Acilia Sud, cantiere del parcheggio P2 in via Bepi Romagnoni, con recinzioni e cartello del Giubileo 2025.

Acilia Sud, garage a rischio allagamenti: un problema storico

Il sopralluogo di lunedì 19 ottobre con Giuseppe Conforzi in via Bepi Romagnoni raccoglie testimonianze contrastanti. Emergono criticità precedenti al cantiere del parcheggio P2 e nuovi elementi sul deflusso delle acque.

Ad Acilia Sud, il rischio di allagamenti nei garage e nelle cantine delle palazzine di via Bepi Romagnoni torna al centro dell’attenzione dopo il sopralluogo effettuato lunedì 19 ottobre 2026 insieme a Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X. La verifica sul posto, davanti alla stazione Acilia Sud-Dragona della Metromare e accanto al cantiere del parcheggio P2, è seguita alle segnalazioni raccolte dal Comitato Pendolari Roma-Ostia, raccontate da Il Marforio il 17 ottobre. Dal confronto con gli abitanti emerge un elemento decisivo: i problemi con l’acqua sarebbero ben precedenti ai lavori attuali, ma le valutazioni sulla loro gravità non sono uniformi.

Acilia Sud, le testimonianze sui garage e sulle cantine

Alcuni residenti delle palazzine che si affacciano sul cantiere ritengono eccessivamente allarmanti i termini utilizzati nelle prime segnalazioni. Non negano, tuttavia, l’esistenza di difficoltà ricorrenti quando le precipitazioni sono intense. Altri abitanti, soprattutto nelle aree più vicine ai lavori, descrivono invece una situazione ancora molto preoccupante.

Il disagio riguarda principalmente cantine e garage collocati al di sotto del piano stradale. Secondo le testimonianze raccolte, durante gli episodi di maltempo l’acqua può raggiungere i locali interrati, danneggiando mobili e altri beni conservati nelle cantine. In alcune circostanze, riferiscono gli abitanti, le automobili parcheggiate nei garage sarebbero state sommerse, con danni e difficoltà a recuperarle finché l’acqua non si ritira. Non si tratta di episodi documentati durante il sopralluogo del 19 ottobre, ma di situazioni riferite da chi vive negli immobili.

Un problema che, secondo alcuni abitanti, dura da cinquant’anni

Un’altra precisazione cambia la lettura della vicenda. Secondo alcuni interlocutori, gli allagamenti si ripeterebbero da decenni, addirittura da circa cinquant’anni. La durata indicata è una testimonianza e richiede eventuali riscontri storici, ma suggerisce che attribuire l’intero fenomeno al nuovo parcheggio sarebbe improprio.

È proprio questa distinzione a rendere significativo il sopralluogo: il Comitato Pendolari aveva raccolto preoccupazioni concrete, mentre il confronto diretto con più residenti restituisce una realtà meno uniforme. Il problema non si riduce né a un allarme generalizzato né a un semplice disagio trascurabile. Serve distinguere la condizione dei singoli edifici e verificare cosa avvenga quando piove.

Via Bepi Romagnoni, dove scorre l’acqua durante il maltempo

Tra gli elementi emersi c’è la conformazione della strada. In prossimità dell’incrocio con via Amedeo Bocchi, all’inizio di via Bepi Romagnoni, il tratto in discesa favorirebbe, secondo i residenti, un deflusso particolarmente intenso delle acque piovane. Nei temporali, raccontano, la carreggiata può assumere l’aspetto di un corso d’acqua, mentre il flusso attraversa la strada rispetto alla disposizione dei canali di scolo.

Durante la ricognizione sono stati osservati gli sbocchi del sistema di drenaggio verso il canale allacciante del Pantanello, noto anche come canale di Palocco, nell’area compresa tra l’ex boschetto e il deposito degli autobus ATAC. L’osservazione consente di individuare un tratto del percorso delle acque, non di certificare la capacità degli scarichi o l’origine degli allagamenti.

I controlli necessari sul drenaggio

Per chiarire il funzionamento della rete occorrerebbero verifiche sulle quote, sulle pendenze, sullo stato dei collettori e sulla loro capacità durante piogge abbondanti. Andrebbe inoltre valutata la relazione tra il drenaggio esistente e le opere previste dal nuovo parcheggio. In assenza di rilievi idraulici, non è possibile stabilire se gli interventi abbiano peggiorato la situazione oppure se i disagi dipendano esclusivamente da condizioni precedenti.

Acilia Sud, il parcheggio P2 tra mobilità e trasformazione del territorio

Il parcheggio di scambio è destinato a servire gli utenti della Metromare. La sua realizzazione ha però modificato una fascia verde davanti alle abitazioni: ad aprile Il Marforio ha documentato con un video dei residenti l’abbattimento degli alberi, mentre a giugno ha approfondito le condizioni del boschetto e del cantiere P2.

Il confronto sulle acque ha anche un precedente progettuale. Nel novembre 2025 cinque realtà civiche avevano illustrato una proposta alternativa per il parcheggio, sostenendo che una diversa organizzazione degli spazi avrebbe limitato l’impermeabilizzazione del terreno. Questa proposta, tuttavia, non dimostra che una soluzione diversa avrebbe impedito gli allagamenti. Già in una precedente ricostruzione del dibattito sul P2 era emersa l’esigenza di conciliare mobilità, verde e condizioni di vita degli abitanti.

La posizione di Conforzi e le questioni ancora aperte

Nel video registrato sul posto, Giuseppe Conforzi invita a vigilare affinché il cantiere non produca ulteriori problemi alle abitazioni. Il consigliere parla di un possibile «danno idrogeologico» e annuncia verifiche e sollecitazioni per la messa in sicurezza. Critica inoltre la gestione dell’intervento da parte dell’amministrazione capitolina guidata da Roberto Gualtieri e del presidente del Municipio X, Mario Falconi. Si tratta di valutazioni politiche e di preoccupazioni espresse dal capogruppo, non di responsabilità tecniche accertate.

Sul piano istituzionale, il tema della sicurezza idraulica del quadrante non è nuovo: nel luglio 2025 Roma Capitale ha comunicato l’avvio dell’iter per una cassa di espansione alla Madonnetta, finalizzata alla mitigazione del rischio di esondazione del canale Palocco. È un intervento distinto dai garage di via Bepi Romagnoni, che non autorizza a sovrapporre automaticamente i due problemi.

Per i residenti resta una questione concreta: poter utilizzare garage e cantine senza il timore delle conseguenze di ogni temporale e, nel frattempo, conoscere tempi e garanzie del nuovo parcheggio. Il sopralluogo di lunedì aggiunge testimonianze e nuovi elementi sul deflusso delle acque, ma la ricostruzione delle cause richiede ancora accertamenti tecnici. È su questi che si misurerà la possibilità di dare risposte credibili a una criticità che, secondo chi abita nella zona, accompagna Acilia Sud da molto prima dell’apertura del cantiere.

 

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