Ragazzo in carrozzina davanti all’ascensore di una palazzina Ater a Corviale, Roma, con il volto oscurato per tutelarne la privacy.

Roma, ascensore Ater guasto a Corviale: ragazzo in carrozzina bloccato

In una palazzina Ater di via degli Alagno, a Roma, una madre denuncia ripetuti guasti all’ascensore che renderebbero difficoltose le uscite e i rientri del figlio in carrozzina. Un video del 30 settembre mostra il ragazzo mentre chiede aiuto perché deve andare a fisioterapia.

ROMA – Un ragazzo che utilizza una carrozzina elettrica, sua madre, un appartamento al terzo piano e un ascensore che, secondo la famiglia, continua a fermarsi. Accade in una palazzina Ater di via degli Alagno, nella zona di Corviale a Roma, dove mercoledì 30 settembre 2026 un video inviato alla redazione de Il Marforio ha documentato la richiesta d’aiuto della famiglia. Il giovane deve uscire per recarsi a fisioterapia, ma l’ascensore non funziona. «Aiutateci, siamo bloccati», ripete nel filmato insieme alla madre.

Il video è arrivato alla nostra redazione attraverso un cittadino intorno alle 18:50 del 30 settembre. L’orario indica il momento della ricezione e non necessariamente quello della registrazione. Nel filmato il ragazzo e la madre spiegano che l’impianto è fuori servizio e chiedono che qualcuno intervenga. La questione assume un peso particolare perché, per chi si muove in carrozzina e vive al terzo piano, l’ascensore non rappresenta semplicemente una comodità: può diventare l’unico collegamento praticabile tra l’abitazione e la strada.

Roma, ascensore fuori servizio a Corviale: «Siamo bloccati»

A raccontare la situazione a Il Marforio è Oriana, madre del ragazzo. Per tutelare la famiglia, la redazione ha scelto di non pubblicare il cognome della donna, le generalità del figlio, il numero di telefono diffuso nei filmati e altri dettagli che permetterebbero di identificare con precisione l’appartamento.

Secondo quanto riferito dalla madre, i problemi all’ascensore della palazzina Ater di Corviale non sarebbero limitati a un singolo episodio. La donna racconta di aver riscontrato in più occasioni l’impianto fuori servizio, con una dinamica che lei stessa definisce difficile da comprendere: l’ascensore verrebbe ripristinato e tornerebbe successivamente a fermarsi.

Durante la telefonata con la nostra redazione, Oriana ha spiegato di aver controllato più volte il funzionamento dell’impianto anche nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino. Un particolare che restituisce il livello di preoccupazione raggiunto dalla famiglia, costretta a chiedersi ogni volta se sia possibile uscire dall’edificio e, soprattutto, riuscire poi a rientrare nell’abitazione.

Il video del 30 settembre e la fisioterapia

Il materiale ricevuto il 30 settembre fotografa uno dei momenti più significativi della vicenda. Il ragazzo spiega di dover andare a fare fisioterapia e, guidato anche dalla madre, ripete più volte: «Siamo bloccati» e «L’ascensore non funziona».

Non è possibile stabilire, sulla sola base del filmato, se il giovane abbia successivamente raggiunto o meno l’appuntamento. È invece evidente il problema segnalato dalla famiglia: in quel momento l’ascensore non era utilizzabile e la madre sosteneva di non poter accompagnare normalmente il figlio fuori dalla palazzina.

È questo il punto centrale del caso. Un guasto che per altri residenti può tradursi in scale da percorrere a piedi assume conseguenze molto differenti quando riguarda una persona che utilizza una carrozzina elettrica.

Il precedente: «Cinque ore senza poter rientrare nell’appartamento»

La situazione opposta sarebbe già avvenuta in precedenza. In un secondo video consegnato alla redazione, del quale non è stato possibile stabilire con certezza la data di registrazione, Oriana racconta che lei e il figlio sarebbero rimasti circa cinque ore al piano terra della palazzina, impossibilitati a raggiungere il proprio appartamento perché l’ascensore era fermo.

Nel filmato il ragazzo si trova sulla propria carrozzina mentre la madre attende l’intervento del tecnico. La donna sostiene che, durante quelle ore, sarebbero stati coinvolti anche Croce Rossa e Vigili del Fuoco. Secondo il suo racconto, sarebbe stata la Croce Rossa a sollecitare l’arrivo dell’ascensorista.

