Le testimonianze raccolte dal Comitato Pendolari Roma-Ostia riaccendono l’attenzione sul cantiere di via Bepi Romagnoni, ad Acilia Sud. Sullo sfondo il progetto alternativo delle associazioni, il boschetto abbattuto e le verifiche sulle acque meteoriche.
Ad Acilia Sud, nel quadrante di via Bepi Romagnoni vicino alla stazione Acilia Sud-Dragona della Metromare, alcuni residenti segnalano allagamenti in locali situati sotto le abitazioni dopo le piogge dei giorni scorsi. Le testimonianze sono state raccolte dal Comitato Pendolari Roma-Ostia, che venerdì 16 ottobre ha riportato le preoccupazioni degli abitanti in relazione al cantiere del parcheggio P2. Non è accertato, al momento, che l’acqua sia riconducibile ai lavori: mancano riscontri tecnici che permettano di stabilire l’origine degli episodi e l’eventuale rapporto con le opere in corso.
Acilia, cosa segnalano i residenti di via Bepi Romagnoni
La questione riguarda alcuni condomini a ridosso dell’area interessata dal nuovo parcheggio di scambio. Secondo quanto riferito dal Comitato, gli abitanti hanno lamentato problemi nei locali sottostanti alle palazzine e sollevato interrogativi sulle quote del sistema di raccolta delle acque e sugli scarichi fognari. Si tratta di testimonianze indirette, trasmesse all’organizzazione da chi vive nei pressi del cantiere.
Interpellato sulla documentazione disponibile, il Comitato ha precisato di non aver effettuato rilievi o perizie sui livelli idraulici e sulla rete di scarico, ma di aver raccolto le lamentele motivate di alcuni residenti. Una distinzione decisiva: le segnalazioni meritano attenzione, ma da sole non dimostrano difetti del progetto o responsabilità dell’impresa incaricata.
Neppure è possibile, sulla base delle informazioni finora disponibili, definire l’entità degli eventuali danni o stabilire se siano già stati eseguiti sopralluoghi tecnici. La priorità, per gli abitanti, è comprendere perché l’acqua abbia raggiunto quei locali e quali misure possano evitare il ripetersi del problema.
Parcheggio P2 di Acilia: il nodo del drenaggio delle acque
Quali verifiche sulle quote e sugli scarichi?
L’attenzione si concentra sul sistema progettato per raccogliere e smaltire le acque meteoriche in un’area che confina con edifici residenziali. Le quote del terreno, il funzionamento dei collettori e il collegamento con gli scarichi costituiscono elementi tecnici da valutare insieme: non basta osservare un allagamento per individuare automaticamente la causa.
Diventa quindi rilevante conoscere quali controlli siano stati effettuati prima e durante i lavori, se gli elaborati idraulici corrispondano alle opere effettivamente realizzate e se le ultime piogge abbiano determinato nuovi accertamenti. Eventuali correzioni al sistema di drenaggio avrebbero inoltre implicazioni pratiche sui lavori, ma allo stato attuale non risultano documentati interventi già approvati per risolvere le situazioni segnalate.
Il problema non è formulare una diagnosi a distanza. È capire se le criticità lamentate siano state esaminate dagli uffici competenti e quale quadro tecnico possa essere messo a disposizione di chi risiede accanto all’opera.
Acilia Sud, il progetto alternativo che puntava a salvare il boschetto
La proposta delle associazioni e l’impermeabilizzazione del suolo
Il tema delle acque non compare oggi per la prima volta nel dibattito sul parcheggio P2. Nel novembre 2025, una rete composta da Comitato Pendolari Roma-Ostia, WWF Litorale Laziale, Legambiente Circolo Litorale Romano, Italia Nostra Roma e Comitato di Quartiere Acilia Sud 2000 aveva presentato un progetto alternativo per ridurre l’impatto ambientale dell’intervento.
La relazione tecnica, redatta dall’architetto Franco Pirone per il Comitato Pendolari e pubblicata dal WWF, proponeva di concentrare la riorganizzazione sull’area di sosta esistente, senza occupare circa 2.500 metri quadrati di verde adiacente. Secondo i promotori, la soluzione avrebbe consentito di evitare abbattimenti e di limitare l’impermeabilizzazione del suolo, semplificando anche le opere necessarie per rispettare il principio dell’invarianza idraulica.
