Un sopralluogo alla Pineta di Castel Fusano, a Ostia, solleva dubbi sulla riforestazione in corso: piantine secche o scomparse, scarsa manutenzione e numeri che non tornano. Associazioni, operai e politica a confronto.
È una passeggiata nella desolazione il sopralluogo organizzato dall’associazione CURAA all’interno della Pineta di Castel Fusano, nel territorio di Ostia. Un’iniziativa nata per verificare sul campo lo stato delle riforestazioni avviate dal Comune di Roma dopo gli incendi che, dai primi anni Duemila in poi, hanno profondamente segnato uno dei principali polmoni verdi del litorale romano.
Il sopralluogo alla Pineta di Castel Fusano a Ostia
Il sopralluogo si è svolto nel Settore A della pineta, con partenza da via del Circuito, ed è stato organizzato dall’associazione CURAA, guidata dall’attivista Jacopa Stinchelli. All’iniziativa hanno preso parte associazioni ambientaliste, cittadini, giornalisti e rappresentanti istituzionali, con un obiettivo chiaro: verificare lo stato reale delle piantumazioni e il livello di manutenzione a poche settimane dall’avvio degli interventi più recenti.

Cosa contesta l’associazione CURAA
Secondo CURAA, la riforestazione della Pineta di Castel Fusano starebbe già mostrando criticità diffuse. Le principali contestazioni riguardano:
- piantine secche o moribonde a breve distanza dalla messa a dimora;
- stalli vuoti, con pali e teli pacciamanti presenti ma senza più la pianta;
- assenza di manutenzione continuativa;
- mancata bonifica dei terreni in alcune aree;
- precedenti analoghi segnalati alla Pineta delle Acque Rosse.
Le accuse sono nette, ma attribuite: l’associazione parla apertamente di riforestazioni inefficaci, chiedendo maggiore trasparenza su numeri, vivai e controlli.
Cosa abbiamo visto durante il sopralluogo a Ostia
Dal punto di vista giornalistico, ciò che emerge dal sopralluogo è un quadro eterogeneo ma preoccupante. A poche centinaia di metri dall’ingresso di via del Circuito sono visibili le nuove piantumazioni: alberelli molto piccoli, alcuni più bassi di uno smartphone, sorretti da canne e protetti da teli pacciamanti.
In diversi punti, però, la pianta non c’è più: restano il palo e il telo, mentre lo stallo è vuoto. Altrove, gli alberelli appaiono completamente secchi o rovesciati. Durante il sopralluogo sono state notate anche tracce di incendi recenti e cocci di bottiglia, elementi che in estate rappresentano un serio rischio per nuovi roghi.

Le voci dal cantiere: operai, numeri e incongruenze
A rendere il quadro ancora più complesso sono le voci degli operai impegnati nei lavori. Secondo quanto riferito informalmente sul posto, nel quadrante osservato sarebbero in corso circa 2.000 nuove piantumazioni.
Un dato che, confrontato con le cifre comunicate pubblicamente in altre sedi, non sempre coincide. Emergono così alcune domande centrali:
- quante piantine sono state realmente messe a dimora?
- da quali vivai provengono?
- quale manutenzione è prevista nel medio periodo?
Numeri diversi, racconti diversi, ma un risultato visibile sul campo che solleva interrogativi legittimi.
Le aree piantumate nel 2024: il nodo manutenzione
Non meglio appare la situazione nelle aree piantumate nel 2024, visibili a ridosso di via del Circuito. Superata una zona transennata, si incontrano alberelli più grandi rispetto a quelli del 2026, ma tutti completamente secchi e bisognosi d’acqua.
Secondo quanto riferito dai presenti, da tempo non si vedrebbero tecnici dedicati alla manutenzione ordinaria. Un elemento che sposta il focus dal semplice “piantare alberi” alla cura nel tempo del patrimonio verde.
La posizione politica: Fratelli d’Italia e la richiesta di trasparenza
La vicenda ha attirato anche l’attenzione della politica. Al sopralluogo erano presenti Piergiorgio Benvenuti e Giuseppe Conforzi (Capogruppo in X Municipio di Roma Capitale) per Fratelli d’Italia. Per la Lega, presente il consigliere comunale Fabrizio Santori.
Gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno parlato apertamente di disastro ambientale, citando segni di incendi pregressi, sottobosco non bonificato, diffusione della cocciniglia tartaruga e ripiantumazioni ritenute inadeguate.
A livello capitolino, Federico Rocca, presidente della Commissione Trasparenza, ha annunciato la possibile convocazione di una Commissione per verificare qualità degli interventi, congruità economica e prospettive di recupero.
Perché, secondo Jacopa Stinchelli, la riforestazione è destinata a fallire
Durante il sopralluogo, Jacopa Stinchelli ha spiegato perché, a suo giudizio, l’attuale modello di riforestazione sia destinato al fallimento:
- assenza di vivai in grado di fornire milioni di piante sane;
- tempi lunghi necessari alla crescita di un albero;
- deficit arboreo già esistente a Ostia e a Roma;
- fallimento documentato di precedenti riforestazioni massive.
L’alternativa proposta punta a salvare gli alberi adulti ancora presenti, ricorrere alle endoterapie, affidare gli interventi a vivaisti certificati e aumentare la sorveglianza.
Ostia e il ruolo del Comune di Roma: cosa fare ora
Alla luce di quanto osservato, il Comune di Roma potrebbe chiarire numeri e provenienza delle piantine, rendere pubblici i piani di manutenzione, avviare verifiche indipendenti sugli interventi e rivedere la strategia, puntando sulla cura del patrimonio esistente.
Questo articolo non emette sentenze, ma pone domande fondate che, dopo quanto visto sul campo a Ostia, meritano risposte chiare.


