Auto bruciate sotto le finestre, rifiuti accumulati nelle terrazze condominiali, motorini smontati nei cortili e residenti costretti a pagarsi autonomamente la manutenzione del verde. Torna il viaggio de Il Marforio nelle case Ater di via Carlo Marocchetti ad Acilia, dove i cittadini denunciano mesi di abbandono e temono che il degrado possa trasformarsi in tragedia.
Auto incendiate e degrado: il ritorno nelle case Ater di via Marocchetti
Due automobili incendiate sotto le finestre dei residenti, il forte odore di bruciato ancora nell’aria e la sensazione, sempre più diffusa tra chi vive nel quadrante di San Giorgio di Acilia, che il degrado stia lentamente sfuggendo di mano nelle case Ater. Quando torniamo nelle case popolari di via Carlo Marocchetti, nel X Municipio di Roma Capitale, i cittadini ci accompagnano subito davanti ai resti carbonizzati delle vetture date alle fiamme nella notte tra domenica e lunedì.
Sono circa le 4:30 del mattino del 25 maggio quando, secondo quanto raccontato dai residenti, il fuoco distrugge due mezzi parcheggiati sotto le palazzine che affacciano su piazza Giovanni Segantini. Oggi, nel cortile, rimangono soltanto gli scheletri anneriti delle vetture: quella che sembra una Smart a due posti completamente distrutta e una Fiat Panda rossa con la parte anteriore squagliata dal calore delle fiamme.
È da qui che riparte il viaggio de Il Marforio dentro il complesso Ater di via Marocchetti, già finito al centro delle cronache locali nelle scorse settimane per le infiltrazioni d’acqua e la presenza di muffa negli appartamenti degli anziani.
Il precedente caso della muffa negli appartamenti degli anziani
Soltanto pochi giorni fa eravamo entrati negli stessi stabili per raccontare le condizioni critiche di alcuni alloggi popolari, dove anziani residenti denunciavano la presenza di muffa nera, soffitti impregnati d’acqua e umidità diffusa nelle abitazioni. Una situazione che aveva fatto emergere forti preoccupazioni sul piano sanitario e della manutenzione ordinaria degli edifici Ater.
Oggi, però, il quadro che emerge andando oltre i singoli appartamenti appare ancora più ampio e complesso. Se dentro le case i cittadini parlano di infiltrazioni e condensa, all’esterno gli spazi comuni sembrano raccontare un progressivo deterioramento del decoro urbano e della sicurezza.
Passeggiando tra le palazzine dei civici 6 e 12 di via Carlo Marocchetti, i residenti indicano aree lasciate in stato di abbandono, vecchi cantieri mai completati, erba alta, rifiuti accumulati nei cortili e persino mezzi smontati nascosti nelle zone meno visibili del comprensorio.
Il senso dominante tra gli abitanti è quello di una crescente solitudine istituzionale.
Ater, residenti costretti a pagarsi da soli la manutenzione del verde
Uno dei temi più sentiti dagli abitanti riguarda la gestione del verde nelle aree comuni delle case Ater. Secondo quanto raccontano diversi residenti, da circa sei mesi la cooperativa che si occupava della manutenzione non opererebbe più all’interno del complesso.
Una situazione che, spiegano gli inquilini, avrebbe costretto molti condomini a organizzarsi autonomamente pur di evitare che il degrado prendesse definitivamente il sopravvento.
“Ci autotassiamo per mantenere un minimo di decoro”
“Oggi ci autotassiamo dieci euro al mese per tagliare l’erba e mantenere un minimo di pulizia”, racconta una residente indicando il cortile sotto le finestre della propria scala.
Una scena che ricorda molto da vicino quanto già documentato nelle scorse settimane nelle case Ater di via della Martinica a Ostia, dove alcuni cittadini avevano denunciato di pagare regolarmente le quote relative alla manutenzione del verde pur dovendo poi intervenire autonomamente per ripulire gli spazi comuni.
Anche ad Acilia il problema sembra ripetersi con dinamiche analoghe. In diversi punti del complesso di via Marocchetti, soprattutto oltre via di Saponara, il verde appare lasciato a sé stesso nonostante gli sforzi di alcuni abitanti.
Un’anziana residente mostra gli alberi cresciuti davanti alle finestre della sua abitazione: “Il giardino del cortile lo sto gestendo praticamente da sola. Piano piano sto cercando di tagliare l’erba incolta, ma oggi abbiamo il problema dei rami che entrano dentro le finestre. Non passa più la luce e siamo costretti a tenere le serrande abbassate”.
Le sue parole fotografano bene il clima che si respira nel complesso Ater: cittadini che cercano di preservare un minimo di normalità all’interno di spazi che, secondo loro, starebbero progressivamente perdendo manutenzione e controllo.
Motorini smontati, rifiuti e paura incendi nei cortili delle case popolari
Proseguendo nel sopralluogo, i residenti mostrano uno degli aspetti che più li preoccupa. Dietro la scala “E” del civico 12, alcune aree interne del cortile sarebbero diventate nel tempo un punto dove si accumulano motociclette smontate, pezzi di veicoli e rifiuti di vario genere.
Tra l’erba alta e le zone meno illuminate si intravedono componenti meccaniche, carcasse di mezzi e materiali abbandonati. Alcuni residenti parlano di motocicli “di dubbia provenienza”, mentre altri raccontano di incendi e roghi avvenuti negli ultimi mesi all’interno o nei pressi del comprensorio.
Il quadro, secondo chi vive quotidianamente queste palazzine, starebbe generando una crescente percezione di insicurezza.
Il rogo vicino alle centraline del carburante delle caldaie
Davanti all’ingresso della scala “E”, una residente ricorda un episodio che avrebbe particolarmente spaventato gli abitanti dello stabile.
“Qui a settembre dello scorso anno hanno bruciato dei rifiuti nel cortile. Abbiamo avuto paura perché vicino ci sono le centraline del carburante che servono per le caldaie”, racconta indicando l’area dove sarebbe avvenuto il rogo.
Un’altra donna, che vive a piano terra, aggiunge: “Con la finestra che affacciava verso l’incendio, in casa mia è entrato tantissimo fumo. In quel momento ho avuto davvero paura di perdere la vita”.
Racconti che restituiscono la dimensione emotiva del problema. Non si tratta soltanto di decoro urbano o manutenzione assente, ma anche della paura che episodi di incuria e degrado possano trasformarsi in situazioni potenzialmente pericolose per gli stessi residenti.
Nel frattempo, in un’altra parte del comprensorio, alcuni cittadini mostrano un’area transennata da circa tre anni a causa di problemi legati a una grondaia. All’interno della zona delimitata sarebbero ancora presenti pezzi di calcinacci e materiali mai rimossi.
“Da tempo nessuno viene a controllare”, spiegano due donne della scala “O”. “Noi abbiamo iniziato a usare parte dei soldi della retta condominiale per fare piccoli lavori di manutenzione e cercare di mantenere un po’ di decoro”.
Ater, la terrazza condominiale trasformata in una discarica abusiva
Il punto più critico del sopralluogo, però, arriva salendo verso la terrazza condominiale della scala “E”.
Già lungo i pianerottoli compaiono sacchi, materiali abbandonati e perfino bombole del gas lasciate nelle aree comuni. Ma è all’ultimo piano che, secondo i residenti, la situazione avrebbe raggiunto livelli ormai fuori controllo.
Dietro la porta della terrazza si apre infatti quella che gli abitanti definiscono una vera e propria discarica abusiva.
Tra i rifiuti si distinguono vecchi oggetti elettronici, materiali per l’edilizia, componenti metallici e altri materiali accumulati nel tempo. I residenti parlano anche della presenza periodica di oggetti che definiscono “di dubbia provenienza”, pur sottolineando di aver già effettuato segnalazioni alle autorità competenti e ad Ater.
“Temiamo problemi strutturali e possibili crolli”
La preoccupazione maggiore, però, riguarda il peso crescente dei materiali accumulati sulla terrazza.
“Qui ogni settimana troviamo nuovi oggetti e nuovi rifiuti. Oltre al problema igienico, abbiamo paura per la tenuta della struttura”, spiegano alcuni residenti dello stabile.
Secondo quanto raccontano gli abitanti, il timore è che l’accumulo continuo di materiali possa peggiorare le condizioni di solai e strutture già considerate precarie da chi vive nel palazzo.
“Se continua così, temiamo che prima o poi possa accadere qualcosa di grave”, raccontano indicando la quantità di materiali presenti nell’area comune.
Nel frattempo, i residenti lamentano anche la presenza di topi e condizioni igieniche che, con l’arrivo del caldo estivo, potrebbero ulteriormente peggiorare.
Il senso di abbandono nelle case Ater di Acilia
Quello che emerge dal sopralluogo nelle case Ater di via Carlo Marocchetti è soprattutto un forte senso di abbandono. Molti residenti spiegano di vivere nel quartiere da oltre cinquant’anni e di non ricordare una situazione simile sul piano del degrado e della manutenzione.
Le segnalazioni inviate ad Ater, secondo quanto riferito dagli abitanti, non avrebbero ancora portato a interventi risolutivi. Nel frattempo, i cittadini cercano di gestire autonomamente le emergenze quotidiane: dal taglio dell’erba alla pulizia dei cortili, fino ai piccoli lavori di manutenzione nelle aree comuni.
Ma dietro gli interventi improvvisati dei residenti si nasconde soprattutto la paura che il quadro possa ulteriormente peggiorare.
Perché nelle case popolari di Acilia il problema, ormai, non sembra riguardare soltanto il decoro urbano. Tra auto incendiate, rifiuti accumulati, aree lasciate senza manutenzione e cittadini costretti a organizzarsi da soli, cresce il timore che l’assenza di interventi strutturali possa trasformare il degrado in un’emergenza ancora più seria.
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