Veduta aerea del Mausoleo di Augusto a Roma con i cipressi ancora presenti; in basso a sinistra il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.

Roma, caos al Mausoleo di Augusto: l’interpellanza di Rampelli e l’allarme degli ambientalisti sui cipressi abbattuti

A Roma esplode il caso dei cipressi abbattuti al Mausoleo di Augusto: interpellanza alla Camera, accuse di mancanza di perizie, denunce delle associazioni e richiesta di fermare il progetto del 2006. Il dibattito su tutela, paesaggio e responsabilità entra nel vivo.

Roma, la polemica sul taglio dei cipressi del Mausoleo di Augusto arriva in Parlamento

A Roma la vicenda dei cipressi abbattuti al Mausoleo di Augusto diventa un caso politico nazionale. Questa mattina, alle ore 9 del 14 novembre, alla Camera dei Deputati si è svolta l’interpellanza urgente presentata dal vicepresidente Fabio Rampelli, decisa a fare luce sulle responsabilità istituzionali che hanno portato alla rimozione delle alberature storiche che da decenni costituivano la cosiddetta “corona di Augusto”.

L’operazione, eseguita a fine settembre, ha scatenato indignazione tra cittadini, comitati, associazioni e tecnici del verde. A Roma, il dibattito è diventato incandescente: si parla di decisioni non trasparenti, pareri mancanti e un progetto di riqualificazione risalente al concorso del 2006 che, secondo gli ambientalisti, dovrebbe essere completamente rivisto.

Roma, il duro intervento di Rampelli in Aula

Durante il suo intervento, Rampelli ha ricostruito passo dopo passo la vicenda, denunciando ciò che ritiene un “atto di inaudita gravità” avvenuto nel cuore monumentale di Roma.

“Non si capisce chi abbia autorizzato il taglio”

Il vicepresidente della Camera ha sottolineato come, dagli accessi agli atti effettuati da comitati e consiglieri, non risultino perizie tecniche atte a giustificare una rimozione così radicale:

“Non c’è traccia di perizie tecniche o scientifiche che autorizzino una procedura così barbara. Parliamo di Roma, della Capitale d’Italia, del Mausoleo di Augusto, uno dei monumenti simbolo del mondo.”

Rampelli ha inoltre ricordato che il taglio non coinvolge semplici alberature, ma un elemento paesaggistico e simbolico presente da secoli: il bosco sacro, concepito secondo il “genius loci” e già documentato nelle fonti di Strabone, Vitruvio e nelle sistemazioni del 1938 firmate da Antonio Muñoz.

“Un danno storico e spirituale”

Secondo Rampelli, l’abbattimento non rappresenta solo un danno ambientale:

“È un danno iconico, spirituale: il Mausoleo è una tomba. Non possiamo trattare Roma come un giardino privato e alberi secolari come fossero cespugli.”

L’intervento ha poi ricordato come solo 9 o 10 cipressi sui circa 70 originali siano rimasti in piedi, dopo che l’abbattimento è stato sospeso.

Roma, la risposta del Governo: “Nuovi cipressi sostitutivi previsti dal progetto del 2006”

Il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi ha risposto ricordando che:

  • il progetto è di competenza della Sovrintendenza Capitolina (Comune di Roma),

  • la Sovrintendenza Statale ha dato parere favorevole nel 2020,

  • la rimozione è stata prevista per garantire un percorso museale esterno,

  • il CNR avrebbe rilevato criticità e rischio di caduta su alcune piante.

Cipressi “totem” da 3 metri e mezzo

Mazzi ha dichiarato che il progetto prevede la messa a dimora di 34 nuovi cipressi, varietà Cypressus sempervirens totem, selezionati per garantire “leggibilità del monumento”.

Una soluzione che Rampelli ha contestato, definendola “agghiacciante”, e chiedendo una revisione del progetto del 2006.

Il fronte ambientalista: “Fermate gli scempi sulle alberature storiche”

Dura la posizione di Jacopa Stinchelli, presidente dell’associazione C.U.R.A.A. e autrice de La Voce degli Alberi, che ha diffuso un comunicato a poche ore dall’interpellanza:

“Le carte parlano chiaro: omissioni e responsabilità”

Stinchelli accusa:

“Non può finire a tarallucci e vino. Ci sono responsabilità e gravi omissioni. I cittadini di Roma vogliono verità e giustizia.”

L’associazione denuncia da anni tagli considerati illegittimi e indiscriminati nelle ville storiche e nei parchi urbani, un fenomeno che – secondo gli attivisti – non starebbe trovando freni.

“Sospendere i tagli non basta: va ripensato tutto il progetto”

Stinchelli insiste su un punto chiave:

“Sospendere il taglio dei pochi cipressi superstiti è giusto, ma non basta. Il progetto deve essere ripensato per salvaguardare il patrimonio storico-arboreo di Roma.”

L’associazione si è dichiarata disponibile a fornire documenti e supporto ai giornalisti “di buona volontà”.

La Città Eterna davanti a un bivio: conservare o rifare?

La vicenda dei cipressi non riguarda solo un’area monumentale: apre un tema più ampio su come Roma gestisce il proprio patrimonio storico, naturalistico e paesaggistico. Dai tagli nelle ville storiche alle sostituzioni previste nei progetti urbanistici, la Capitale si trova al centro di una complessa discussione su tutela, sicurezza, manutenzione e memoria culturale.

Per Rampelli, questa storia non può chiudersi “con un volemo se bene”, e rappresenta un precedente gravissimo. Per il Governo, il progetto è legittimo e supervisionato. Per gli ambientalisti, è uno “scempio” da fermare.

Il dibattito è aperto. Roma attende risposte.

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1 commento su “Roma, caos al Mausoleo di Augusto: l’interpellanza di Rampelli e l’allarme degli ambientalisti sui cipressi abbattuti”

  1. Ormai il gioco è chiaro: si abbattono alberi in piena salute, che mangiano CO2 e fanno fresco e ombra. Per sostituirli con arbusti che FORSE faranno lo stesso mestiere fra 15-20 anni, se non muoiono entro poche settimane.
    Nel frattempo il denaro ha girato e cambiato di mano, i fondi PNRR sono spesi ma i romani perdono sia l’ombra che il fresco e sono accusati di produrre troppa CO2.
    Sbaglio?

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