora più delicato considerando che nell’appartamento vive una persona anziana. L’esposizione continua alla muffa e all’umidità potrebbe infatti aggravare problemi respiratori e condizioni di fragilità preesistenti.
Secondo quanto evidenziato nella documentazione allegata alla segnalazione, ambienti con elevata concentrazione di spore possono favorire irritazioni delle vie respiratorie, tosse cronica, allergie e peggioramento di patologie bronchiali. Nei soggetti più vulnerabili, la permanenza prolungata in ambienti insalubri può diventare particolarmente problematica.
A questo si aggiunge il potenziale rischio legato alla vicinanza tra acqua e impianto elettrico. Nel video, infatti, la plafoniera appare collocata a pochissima distanza dalle zone interessate dal gocciolamento. Un elemento che la famiglia considera motivo di forte preoccupazione.
Le segnalazioni ad Ater Roma e ASL Roma 3 rimaste senza risposta
Secondo quanto riferito dalla segnalatrice, la situazione sarebbe stata comunicata più volte ad Ater Roma e all’ASL Roma 3. La famiglia sostiene che le segnalazioni andrebbero avanti da oltre un anno, ma che il problema non sarebbe mai stato risolto in maniera definitiva.
Per questo motivo la famiglia ha deciso di documentare tutto attraverso un video, mantenendo però l’anonimato per paura di possibili conseguenze personali. Una scelta che racconta anche il clima di fragilità e sfiducia vissuto da chi si trova a convivere quotidianamente con condizioni abitative considerate non più tollerabili.
La vicenda di via Carlo Marocchetti riporta al centro il tema delle condizioni degli alloggi Ater a Roma e della manutenzione delle case popolari nella Capitale. Un tema che periodicamente riaffiora attraverso segnalazioni di muffa, infiltrazioni e degrado strutturale, soprattutto negli edifici più datati.
Nel frattempo, dentro quell’appartamento, il soffitto continua a gocciolare. E la frase pronunciata davanti alla telecamera resta lì, sospesa quasi quanto quelle gocce d’acqua: “Io pensavo che si stava ad asciugà”.
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