Area del cantiere del parcheggio P2 ad Acilia Sud in via Bepi Romagnoni con alberi traslati in sofferenza

Acilia Sud, boschetto abbattuto per il parcheggio P2: cantiere fermo e alberi in sofferenza

Ad Acilia Sud il cantiere del parcheggio P2 davanti alla stazione della Metromare riaccende la polemica: dopo l’abbattimento del boschetto in via Bepi Romagnoni, i lavori sembrano fermi e alcuni alberi traslati appaiono in sofferenza.

Acilia Sud, boschetto abbattuto per il parcheggio P2: il mistero sul cantiere fermo da più di un mese

Davanti alla stazione di Acilia Sud, in via Bepi Romagnoni, il paesaggio è cambiato in pochi mesi. Dove fino a poco tempo fa c’era un piccolo boschetto davanti alle palazzine e a ridosso della fermata della Metromare, oggi si vedono recinzioni di cantiere, terreno spianato, una pista sterrata, cumuli di detriti, blocchi di cemento, ramaglie accatastate e alberature che, almeno dalle immagini inviate dai cittadini, appaiono in evidente sofferenza.

È il nuovo capitolo della vicenda legata al parcheggio P2 di Acilia Sud, l’opera pensata come parcheggio di scambio per i pendolari della ex Roma-Lido. Un progetto che, sulla carta, ha una funzione pubblica chiara: permettere a chi arriva in auto di lasciare il mezzo nei pressi della stazione e proseguire verso Roma o verso Ostia con il trasporto pubblico. Ma il modo in cui si è arrivati all’apertura del cantiere continua a far discutere residenti, comitati e politica locale.

Il punto non è soltanto la realizzazione del parcheggio. Il nodo, per chi vive nella zona, è il prezzo ambientale pagato da via Bepi Romagnoni: un boschetto quasi cancellato, alberi abbattuti, alcune piante traslate di pochi metri e un cantiere che, secondo quanto riferito dai cittadini, risulterebbe fermo da circa un mese e mezzo.

Acilia Sud, il cantiere del parcheggio P2 davanti alla stazione

Le nuove foto e il video girato dai residenti mostrano lo stato attuale dell’area interessata dal futuro parcheggio di scambio P2. La zona si trova davanti alla stazione di Acilia Sud, lungo via Bepi Romagnoni, in un quadrante che negli ultimi anni è diventato centrale per il tema della mobilità locale.

Nelle immagini si distinguono le recinzioni di cantiere con la cartellonistica legata agli interventi di Roma Capitale e del Giubileo, l’area interna ormai spianata e una pista sterrata che attraversa il terreno. Ai lati compaiono cumuli di materiale di risulta, calcinacci, terra, blocchi di cemento e ramaglie. Sullo sfondo restano le palazzine residenziali, mentre sul margine più verde dell’area sopravvivono alcune alberature più alte.

Il contrasto visivo è forte. Da una parte c’è l’idea di un’infrastruttura utile ai pendolari della Metromare, dall’altra l’immagine concreta di un pezzo di verde urbano profondamente trasformato. Per i residenti, che avevano già denunciato la situazione nei mesi scorsi, il problema oggi è doppio: il boschetto è stato quasi del tutto sacrificato e, dopo gli interventi più invasivi, il cantiere non sembrerebbe mostrare avanzamenti evidenti.

Acilia Sud, il boschetto abbattuto e la protesta dei residenti

La vicenda non nasce oggi. Il Marforio aveva già raccontato il caso l’11 aprile 2026, con l’articolo dedicato alla denuncia dei residenti su Acilia Sud e sugli abbattimenti nell’area di via Bepi Romagnoni. Già allora il tema era chiaro: il parcheggio P2 veniva presentato come opera funzionale alla stazione, ma la sua realizzazione comportava l’eliminazione di una parte importante del verde presente davanti alle abitazioni.

Per chi vive in quella strada, quel boschetto non era soltanto un insieme di alberi. Era una barriera naturale tra le palazzine, la viabilità e l’area ferroviaria. Era ombra, decoro, mitigazione del caldo, qualità urbana. In una zona già segnata da cantieri, traffico e criticità della mobilità, l’abbattimento delle alberature è stato percepito come una ferita nel quartiere.

Secondo quanto riferito dai cittadini, il cantiere del parcheggio P2 avrebbe portato alla quasi totale cancellazione del piccolo boschetto. Alcuni alberi sarebbero stati spostati di pochi metri, in prossimità di un canale di sfogo vicino alla stazione, tramite la cosiddetta macchina di Norimberga, utilizzata per la traslazione delle alberature. Ma proprio su quelle piante oggi si concentra una nuova preoccupazione.

Le 700 firme con Fare Verde contro il taglio degli alberi

Prima degli abbattimenti, i residenti avevano provato a opporsi. Insieme a Fare Verde e l’attivista Cristina Franchi, sarebbe stata promossa una raccolta firme con circa 700 adesioni per chiedere di salvaguardare il boschetto di via Bepi Romagnoni e rivedere l’intervento sulle alberature.

La mobilitazione, però, non ha impedito la trasformazione dell’area. Ed è proprio questo il passaggio che oggi pesa nel racconto dei cittadini: dopo petizioni, segnalazioni, proteste e richieste di attenzione, il verde è stato comunque ridotto in maniera drastica. E adesso il territorio si ritrova con un cantiere che, secondo le testimonianze raccolte, risulterebbe fermo da settimane.

È qui che la vicenda assume una dimensione più ampia. Non si discute soltanto della necessità di un parcheggio davanti alla stazione, ma del rapporto tra opere pubbliche, tutela ambientale e ascolto dei territori. Perché se il sacrificio del verde viene presentato come necessario per realizzare un’infrastruttura strategica, i cittadini chiedono almeno tempi certi, trasparenza e garanzie sulla compensazione ambientale.

Acilia Sud, gli alberi traslati appaiono secchi: il verdetto nella primavera 2027

Uno degli aspetti più delicati riguarda gli alberi traslati. Nelle immagini inviate dai cittadini, alcune chiome appaiono marroni, secche o comunque in sofferenza. La zona è stata anche evidenziata in una delle foto con un cerchio arancione, proprio per indicare le alberature che destano maggiore preoccupazione.

È necessario mantenere prudenza. Non si può affermare oggi, senza una valutazione tecnica, che quelle piante siano morte. Tuttavia, è legittimo raccontare ciò che le immagini mostrano: diversi alberi sembrano non essere in buone condizioni. L’esito reale della traslazione si potrà comprendere soltanto nella primavera 2027, quando sarà possibile verificare se le alberature torneranno a vegetare oppure se l’intervento non avrà avuto successo.

Per i residenti, questa attesa è carica di amarezza. Il timore è che, dopo aver perso gran parte del boschetto, anche gli alberi salvati attraverso la traslazione possano non sopravvivere. Sarebbe il simbolo di un intervento vissuto come traumatico: prima l’abbattimento, poi lo spostamento di alcune piante, infine l’incertezza sul loro futuro.

Conforzi: “Ha vinto la politica delle motoseghe”

Sulla vicenda interviene anche Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, che già nei mesi scorsi aveva seguito il caso degli alberi di via Bepi Romagnoni.

Secondo Conforzi, nonostante le segnalazioni indirizzate alla Procura della Repubblica, agli enti istituzionali di Roma Capitale e agli organismi dello Stato, su Acilia Sud avrebbe vinto quella che definisce “la politica delle motoseghe”. Una formula dura, che sintetizza la critica politica all’intervento e alla gestione del cantiere.

Per il consigliere, il tema non riguarda soltanto il singolo parcheggio, ma il modello di amministrazione del territorio: opere pubbliche realizzate senza un adeguato equilibrio tra mobilità, ambiente e qualità della vita dei residenti. Una posizione che trova terreno fertile tra chi, in via Bepi Romagnoni, guarda oggi quell’area spianata e si chiede se fosse davvero inevitabile arrivare a questo risultato.

Il nodo politico: un’opera utile, ma a quale prezzo per Acilia Sud?

Il parcheggio P2 di Acilia Sud potrà diventare un servizio importante per i pendolari della Metromare. In un quadrante dove il trasporto pubblico resta decisivo e dove molti cittadini si muovono quotidianamente tra Ostia, Acilia e Roma, un parcheggio di scambio ben progettato può aiutare a ridurre disagi, sosta selvaggia e pressione sulle strade limitrofe.

Ma il punto sollevato dai residenti resta aperto: a quale prezzo? Se per realizzare l’opera è stato necessario abbattere quasi tutto il boschetto di via Bepi Romagnoni, se gli alberi traslati oggi appaiono in sofferenza e se il cantiere risulterebbe fermo da circa un mese e mezzo, allora la domanda pubblica diventa inevitabile.

Quando ripartiranno i lavori? Quali sono i tempi reali per la conclusione del parcheggio? Che destino avranno gli alberi spostati? Sono previste nuove piantumazioni? Come sarà compensato il verde perduto davanti alla stazione di Acilia Sud?

Per ora restano le immagini: recinzioni, terreno spianato, detriti, ramaglie e alberi dall’esito incerto. Il parcheggio P2 potrà anche diventare un’opera utile alla mobilità del quadrante. Ma oggi, in via Bepi Romagnoni, la fotografia è quella di un quartiere che ha perso una parte del suo verde e attende risposte. La primavera 2027 dirà se gli alberi traslati saranno sopravvissuti. Prima ancora, però, i residenti chiedono di sapere quando quell’area tornerà davvero a essere un’opera finita e non il simbolo sospeso di un boschetto cancellato.

 

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