Nuovo sopralluogo nella Pineta delle Acque Rosse a Ostia. Nel settore di via Tancredi Chiaraluce sono iniziate le nuove piantumazioni, ma dal terreno affiorano detriti e materiali riconducibili all’edilizia. Un operaio riferisce un attecchimento di almeno il 50% nell’area: il dato non è però una rilevazione ufficiale.
OSTIA – Le nuove piantumazioni nella Pineta delle Acque Rosse sono già iniziate. Nella mattinata di venerdì 2 ottobre 2026, durante un nuovo sopralluogo effettuato nell’area verde di Ostia insieme a Mauro Delicato, presidente dell’associazione Giustizia per Ostia, sono stati trovati operai e mezzi al lavoro nel settore vicino a via Tancredi Chiaraluce, dove è in corso la preparazione del terreno e la messa a dimora di nuove giovani piante. Sul posto è arrivato anche Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X.
La novità arriva a pochi giorni dall’annuncio del sindaco Roberto Gualtieri, che il 29 settembre, rispondendo a una domanda del Marforio in Campidoglio, aveva confermato che le piante non attecchite negli interventi di forestazione PNRR sarebbero state nuovamente messe a dimora durante l’autunno. Una fase che, almeno in questo settore della Pineta delle Acque Rosse di Ostia, risulta quindi già cominciata.
Il sopralluogo, però, non ha documentato solamente l’avvio della nuova fase dell’intervento. In diversi punti del terreno sono infatti visibili detriti e frammenti riconducibili a materiali da costruzione, mentre un operaio impegnato nei lavori ha descritto l’area come particolarmente complessa da lavorare e ha stimato, per questo specifico settore, un attecchimento delle precedenti piantumazioni di almeno il 50%.
Una valutazione raccolta direttamente sul posto, che tuttavia non rappresenta un dato tecnico ufficiale e non può essere automaticamente confrontata con le percentuali di fallanza emerse dalla documentazione relativa al progetto.
Ostia, nuove piantumazioni in corso nella Pineta Acque Rosse
Il nuovo sopralluogo si è concentrato su una parte della Pineta delle Acque Rosse differente da quelle maggiormente osservate nelle settimane precedenti.
Attraversando il percorso interno della pineta si raggiunge infatti un ampio terreno situato alle spalle dell’ingresso di via Tancredi Chiaraluce, in prossimità anche di via della Martinica. Una porzione separata dal percorso principale da un canale di scolo e che si sviluppa verso l’area più vicina al Tevere.
Qui, nella mattinata del 2 ottobre, la situazione appariva in evoluzione.
Le fotografie scattate durante il sopralluogo mostrano mezzi dell’impresa, personale impegnato nelle lavorazioni e vaste porzioni di terreno recentemente lavorate. In alcune aree sono chiaramente visibili le file preparate per le nuove piantumazioni e numerosi shelter destinati a proteggere le giovani essenze.

La fase annunciata per l’autunno è dunque già materialmente iniziata almeno in questo settore di Ostia.
Le sostituzioni dopo le fallanze emerse negli atti
La ripiantumazione arriva al termine di settimane nelle quali il caso delle Acque Rosse si è concentrato soprattutto sulle percentuali di mancato attecchimento delle giovani piante.
Nella documentazione esaminata nei giorni scorsi e successivamente richiamata nell’esposto presentato da Giuseppe Conforzi vengono riportate, per il sopralluogo del 22 settembre, fallanze stimate tra il 70 e il 75% nel lotto grande, mentre per il lotto piccolo compare l’annotazione del 100%. Lo stesso approfondimento precisava però che quest’ultimo numero non può essere automaticamente interpretato come un censimento analitico di ogni singola pianta e necessita di una verifica tecnica.
Il quadro era stato ricostruito nella precedente inchiesta sulle fallanze alla Pineta delle Acque Rosse e sull’esposto presentato da Conforzi.
L’inizio delle nuove piantumazioni segna quindi un passaggio concreto nella fase di recupero delle fallanze, ma non rappresenta ancora il risultato conclusivo dell’intervento.
La verifica più significativa arriverà infatti nei prossimi mesi, quando sarà possibile valutare il reale attecchimento delle nuove essenze.
Pineta delle Acque Rosse a Ostia, un operaio: “In questa zona almeno il 50% ha attecchito”
Durante il sopralluogo è emerso anche un elemento che merita di essere registrato, pur con tutte le cautele necessarie.
Secondo quanto riferito informalmente da un operaio impegnato nelle lavorazioni, nella specifica area di via Tancredi Chiaraluce almeno la metà delle piante precedentemente inserite sarebbe riuscita ad attecchire.
Il dato offrirebbe quindi una fotografia meno critica rispetto alle percentuali riportate nella documentazione relativa ad altre porzioni dell’intervento.
Occorre però tenere separati i due piani.
Quello riferito sul posto è un giudizio verbale di un lavoratore e non il risultato di un censimento ufficiale o di una relazione agronomica. Inoltre, la Pineta delle Acque Rosse comprende settori differenti e non è possibile estendere automaticamente la situazione osservata in una singola area all’intero progetto.
Proprio questa possibile disomogeneità rende ancora più importante conoscere, attraverso dati aggiornati, quante piante siano effettivamente sopravvissute nei diversi settori della pineta di Ostia e dove si concentrino invece le maggiori fallanze.
Dal terreno affiorano detriti e materiali da costruzione
È uno degli elementi più evidenti emersi durante il sopralluogo.
Camminando nel settore interessato dalle piantumazioni, in diversi punti dal terreno affiorano frammenti e detriti apparentemente riconducibili a materiali utilizzati in edilizia.

Le fotografie documentano pezzi di laterizi, frammenti di piastrelle e altri materiali inerti sparsi tra la vegetazione e nelle zone vicine alle giovani piantine.
Non sembra trattarsi, almeno visivamente, di un singolo frammento isolato: residui simili sono visibili in differenti punti dell’area osservata.
Questo dato, però, deve essere interpretato con precisione.
Le fotografie e un sopralluogo giornalistico non permettono di stabilire la composizione del terreno, né consentono di determinare se la presenza di questi materiali abbia avuto una qualche incidenza sulla mortalità o sull’attecchimento delle piante.
Per arrivare a conclusioni di questo tipo sarebbero necessari campionamenti, analisi del suolo e valutazioni effettuate da tecnici competenti.
Resta comunque una questione da chiarire: quali verifiche siano state eseguite sulle caratteristiche e sull’idoneità di questo terreno prima delle piantumazioni.
Il terreno sabbioso e le difficoltà raccontate durante il sopralluogo
L’operaio incontrato nell’area ha inoltre fornito una propria lettura delle difficoltà incontrate dall’impresa.
Secondo quanto riferito, il terreno sarebbe fortemente sabbioso e diventerebbe particolarmente difficile da raggiungere e lavorare durante i periodi di pioggia, quando alcune zone tenderebbero a trasformarsi in fango.
Una condizione che, nella sua ricostruzione, avrebbe reso più complicate alcune attività operative.
Anche questo elemento rappresenta una testimonianza raccolta direttamente sul posto e non una valutazione agronomica indipendente. È però un ulteriore aspetto che può contribuire a indirizzare eventuali approfondimenti sulle caratteristiche del terreno scelto per l’intervento.
Il punto non è stabilire attraverso un sopralluogo chi abbia ragione sulle cause delle fallanze, ma comprendere quali fattori abbiano inciso sui risultati ottenuti fino a oggi.
Shelter danneggiati e protezioni a terra nella Pineta di Ostia
Nell’area sono visibili anche diversi shelter e protezioni delle giovani piante inclinati, deformati o adagiati sul terreno.
La presenza assume interesse anche alla luce di quanto era già emerso dagli atti relativi all’intervento.
Nella documentazione richiamata nell’esposto di Conforzi compare infatti un Ordine di servizio del 3 agosto 2026 relativo alle modalità con cui sarebbero state svolte alcune operazioni di contenimento della vegetazione. Secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, la trinciatura avrebbe interessato anche giovani piantine e relativi shelter.
Il tema era stato approfondito nella precedente ricostruzione documentale sulla Pineta delle Acque Rosse.
Le fotografie realizzate il 2 ottobre non permettono però di stabilire quando e perché le protezioni oggi visibili siano state danneggiate o abbattute.
Il dato può essere documentato; attribuirne la causa richiede invece ulteriori elementi.
Dubbi sulle condizioni di alcune giovani piante
Durante il sopralluogo Mauro Delicato ha inoltre manifestato perplessità sulle condizioni di alcune essenze presenti nell’area, ritenendole apparentemente in sofferenza.
Anche qui occorre evitare conclusioni premature.
Una pianta che appare secca o sofferente alla semplice osservazione non può essere automaticamente considerata morta. La verifica della vitalità richiede una valutazione tecnica, soprattutto nel caso di esemplari giovani sottoposti a stress ambientali.
Il tema potrebbe diventare uno degli aspetti da controllare nei prossimi sopralluoghi: non soltanto quante piante siano presenti, ma quali siano effettivamente vive e in condizioni di proseguire il proprio sviluppo.
Ostia, la vera verifica arriverà dopo le nuove piantumazioni
Il sopralluogo del 2 ottobre aggiunge quindi un nuovo capitolo alla vicenda della Pineta delle Acque Rosse di Ostia.
La prima novità è verificabile: nel settore di via Tancredi Chiaraluce le lavorazioni sono partite e nuove piante stanno tornando nel terreno. È il primo riscontro concreto dopo l’annuncio delle sostituzioni previste per l’autunno.
L’intervento era stato anticipato dal sindaco Roberto Gualtieri nei giorni precedenti, quando aveva confermato che le essenze non attecchite sarebbero state sostituite durante la stagione autunnale, come raccontato nell’articolo dedicato alla risposta di Gualtieri sulle fallanze e sulle nuove piantumazioni alla Pineta Acque Rosse.
Ma il lavoro non può essere valutato esclusivamente nel giorno della messa a dimora.
Dopo le elevate fallanze documentate nei mesi scorsi, la questione centrale sarà capire quante delle nuove essenze riusciranno realmente ad attecchire, quali cure verranno garantite, con quale frequenza verranno effettuate le irrigazioni e come saranno monitorate le differenti aree della pineta.
A questo si aggiunge ciò che è emerso nel nuovo sopralluogo: le caratteristiche apparentemente difficili di una parte del terreno, i materiali inerti visibili nel suolo, le condizioni di alcuni shelter e i dubbi sullo stato vegetativo di alcune piantine.
Elementi che non autorizzano conclusioni anticipate, ma che meritano verifiche e risposte tecniche.
Perché, dopo le ripiantumazioni, il vero risultato dell’intervento alla Pineta delle Acque Rosse non sarà rappresentato dal numero di alberelli messi oggi nel terreno, ma da quanti di quegli alberelli saranno ancora vivi e in crescita nei prossimi mesi e negli anni successivi.
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