Immagine illustrativa di una discarica abusiva con rifiuti, terreno bruciato e area delimitata, a corredo dell'articolo su Fonte Laurentina.

Fonte Laurentina, rifiuti interrati: la rimozione resta senza data

Dopo l’incontro convocato dalla Prefettura, il Comitato di Quartiere di Fonte Laurentina ricostruisce l’iter per intervenire nell’area incendiata a luglio. Chieste analisi dei terreni di scuole e parchi.

A Fonte Laurentina, nel IX Municipio di Roma, la rimozione dei rifiuti presenti nell’area colpita dall’incendio del 26 luglio 2026 non ha ancora una data certa. È il principale elemento emerso dal resoconto diffuso dal Comitato di Quartiere Fonte Laurentina dopo la riunione istituzionale del 3 novembre, convocata dalla Prefettura per fare il punto sugli interventi necessari lungo via Laurentina, nei pressi del Grande Raccordo Anulare. Al centro dell’incontro, secondo il Comitato, le procedure per rimuovere i materiali, accertarne la natura e verificare l’eventuale contaminazione del terreno e delle acque sotterranee.

Alla riunione, riferiscono i rappresentanti dei residenti, hanno partecipato amministrazioni locali e nazionali, organismi di controllo ambientale e forze dell’ordine. Per il Comitato erano presenti Massimiliano Coppola, presidente della Commissione Ambiente, e Patrizio Minotti, segretario. La priorità condivisa sarebbe procedere alla rimozione, ma autorizzazioni, adempimenti a carico dei soggetti individuati e accertamenti tecnici rendono oggi impossibile fissare l’inizio dei lavori.

Fonte Laurentina, un’area con rifiuti anche nel sottosuolo

Le dimensioni del problema, secondo quanto riportato dal Comitato sulla base delle informazioni ricevute durante l’incontro, sarebbero considerevoli. La zona interessata dalla discarica abusiva viene indicata in circa 12 ettari, con rifiuti che raggiungerebbero profondità di diversi metri. Sono stime che richiedono una delimitazione tecnica precisa: l’estensione del terreno percorso dall’incendio non coincide necessariamente con quella dei depositi interrati.

Nel resoconto si riferisce che la Polizia Locale avrebbe descritto come «immane» la quantità di materiali presenti. Un dato di fondo trova comunque conferma in una fonte istituzionale: il 6 agosto ARPA Lazio, durante un sopralluogo con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, segnalò una notevole quantità di rifiuti, anche interrati, nell’area del rogo. Restano da determinare con analisi e rilievi la loro composizione, il volume effettivo e la pericolosità.

Rimozione dei rifiuti a Fonte Laurentina: perché non c’è ancora una data

Secondo il Comitato, sono stati individuati quattro soggetti destinatari dei primi provvedimenti relativi ai terreni. Uno avrebbe manifestato la disponibilità a rimuovere i rifiuti dalla propria porzione di area, mentre due società avrebbero chiesto di conoscere integralmente gli accertamenti condotti da Roma Capitale prima di intervenire. Essere destinatari di una diffida, va precisato, non significa essere stati riconosciuti autori degli abbandoni illegali.

Il percorso amministrativo illustrato dal Comitato prevede un preavviso di rimozione con un termine indicativo di trenta giorni a partire dal 27 ottobre. Successivamente dovrebbe intervenire un’ordinanza rivolta ai soggetti obbligati. Il resoconto indica inoltre un termine di sessanta giorni collegato al dissequestro dell’area per l’avvio delle attività, non alla sola notifica dell’ordinanza. La disponibilità della Procura a consentire il dissequestro, riferita durante l’incontro, dovrà tradursi nel relativo provvedimento formale.

Dal dissequestro al piano di intervento

Prima dei lavori occorrerà inoltre predisporre un piano di rimozione da sottoporre, secondo la ricostruzione del Comitato, alla Conferenza dei Servizi. In caso di mancato intervento dei soggetti obbligati, Roma Capitale potrebbe procedere in via sostitutiva, anticipando le spese e cercando poi di recuperarle nei confronti dei responsabili secondo le procedure previste.

Si tratta dunque di passaggi distinti, dai quali non è possibile ricavare una data di avvio del cantiere. Anche le comunicazioni precedenti richiedono un chiarimento: nel verbale del Comitato del 26 ottobre si indicava il 16 ottobre come data di avvio della procedura di diffida; il nuovo resoconto richiama il 27 ottobre come riferimento per il preavviso. Le due indicazioni potrebbero riguardare fasi differenti, ma occorrono gli atti amministrativi per ricostruire con certezza le decorrenze.

Terreni e falde, cosa manca per valutare l’eventuale contaminazione

La rimozione non esaurirebbe il percorso ambientale. I materiali dovranno prima essere caratterizzati, cioè identificati per tipologia e proprietà, in modo da stabilire le corrette modalità di gestione e smaltimento. Successivamente saranno necessarie, secondo la sequenza illustrata dal Comitato, analisi dei suoli e delle acque di falda per individuare eventuali contaminazioni.

Il resoconto attribuisce a Ministero dell’Ambiente e ISPRA una posizione netta: senza dati analitici adeguati non è possibile quantificare un eventuale danno ambientale né valutarne le conseguenze, anche ai fini delle risorse necessarie. L’eventuale bonifica andrebbe definita sulla base dei risultati e del superamento delle soglie previste dalla normativa. L’assenza di dati, però, non equivale né a una contaminazione accertata né alla prova che il terreno sia privo di sostanze nocive.

Il Comitato sollecita tempi rapidi anche in vista delle piogge invernali, richiamando la necessità di limitare possibili dispersioni di inquinanti. Già in agosto Il Marforio aveva raccontato la richiesta di chiarimenti del Ministero sull’eventuale danno ambientale, che non costituiva un accertamento di danno già avvenuto.

Scuole e parchi di Fonte Laurentina, chieste nuove analisi

Un capitolo specifico riguarda i luoghi frequentati ogni giorno dai residenti. Massimiliano Coppola ha chiesto controlli sui terreni di scuole e parchi del quartiere, una richiesta che il Comitato sostiene da mesi. Secondo il resoconto, ARPA Lazio avrebbe dichiarato la propria disponibilità a svolgere le analisi, pur non considerandole strettamente necessarie, a condizione di ricevere una richiesta formale dal Comune.

Il Dipartimento Rifiuti di Roma Capitale avrebbe giudicato utile l’approfondimento, mentre la presidente del Municipio IX, Titti Di Salvo, sentita successivamente, si sarebbe impegnata a sollecitare il coordinamento con gli uffici comunali. Non risulta però, sulla base del materiale fornito, un calendario già stabilito per i campionamenti. La richiesta di verifiche preventive non deve essere interpretata come conferma di una contaminazione nei cortili scolastici o nelle aree verdi.

Dal rogo di luglio alle fumarole di ottobre

L’emergenza nasce con l’incendio del 26 luglio nell’area tra via Laurentina, Vallerano e il Raccordo. Nei giorni successivi ARPA Lazio avviò il monitoraggio dell’aria, ricercando sostanze come diossine, idrocarburi policiclici aromatici e PCB. Il Marforio aveva approfondito i primi risultati sulle diossine, distinguendo le concentrazioni rilevate dalle valutazioni sanitarie.

Ad agosto erano stati segnalati ancora focolai residui nel sottosuolo e l’attesa per una centralina fissa di monitoraggio. Più recentemente, il 5 ottobre, i residenti avevano documentato nuove fumarole nell’area già incendiata: immagini che mostrano emissioni visibili dal terreno, senza permettere di determinarne la composizione o l’origine esatta.

Fonte Laurentina, le prossime decisioni attese

A oltre tre mesi dal rogo, il punto decisivo passa dalla gestione dell’emergenza alla definizione degli interventi sul sito. Servono provvedimenti formali, un piano operativo e risultati analitici che chiariscano quali rifiuti siano presenti e se il suolo e le falde abbiano subito contaminazioni.

Per i residenti, la domanda più immediata resta quando inizierà la rimozione. Il Comitato riferisce un impegno delle istituzioni a procedere rapidamente, ma non una scadenza verificabile per l’avvio dei lavori. Saranno gli atti successivi, il dissequestro e la programmazione tecnica a indicare quando l’intervento potrà passare dalle procedure al terreno.

 

🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie dal IX Municipio in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Focus!

Potrebbero anche interessarti: