Pineta delle Acque Rosse a Ostia con giovani piante della riforestazione PNRR e alberi messi a dimora nell’area

Pineta Acque Rosse, Gualtieri risponde al Marforio sulle fallanze: «Le piante saranno rimesse in autunno»

Il sindaco Roberto Gualtieri risponde al Marforio sul caso della Pineta Acque Rosse. Dopo le fallanze emerse dagli atti, il Campidoglio annuncia nuove piantumazioni in autunno e conferma controlli e sostituzioni nell’ambito del progetto PNRR.

ROMA – Dalle carte alla domanda diretta al sindaco Roberto Gualtieri. Il caso delle fallanze nella riforestazione PNRR della Pineta delle Acque Rosse, a Ostia, è arrivato martedì 29 settembre nella Sala delle Bandiere del Campidoglio. Durante la conferenza stampa per la presentazione del nuovo Piano di piantumazione di Roma Capitale, Il Marforio ha chiesto al primo cittadino quali correttivi siano previsti dopo le percentuali di mancato attecchimento emerse dagli atti acquisiti sulla pineta del X Municipio. Gualtieri ha distinto il progetto di forestazione PNRR dalle nuove alberature urbane presentate dal Comune, ma ha confermato la presenza di criticità in alcune aree e annunciato che le piante non attecchite saranno nuovamente messe a dimora in autunno.

Il confronto arriva nello stesso giorno in cui Il Marforio ha pubblicato i risultati della documentazione ottenuta sulla riforestazione delle Acque Rosse. Dagli atti analizzati emergono, per alcune delle aree oggetto dell’intervento, fallanze fino al 75%, un dato che ha portato il consigliere di Fratelli d’Italia nel X Municipio, Giuseppe Conforzi, ad annunciare l’invio della documentazione alla Corte dei conti e alla Guardia di Finanza.

Una vicenda che questo giornale segue da tempo e che ora registra una prima risposta direttamente dal vertice del Campidoglio.

La domanda del Marforio al sindaco Gualtieri sulla Pineta Acque Rosse

L’occasione è stata la conferenza stampa convocata in Campidoglio per illustrare il Piano di piantumazione relativo alla stagione agronomica 2026-2027. Dopo gli interventi del sindaco, dell’assessora capitolina all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi e del presidente della Commissione Ambiente Giammarco Palmieri, si è aperto lo spazio riservato alle domande dei giornalisti.

Il Marforio ha riportato il confronto su Ostia.

La domanda rivolta a Gualtieri partiva dalle percentuali contenute nella documentazione sulla Pineta delle Acque Rosse e da una questione precisa: alla luce di fallanze così elevate, cosa cambia concretamente nella manutenzione delle nuove piantumazioni?

Il sindaco ha innanzitutto marcato una distinzione. Le piantumazioni di cui il Campidoglio stava presentando il nuovo programma riguardano le alberature urbane, quindi alberi destinati a strade, piazze, aiuole e altri spazi della città. L’intervento delle Acque Rosse rientra invece in un progetto differente: quello delle forestazioni finanziate attraverso il PNRR e gestite nell’ambito delle competenze di Città Metropolitana di Roma Capitale.

Una distinzione amministrativa e tecnica importante, che tuttavia non cancella il problema sollevato dalla domanda: una parte delle piante inserite nel progetto di riforestazione non ha attecchito.

Gualtieri: «In alcune zone il mancato attecchimento è stato molto alto»

Nella risposta, il sindaco ha riconosciuto che per i cosiddetti boschetti PNRR si sono verificate situazioni con livelli di mancato attecchimento molto elevati.

Gualtieri ha ricondotto una parte del problema ai tempi imposti per la realizzazione degli interventi. Secondo la ricostruzione fornita dal primo cittadino durante la conferenza stampa, era stata avanzata la richiesta di differire alcune messe a dimora perché le temperature risultavano troppo alte, ma le scadenze legate al PNRR avrebbero imposto comunque di procedere.

Il risultato, in alcuni casi, è stato quello già emerso sul territorio: giovani piante che non sono riuscite a superare la fase dell’attecchimento.

Il punto più rilevante della risposta riguarda però ciò che dovrebbe avvenire adesso.

Le piante non attecchite, ha spiegato Gualtieri, verranno messe nuovamente a dimora nel periodo autunnale, quando le condizioni climatiche saranno maggiormente favorevoli. Il sindaco ha inoltre fatto riferimento alla prosecuzione delle irrigazioni e dei controlli nell’ambito del progetto.

Non è arrivata, invece, una conferma puntuale da parte del sindaco della percentuale del 75% citata nella domanda del Marforio. Quel numero resta legato alla documentazione acquisita e analizzata nei giorni scorsi. Gualtieri non lo ha però contestato direttamente, preferendo soffermarsi sulla diversa natura dell’intervento e riconoscendo che in alcune aree il mancato attecchimento è stato particolarmente elevato.

Pineta Acque Rosse, Alfonsi: “Cinque anni di accompagnamento per gli interventi PNRR”

Sul tema era intervenuta poco prima anche Sabrina Alfonsi.

L’assessora ha spiegato che gli interventi di forestazione collegati al PNRR prevedono un periodo di accompagnamento di cinque anni, durante il quale le fallanze devono essere recuperate. In altre parole, il progetto non si conclude con la semplice messa a dimora delle giovani piante: gli esemplari che non sopravvivono devono essere sostituiti.

Anche Alfonsi ha richiamato il problema delle temperature e delle tempistiche con cui alcuni interventi sono stati effettuati, sostenendo che Città Metropolitana avesse chiesto di poter differire le operazioni proprio a causa del caldo.

Il tema è particolarmente significativo nel caso delle Acque Rosse. Qui, infatti, le criticità documentate non riguardano soltanto il primo intervento. Il Marforio aveva già raccontato il ritorno di numerose piante apparentemente secche o fortemente sofferenti, poche settimane dopo una nuova fase di sostituzioni effettuata nel mese di luglio.

La questione, quindi, si sposta inevitabilmente dalla quantità delle piante messe a dimora alla loro capacità di sopravvivere nel tempo.

Pineta Acque Rosse, il nodo resta la manutenzione

Ed è probabilmente questo l’aspetto più importante emerso dal confronto in Campidoglio.

Piantare rappresenta soltanto l’inizio di un progetto di forestazione. Irrigazione, scelta del periodo, monitoraggio, sostituzione delle fallanze e verifica dell’attecchimento sono ciò che determina il risultato reale dell’investimento negli anni successivi.

Lo stesso Gualtieri, presentando il nuovo programma capitolino, ha insistito su un principio: il lavoro sugli alberi non può essere valutato esclusivamente attraverso il numero degli esemplari messi a dimora, ma deve comprendere l’intero ciclo di cura.

È esattamente il problema che il caso delle Acque Rosse ha portato alla luce.

Nella Pineta di Ostia le percentuali contenute negli atti hanno infatti aperto una questione che va oltre il semplice impatto visivo delle piante secche: quanto è efficace un intervento di riforestazione se una parte consistente delle essenze deve successivamente essere sostituita? E quali controlli devono impedire che il problema si ripeta una seconda volta?

La risposta arrivata dal Campidoglio stabilisce almeno un punto: le fallanze non rappresentano la conclusione dell’intervento e le piante dovranno essere rimesse.

Il dossier delle Acque Rosse resta aperto

La vicenda dunque non si chiude con la risposta del sindaco.

Anzi, da oggi diventa possibile verificare sul campo un impegno preciso. Con l’arrivo della stagione autunnale sarà necessario controllare quali settori della Pineta delle Acque Rosse saranno interessati dalle nuove sostituzioni, quante piante verranno effettivamente rimesse a dimora e con quali modalità saranno garantiti irrigazione e monitoraggio nei mesi successivi.

Ci sarà poi un altro dato da osservare: l’attecchimento della nuova piantumazione.

Perché è proprio il susseguirsi degli interventi a rendere ormai insufficiente la semplice fotografia del giorno in cui gli alberi vengono messi a terra. La verifica dovrà arrivare dopo settimane, mesi e stagioni climatiche differenti.

Il dossier aperto dagli atti sulle fallanze entra quindi in una nuova fase. Alle carte si aggiunge ora una risposta pubblica del sindaco di Roma.

Il Marforio continuerà a seguire l’intervento nella Pineta delle Acque Rosse e tornerà sul posto dopo le nuove piantumazioni annunciate per l’autunno, verificando se e come verranno recuperate le fallanze documentate.

 

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