Pineta Acque Rosse a Ostia con giovani piantumazioni protette da shelter nell’area interessata dal progetto di riforestazione PNRR.

Pineta Acque Rosse, dagli atti fallanze fino al 75%: Conforzi porta il caso alla Corte dei conti e alla Finanza

Nuovo sviluppo sulla riforestazione PNRR della Pineta Acque Rosse a Ostia. Dopo l’accesso agli atti, Giuseppe Conforzi ha inviato un esposto alla Corte dei conti, alla Guardia di Finanza e agli enti competenti chiedendo verifiche su fallanze, manutenzione, lavorazioni e risorse pubbliche.

OSTIA – La vicenda della riforestazione della Pineta Acque Rosse arriva alla Corte dei conti e alla Guardia di Finanza. Giuseppe Conforzi, consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X, ha trasmesso il 25 settembre 2026 un esposto-segnalazione agli organi di controllo e a diversi enti pubblici dopo aver esaminato la documentazione ottenuta dalla Città Metropolitana di Roma Capitale attraverso una richiesta di accesso agli atti. Al centro della segnalazione ci sono lo stato delle giovani piantumazioni, le percentuali di fallanze, le contestazioni sulle cure colturali e le verifiche richieste sulle somme contabilizzate nell’ambito dell’intervento PNRR.

Il passaggio più rilevante riguarda i dati che Conforzi afferma di aver riscontrato nella documentazione ricevuta: nel 2025 le verifiche avrebbero indicato una mortalità complessiva vicina al 50%, mentre nel verbale relativo al sopralluogo del 22 settembre 2026 vengono riportate fallanze stimate tra il 70 e il 75% nel lotto grande e l’annotazione “fallanze 100%” per il lotto piccolo. Quest’ultimo dato, viene precisato nello stesso esposto, non equivale necessariamente a un nuovo censimento analitico pianta per pianta e dovrà quindi essere verificato tecnicamente.

Pineta Acque Rosse, il caso finisce alla Corte dei conti e alla Guardia di Finanza

Il salto di livello nella vicenda è avvenuto venerdì 25 settembre 2026. Alle 14.11 Conforzi ha inviato dalla propria casella PEC un “esposto-segnalazione e richiesta di accertamenti” relativo al progetto RM01 “Litorale Romano centro-settentrionale” e, nello specifico, al lotto della Pineta Acque Rosse.

Tra i destinatari figurano la Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio, il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, strutture competenti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Città Metropolitana di Roma Capitale, Roma Capitale, Municipio X, Polizia Locale e Regione Lazio.

L’impostazione dell’esposto è prudente. Conforzi non attribuisce preventivamente responsabilità né sostiene che siano già stati accertati illeciti o danni erariali. Chiede invece agli organismi competenti di valutare la documentazione e verificare l’eventuale presenza di profili amministrativi, contabili, finanziari o ambientali, lasciando agli organi di controllo il compito di qualificare quanto eventualmente emergerà dagli accertamenti.

La questione riguarda un intervento finanziato nell’ambito del PNRR per la forestazione urbana, periurbana ed extraurbana. Il progetto RM01 “Litorale Romano centro-settentrionale” vede Città Metropolitana di Roma Capitale come soggetto attuatore dell’intervento.

La storia, però, parte da più lontano. Già nel dicembre 2024 Il Marforio aveva raccontato l’avvio delle operazioni di piantumazione nella Pineta Acque Rosse, quando i primi lavori avevano aperto interrogativi sull’intervento e sulla gestione dell’area.

Dagli atti del 2025 una mortalità vicina al 50%

La ricostruzione contenuta nell’esposto parte dai dati relativi al 2025.

Secondo quanto formalizzato da Conforzi sulla base della documentazione ricevuta, nella Pineta Acque Rosse sarebbe stato effettuato un campionamento su 30 aree di saggio, prendendo in esame complessivamente 2.277 piante.

Il risultato riportato è significativo: 1.146 piante vive e 1.131 morte, con una mortalità quantificata complessivamente intorno al 50%.

Dalla successiva valutazione della Direzione Lavori sarebbe derivata la necessità di procedere alla sostituzione di 9.009 piante nel sito di Acque Rosse.

È uno dei punti centrali della vicenda. Già nel corso del 2025, dunque, le difficoltà di attecchimento non avrebbero riguardato episodi isolati o poche decine di esemplari, ma una quota rilevante dell’intervento.

La questione delle competenze era stata approfondita da Il Marforio già nei primi mesi del progetto, quando attraverso un precedente approfondimento erano stati ricostruiti il ruolo della Città Metropolitana e le responsabilità istituzionali legate alla riforestazione della Pineta Acque Rosse.

Delle 9.009 sostituzioni, 2.670 destinate al lotto piccolo

L’esposto ricostruisce anche la successiva destinazione delle piante da sostituire.

