Fumarola dal terreno a Fonte Laurentina, fumo visibile nell’area interessata dal rogo

Fonte Laurentina, nuove fumarole dopo il rogo: Vigili del Fuoco sul posto e residenti preoccupati

A Fonte Laurentina tornano le fumarole dal terreno a oltre due mesi dall’incendio di luglio. Nuove immagini documentano il fumo, mentre i residenti chiedono chiarimenti su aria, scuole e bonifica.

A Fonte Laurentina tornano le fumarole dopo il vasto incendio che da fine luglio ha interessato il quadrante della Laurentina, tra Vallerano e il Grande Raccordo Anulare. Nella mattinata di lunedì 5 ottobre 2026 alcuni residenti hanno segnalato nuove fuoriuscite di fumo dal terreno e un forte odore acre; sul posto, secondo quanto riferito dal Comitato di Quartiere Fonte Laurentina, sono intervenute squadre dei Vigili del Fuoco. Le immagini girate nella stessa mattinata e messe a disposizione del Marforio documentano fumo che emerge da più punti dell’area.

A rilanciare l’allarme è Massimiliano Coppola, presidente della Commissione Ambiente del Comitato di Quartiere Fonte Laurentina. Coppola riferisce che i cittadini avrebbero censito quattro punti interessati dalle fumarole e collega il nuovo episodio alle conseguenze del rogo del 26 luglio. La segnalazione arriva a oltre due mesi dall’inizio dell’emergenza, mentre restano aperti gli accertamenti sulla presenza di rifiuti interrati e sugli interventi necessari per la bonifica.

Fonte Laurentina, nuove fumarole: cosa mostrano i video del 5 ottobre

I tre video acquisiti dal Marforio sono stati realizzati lunedì 5 ottobre. In una delle riprese il fumo appare uscire direttamente da una cavità nel terreno; nelle altre immagini si vede una colonna più diffusa levarsi tra vegetazione e sterpaglie. I filmati documentano quindi la presenza visibile di emissioni dal suolo, ma non consentono, da soli, di stabilirne la composizione chimica né la causa precisa.

Coppola parla di una prosecuzione dei fenomeni di combustione sotterranea e sostiene che l’area continui a produrre fumi legati ai materiali presenti nel sottosuolo. La natura delle sostanze coinvolte, l’estensione dei focolai e l’eventuale impatto sulla qualità dell’aria a Fonte Laurentina richiedono però riscontri da parte degli organismi competenti.

Fonte Laurentina, i residenti segnalano odore acre e sintomi

Secondo Coppola, nella zona sarebbe stato percepito un forte odore acre. Il presidente della Commissione Ambiente del Comitato riferisce inoltre che diversi residenti avrebbero lamentato mal di gola, abbassamento della voce e mal di testa. Si tratta di sintomi riportati dai cittadini e non, allo stato delle informazioni disponibili, di effetti sanitari la cui causa sia stata accertata e collegata alle fumarole.

La preoccupazione riguarda anche le scuole di Fonte Laurentina. Coppola sottolinea che il problema viene avvertito durante l’orario scolastico e chiede che la situazione venga affrontata tenendo conto della presenza di bambini e famiglie. Il nodo non è quindi soltanto la ricomparsa del fumo, ma anche la necessità di capire se siano necessari nuovi controlli ambientali e quali indicazioni debbano essere fornite alla popolazione.

Dal rogo di luglio ai focolai nel sottosuolo

La vicenda si inserisce nel dossier aperto con l’incendio del 26 luglio nell’area all’intersezione tra via Laurentina e il Grande Raccordo Anulare. ARPA Lazio aveva riferito che il rogo aveva coinvolto anche una porzione di terreno con possibile presenza di rifiuti interrati, avviando monitoraggi su diossine, IPA e PCB. Nei giorni successivi il fuoco aveva ripreso vigore e il monitoraggio dell’aria era stato riattivato su richiesta dei Vigili del Fuoco.

Il Marforio aveva seguito la vicenda anche durante la fase in cui nell’area risultavano ancora presenti focolai residui nel sottosuolo e proseguiva il presidio dei Vigili del Fuoco, mentre il Municipio IX attendeva il riscontro di ARPA Lazio sulla richiesta di una centralina fissa per il monitoraggio della qualità dell’aria. In quell’occasione avevamo raccontato la presenza dei focolai ancora attivi e l’attesa per una centralina fissa.

A inizio agosto era intervenuto anche il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, chiedendo agli enti competenti chiarimenti sull’eventuale presenza di un danno o di una minaccia di danno ambientale. La richiesta seguiva le segnalazioni arrivate dal territorio e il sopralluogo della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Il Marforio aveva approfondito anche la richiesta di chiarimenti avanzata dal Ministero sul possibile danno ambientale.