Si tratta, allo stato attuale, di circostanze riferite dalla madre e che richiederebbero ulteriori riscontri. Il dato che emerge chiaramente dai diversi materiali, tuttavia, è il problema di fondo denunciato dalla famiglia: quando l’ascensore si ferma, il ragazzo rischia tanto di non poter lasciare casa quanto di non riuscire a tornarvi.

Via degli Alagno, il nodo del locale tecnico dell’ascensore

C’è poi un secondo elemento che necessita di chiarimenti. La famiglia ha documentato fotograficamente il locale tecnico collegato all’impianto, sostenendo che la porta non fosse correttamente assicurata e che il vano potesse essere raggiunto da persone non autorizzate.

Le fotografie mostrano l’accesso al locale e gli spazi interni. Da sole, però, le immagini non permettono di stabilire quali dispositivi siano presenti, chi sia autorizzato a utilizzarli o se l’accesso fosse effettivamente libero in ogni momento. Sono tutti aspetti che richiedono una verifica tecnica.

Secondo quanto raccontato da Oriana, nella giornata di giovedì 1° ottobre Ater si sarebbe attivata dopo la diffusione della vicenda. La donna riferisce che sul posto sarebbe intervenuto anche il direttore generale dell’ente e che sarebbe stata impartita l’indicazione di intervenire sull’impianto e sulla chiusura del vano tecnico.

In un successivo messaggio inviato alla redazione, la madre sostiene inoltre di essere stata contattata dagli uffici Ater e che le sarebbe stato comunicato come la chiusura definitiva del locale richiedesse un intervento sulla serratura.

Sono informazioni che, in assenza di una comunicazione ufficiale dell’ente, Il Marforio attribuisce esclusivamente alla testimonianza della residente.

A Roma il problema dell’accessibilità quando l’ascensore si ferma

La vicenda di via degli Alagno a Roma pone una questione che supera il singolo guasto: cosa accade quando l’ascensore rappresenta l’unico collegamento concretamente utilizzabile da una persona in carrozzina?

Nel caso raccontato dalla famiglia, l’abitazione si trova al terzo piano. Il giovane utilizza una carrozzina elettrica e non può quindi affrontare normalmente le scale dell’edificio. In queste condizioni, la continuità del servizio dell’ascensore diventa direttamente collegata alla possibilità di raggiungere terapie, appuntamenti e attività quotidiane.

A rendere più delicata la situazione sono anche altri episodi denunciati dalla madre. La famiglia ha installato una telecamera davanti alla propria porta e ha consegnato alla redazione un filmato datato 8 agosto 2026, nel quale alcune persone apparentemente giovani si avvicinano all’ingresso dell’appartamento nelle ore notturne, suonano e successivamente si allontanano.

Oriana ha inoltre mostrato la fotografia di un’automobile con il parabrezza imbrattato da una sostanza che la donna ritiene riconducibile a un dispetto.

Non esistono tuttavia, allo stato attuale, elementi che consentano di collegare questi episodi ai malfunzionamenti dell’ascensore. La preoccupazione espressa dalla madre per eventuali manomissioni resta quindi un suo timore e non può essere considerata una spiegazione accertata dei guasti.

Ascensore Ater a Corviale, restano da chiarire cause e interventi

La questione principale resta quindi tecnica. Perché l’ascensore continua a fermarsi? Qual è l’origine dei malfunzionamenti segnalati dalla famiglia? Gli interventi effettuati hanno risolto definitivamente il problema? Quali condizioni presenta il locale tecnico e quali procedure vengono adottate quando un guasto coinvolge residenti che non possono utilizzare le scale?

Sono aspetti essenziali anche per comprendere quale tutela venga assicurata in casi nei quali il funzionamento dell’impianto incide direttamente sull’accessibilità dell’abitazione.

Nel frattempo Oriana chiede soprattutto una soluzione stabile. Al di là delle ipotesi, delle tensioni condominiali e delle cause ancora da accertare, rimane un fatto difficilmente trascurabile: un ragazzo in carrozzina che vive al terzo piano non può dipendere dall’incertezza quotidiana sul funzionamento dell’ascensore per sapere se potrà uscire o rientrare nella propria casa.

 

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