Delle 9.009 fallanze individuate, 2.670 esemplari sarebbero stati destinati a una nuova porzione di circa 2,67 ettari, definita nella documentazione come “lotto piccolo”, mentre le restanti 6.339 piante sarebbero state destinate al reintegro del lotto principale.

I 2.670 esemplari non rappresenterebbero quindi un quantitativo aggiuntivo rispetto alle fallanze già accertate, ma una parte delle sostituzioni complessivamente previste.

Proprio su questo punto Conforzi chiede agli organi competenti di verificare quante piante siano state realmente messe a dimora, la loro provenienza, la certificazione e l’effettivo stato di attecchimento.

Irrigazioni e cure colturali: cosa viene contestato negli atti sulla Pineta Acque Rosse

La vicenda non riguarda però solamente il numero delle piante morte.

Nell’esposto vengono richiamati diversi interventi della Direzione Lavori sulle modalità di gestione dell’impianto. Un Ordine di servizio del 7 luglio 2025 avrebbe segnalato criticità nell’esecuzione delle attività previste, con riferimenti alle operazioni di diserbo e alle irrigazioni di soccorso.

Un successivo Ordine di servizio dell’11 agosto avrebbe riguardato invece il programma delle irrigazioni, evidenziando uno scostamento tra la frequenza richiesta dalla Direzione Lavori e quella prevista nel programma predisposto dall’operatore economico.

È uno degli aspetti che ora Conforzi chiede di approfondire: occorre stabilire se le prescrizioni siano state rispettate, quali controlli siano stati successivamente effettuati e quali conseguenze contrattuali siano eventualmente derivate da eventuali inadempienze.

L’esposto richiama inoltre documentazione relativa al materiale vivaistico utilizzato, rispetto al quale nel gennaio 2026 sarebbero state riscontrate criticità sulle caratteristiche e sulle condizioni di alcuni esemplari. Anche in questo caso la richiesta non è quella di anticipare una responsabilità, ma di verificare quali piante siano state accettate, quali eventualmente respinte o sostituite e se quanto effettivamente impiegato rispondesse alle prescrizioni previste.

La contestazione sulla trinciatura: coinvolte anche piantine e shelter

Un altro passaggio delicato della ricostruzione riguarda quanto sarebbe avvenuto nell’estate del 2026.

Conforzi richiama nell’esposto un Ordine di servizio del 3 agosto 2026, nel quale la Direzione Lavori avrebbe contestato le modalità con cui erano state effettuate alcune operazioni di contenimento della vegetazione nel lotto grande della Pineta Acque Rosse.

Secondo quanto riportato nella documentazione richiamata dal consigliere, le operazioni di trinciatura avrebbero interessato non solamente la vegetazione infestante, ma anche un numero rilevante di giovani piantine forestali e dei relativi shelter di protezione, determinando la compromissione di alcune porzioni dell’impianto.

Per il lotto piccolo vengono inoltre riferite irrigazioni sporadiche e ulteriori criticità nello svolgimento delle cure colturali.

La relazione aggiornata della Direzione Lavori, sempre secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, collegherebbe le criticità registrate nelle cure colturali all’incremento delle fallanze osservato durante l’estate 2026 e prospetterebbe la valutazione di strumenti contrattuali quali penali, trattenute o contabilizzazioni negative per lavorazioni eventualmente non eseguite.

Saranno però gli enti competenti a dover verificare se tali strumenti siano stati effettivamente applicati e in quale misura.

Il sopralluogo del 22 settembre nella Pineta Acque Rosse: fallanze stimate tra il 70 e il 75%

È il dato che più di ogni altro porta la vicenda della Pineta Acque Rosse su un nuovo piano.

Nell’esposto viene richiamato il verbale di un sopralluogo congiunto effettuato il 22 settembre 2026. Per il lotto grande sarebbe stata annotata una stima di fallanze compresa tra il 70 e il 75%.

Per il lotto piccolo compare invece l’indicazione “fallanze 100%”.

Su quest’ultimo passaggio occorre mantenere particolare precisione. Lo stesso esposto chiarisce infatti che tali annotazioni non devono essere automaticamente considerate equivalenti a un nuovo censimento analitico di ogni singola pianta. Il significato tecnico dei numeri e il numero esatto degli esemplari effettivamente morti, compromessi o mancanti dovranno essere stabiliti attraverso ulteriori accertamenti.

Resta però evidente il confronto che Conforzi pone all’attenzione degli organismi di controllo: da una mortalità stimata intorno al 50% nel 2025 si arriva, nel settembre 2026, a un sopralluogo nel quale per il lotto principale viene riportata una percentuale di fallanze tra il 70 e il 75%.

Nei mesi precedenti Il Marforio era già tornato sul caso documentando la presenza di nuove piante apparentemente secche nella Pineta Acque Rosse dopo gli interventi di sostituzione. I nuovi elementi riferiti da Conforzi aggiungono ora una dimensione amministrativa e quantitativa a quanto era stato osservato sul terreno.