I dati ARPA e la fase dichiarata conclusa ad agosto

ARPA Lazio aveva rilevato nel primo campione raccolto tra il 27 e il 28 luglio una concentrazione di diossine pari a 0,39 pg/m³; nei campionamenti successivi i valori erano scesi. L’Agenzia aveva poi concluso quella fase di monitoraggio dopo la riduzione delle diossine entro i valori di riferimento richiamati nei propri documenti.

Il 17 agosto i Vigili del Fuoco avevano dichiarato conclusa la fase dell’emergenza. Il 2 settembre la presidente del Municipio IX Titti Di Salvo e il vicepresidente e assessore all’Ambiente Augusto Gregori avevano affermato pubblicamente che «l’emergenza è finita» e che si entrava nella fase della bonifica e dell’accertamento delle responsabilità, precisando di essersi basati sulle valutazioni degli organismi tecnici e sanitari. La nuova denuncia del 5 ottobre viene letta invece da Coppola come la prova che le criticità non possano essere considerate superate.

Rifiuti interrati e Commissione Ecomafie: l’indagine sulla Laurentina

Nel frattempo la vicenda ha assunto anche una dimensione parlamentare. Il 17 settembre la Commissione Ecomafie ha aperto un filone di indagine sull’area della Laurentina compresa tra Vallerano, Fonte Laurentina e il GRA. Dopo il sopralluogo di agosto erano stati segnalati rifiuti interrati e stratificati e combustioni ancora presenti nel sottosuolo. Relatore dell’indagine è il senatore Andrea De Priamo.

Già il 6 agosto ARPA Lazio aveva riferito ufficialmente che l’area interessata dall’incendio era caratterizzata dalla presenza di una notevole quantità di rifiuti, anche interrati. Il tema della bonifica resta quindi centrale: occorre definire natura, perimetro e condizioni dei materiali presenti nel sottosuolo e stabilire quali interventi siano necessari per mettere definitivamente in sicurezza il sito.

Il Marforio aveva inoltre seguito gli accertamenti sull’eventuale presenza di amianto nell’aria. Il 18 agosto i primi riscontri comunicati al Comitato dopo campionamenti in sette postazioni tra Fonte Laurentina, Vallerano ed Eur Papillo erano risultati negativi, pur in attesa allora dei verbali ufficiali. Un dato da distinguere dalle verifiche sui terreni e sui materiali presenti nel sito. Anche i primi riscontri sull’amianto nell’aria erano stati raccontati dal Marforio nel corso dell’emergenza.

Pirolisi e combustione sotterranea: l’ipotesi indicata dal Comitato

Nel nuovo intervento Coppola riconduce le fumarole a un processo di decomposizione e combustione dei rifiuti nel sottosuolo, richiamando il fenomeno della pirolisi. Si tratta, tuttavia, di una spiegazione tecnica proposta dal rappresentante del Comitato e non di una diagnosi formulata, per l’episodio del 5 ottobre, da ARPA Lazio o dai Vigili del Fuoco. La definizione delle cause delle nuove fumarole deve quindi restare affidata agli accertamenti tecnici.

Coppola ha annunciato anche l’organizzazione di un’azione collettiva, definita dal Comitato come “class action”, per eventuali danni alla salute e ai beni. Anche su questo fronte saranno gli eventuali sviluppi legali e gli accertamenti sanitari a stabilire la sussistenza dei presupposti e dei danni lamentati.

Fonte Laurentina, cosa resta da chiarire dopo le nuove fumarole

Le immagini del 5 ottobre riaprono una serie di domande che interessano direttamente Fonte Laurentina e l’intero quadrante della Laurentina. Occorre capire quale sia l’origine delle nuove fuoriuscite di fumo, se siano ancora presenti punti di combustione nel sottosuolo, quale sia lo stato effettivo della bonifica e se siano necessari nuovi campionamenti dell’aria in prossimità delle abitazioni e delle scuole.

Dopo l’emergenza estiva, i monitoraggi ambientali, il sopralluogo della Commissione Ecomafie e l’avvio dell’indagine parlamentare, il ritorno delle fumarole segnalato dai residenti rappresenta un nuovo elemento che richiede risposte aggiornate. Per il quartiere il passaggio decisivo resta quello già emerso nei mesi scorsi: chiarire cosa stia ancora accadendo nel terreno, quali rischi siano esclusi o ancora da verificare e con quali tempi si intenda arrivare alla completa messa in sicurezza dell’area.

 

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