Nel documento si ipotizzavano 154 posti auto, compresi sei riservati alle persone con disabilità, oltre a spazi per moto e biciclette. Sono dati riferiti a quella specifica proposta, e non al progetto comunale effettivamente adottato. Il Marforio aveva già raccontato la proposta delle cinque realtà civiche.
Il richiamo è pertinente, ma non costituisce una prova che la diversa soluzione progettuale avrebbe evitato gli allagamenti segnalati: per sostenerlo occorrerebbe un confronto tecnico fra le opere previste, quelle eseguite e le effettive cause degli episodi.
Dalle obiezioni al taglio degli alberi
Dopo il confronto del 21 novembre 2025 con l’amministrazione capitolina, le associazioni avevano riferito che la proposta alternativa non sarebbe stata accolta. Il Marforio ricostruì allora le ragioni comunicate ai comitati e la richiesta di vigilanza sul cantiere.
Nell’aprile 2026, un video registrato dai residenti mostrò gli alberi abbattuti lungo via Bepi Romagnoni. A giugno, nuove immagini documentarono la trasformazione dell’area e le condizioni di alcune alberature spostate, apparentemente in sofferenza: una situazione descritta nel nostro approfondimento sul boschetto e sui lavori del P2. Anche allora era necessaria una verifica specialistica prima di attribuire alle piante danni irreversibili.
Fondi e tempi: cosa indica Roma Capitale per Acilia Sud
Il parcheggio P2 fa parte dell’intervento di potenziamento dell’accessibilità alla stazione insieme al P1. La scheda ufficiale di Roma Capitale attribuisce al progetto complessivo 4.354.500 euro, di cui due milioni provenienti dalle risorse giubilari e 2.354.500 euro dal bilancio capitolino. Non si tratta dunque di una somma destinata esclusivamente al cantiere di via Bepi Romagnoni.
La medesima scheda riporta ancora una fine lavori prevista nel terzo trimestre del 2026, mentre l’intervento risulta indicato come in corso. La distanza fra questa previsione e lo stato riportato rende utile un aggiornamento pubblico delle scadenze effettive. Sarebbe inoltre importante chiarire se le segnalazioni ricevute dagli abitanti abbiano prodotto verifiche, modifiche operative o conseguenze sul cronoprogramma.
Il confronto con i comitati e le questioni ancora aperte
Nel comunicato del 16 ottobre, il Comitato Pendolari torna anche sul monitoraggio del cantiere. L’organizzazione richiama gli incontri tenuti con l’Assessorato capitolino ai Lavori Pubblici, guidato da Ornella Segnalini, e la richiesta di un tavolo di confronto stabile, insieme alla possibilità di consultare la documentazione contrattuale.
Secondo i pendolari, quegli impegni non avrebbero ancora avuto il seguito auspicato. Resta così da comprendere quale percorso amministrativo sia stato avviato, quali informazioni siano state rese accessibili alle associazioni e quali verifiche accompagnino oggi l’avanzamento dell’opera.
Acilia attende un parcheggio utile a chi raggiunge la Metromare in automobile; i residenti, però, chiedono di poter vivere accanto al cantiere senza nuove preoccupazioni. Fra le testimonianze sugli allagamenti e la documentazione progettuale esiste, per ora, uno spazio che soltanto accertamenti puntuali possono colmare. Trasparenza sulle verifiche, sicurezza per le abitazioni e tempi chiari sono gli elementi da cui dipenderà la fiducia dei cittadini nel completamento dell’intervento.
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1 commento su “Acilia, allagamenti segnalati vicino al parcheggio P2: i dubbi dei residenti”
Il progetto che abbiamo redatto è stato respinto con la scusa che, trattandosi di un parcheggio di scambio (secondo loro naturalmente) l’autobus non poteva attraversarlo ma doveva passare su una strada dedicata. cioè un autobus che passa ogni 20 minuti e viene da una strada trafficata (via lilloni) non poteva attraversare un parcheggio dove c’è una strada larga 7 m per farlo passare. È chiaramente una scusa per non dover dire: abbiamo appaltato già un lavoro che costa il doppio rispetto al vostro progetto, non possiamo mica tornare indietro…. Con il nostro progetto, i soldi che si risparmiavano potevano essere in parte investiti in un sistema di drenaggio delle acque anche più profondo per scendere sotto il livello dei box. per ultimo il tavolo di monitoraggio era una presa in giro perché non avevamo ne’ il progetto esecutivo né contatti diretti con la direzione lavori.