Il nodo economico: un certificato di pagamento da 485.955,97 euro

C’è poi il capitolo economico, particolarmente delicato perché riguarda l’utilizzo di risorse pubbliche e PNRR.

Nella documentazione esaminata da Conforzi figura un Certificato di pagamento n. 1 del 17 giugno 2025, per un importo indicato pari a 485.955,97 euro.

Il dato deve però essere letto correttamente. Nell’esposto viene precisato che l’esistenza del certificato non viene considerata automaticamente una prova dell’effettivo materiale trasferimento dell’intera somma. Proprio per questo agli organismi competenti viene chiesto di approfondire la documentazione contabile e finanziaria.

Conforzi domanda in particolare di verificare la corrispondenza tra prestazioni realmente eseguite, lavorazioni contabilizzate, somme certificate, liquidate o pagate, oltre all’eventuale applicazione di penali, trattenute, recuperi o garanzie contrattuali.

È qui che entra in gioco anche il possibile interesse della Corte dei conti: non perché il danno erariale sia già dimostrato, ma perché l’esposto chiede espressamente di verificare se possa essersi prodotto un pregiudizio economicamente quantificabile per le risorse pubbliche nazionali o europee.

Chi deve pagare le sostituzioni delle piante

Un ulteriore elemento riguarda gli obblighi di sostituzione.

Secondo quanto riportato nell’esposto sulla base degli estratti del capitolato acquisiti, le piante morte o gravemente sofferenti rientranti nelle fallanze dovrebbero essere sostituite a carico dell’esecutore, secondo le condizioni previste dal rapporto contrattuale.

La questione diventa quindi centrale per la tutela della spesa pubblica: occorre accertare se tutte le sostituzioni necessarie siano state ordinate ed eseguite e, soprattutto, se eventuali interventi correttivi possano comportare o abbiano già comportato nuovi costi per l’amministrazione.

Cosa chiede Conforzi nell’esposto agli organi di controllo

L’esposto non si limita a trasmettere la documentazione.

Conforzi chiede di ricostruire lo stato reale della forestazione, il numero degli esemplari sopravvissuti, morti o da sostituire, la corretta esecuzione delle irrigazioni e delle cure colturali, il rispetto degli ordini della Direzione Lavori e la conformità del materiale vivaistico utilizzato.

Viene inoltre chiesto di approfondire la vicenda della trinciatura, le modalità di sostituzione delle fallanze, la corrispondenza tra lavorazioni e somme contabilizzate, l’eventuale applicazione delle tutele contrattuali e la correttezza dei dati utilizzati per monitoraggio e rendicontazione del progetto PNRR.

Infine, agli organismi destinatari viene richiesto di verificare l’eventuale esistenza di un pregiudizio economico per le risorse pubbliche, individuandone eventualmente cause e responsabilità soltanto dopo gli accertamenti.

Non è quindi un esposto che presenta conclusioni già scritte. È una richiesta formale affinché Corte dei conti, Guardia di Finanza e amministrazioni interessate analizzino il fascicolo e stabiliscano se le criticità descritte abbiano avuto conseguenze amministrative, economiche o contabili.

Pineta Acque Rosse, ora la parola passa agli enti competenti

La vicenda della Pineta Acque Rosse entra così in una nuova fase.

Per mesi il dibattito si era concentrato sulle immagini delle giovani piante apparentemente secche e sulle condizioni visibili dell’area. L’accesso agli atti effettuato da Conforzi e il successivo esposto spostano ora l’attenzione sulla ricostruzione amministrativa dell’intervento: quali attività siano state eseguite, quali contestazioni siano state formalizzate, quali sostituzioni siano state effettuate e come siano state tutelate le risorse del PNRR.

La vicenda si inserisce inoltre in un percorso più ampio seguito nel tempo da Il Marforio sulle condizioni della Riserva del Litorale Romano e della Pineta Acque Rosse, dove già durante le prime fasi della riforestazione erano emerse altre criticità territoriali, come raccontato nell’approfondimento dedicato alla riforestazione e alla presenza delle tendopoli all’interno della Pineta Acque Rosse.

Il Marforio non pubblica integralmente in questa sede il fascicolo trasmesso al consigliere. I dati e gli elementi riportati nell’articolo vengono riferiti sulla base di quanto Conforzi ha dichiarato di aver riscontrato nella documentazione ricevuta e di quanto successivamente formalizzato nell’esposto inviato agli organi competenti.

Saranno ora gli eventuali riscontri della Corte dei conti, della Guardia di Finanza, della Città Metropolitana di Roma Capitale e degli altri enti interessati a chiarire se le criticità segnalate abbiano prodotto conseguenze ulteriori e quali iniziative saranno eventualmente adottate.

Il Marforio resta disponibile a ospitare precisazioni e repliche dei soggetti interessati e seguirà gli sviluppi della vicenda.

 

🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie da Ostia in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Focus!

Potrebbero anche interessarti: