Aula Consiliare “Massimo Di Somma” del X Municipio di Roma Capitale con il presidente Mario Falconi

X Municipio, Falconi chiude la polemica sulle riprese in Aula: “Rispettata la normativa sulla privacy”

Nel X Municipio di Roma Capitale esplode la polemica sul divieto di riprese durante i Consigli municipali. Il presidente Mario Falconi chiarisce: “Agito nel rispetto della legge sulla privacy”. Critiche da opposizione e cittadini.

X Municipio: Falconi interviene sulla polemica delle riprese in Aula

Nel Consiglio del X Municipio di Roma Capitale non si parla d’altro: il divieto delle riprese video in Aula “Massimo Di Somma” imposto a Mauro Delicato, presidente dell’associazione Giustizia X Ostia, ha acceso una forte polemica politica e istituzionale.
Una questione che divide la maggioranza municipale, tra chi difende la normativa vigente in materia di privacy e chi, come la consigliera Mirella Arcamone (Demos – Democrazia Solidale – Laboratorio Civico X), invoca una piena trasparenza dei lavori consiliari.

A porre fine al dibattito è intervenuto direttamente il Presidente del X Municipio, Mario Falconi, che ha deciso di spiegare pubblicamente le ragioni del divieto, chiarendo la posizione dell’Amministrazione e le norme applicate.

La risposta ufficiale del Presidente Falconi

Il chiarimento protocollato

Il presidente Mario Falconi ha risposto con una nota formale alla lettera del consigliere Giuseppe Conforzi (capogruppo di Fratelli d’Italia nel X Municipio), che chiedeva spiegazioni sui divieti di ripresa da parte del pubblico non accreditato.
Nella lettera, protocollata con il numero 135018, il Presidente ha affermato:

“Il personale di anticamera degli uffici di Presidenza ha agito nel rispetto delle disposizioni della Direzione del Municipio, nel rispetto del Regolamento del Municipio Roma X e della normativa in materia di privacy (L. 196/2003 e ss.mm.li e Regolamento UE/2016/679)”.

Falconi ha inoltre precisato che le disposizioni di divieto sono chiaramente indicate nella cartellonistica presente nei pressi dell’Aula consiliare, e si applicano a tutti i cittadini privi di tesserino da giornalista.

Sicurezza e controlli nel pubblico dell’Aula “Massimo Di Somma” del X Municipio

La vicenda ha avuto ampio eco sui social network, generando anche malumori tra i lavoratori comunali.
Durante l’ultima seduta del Consiglio municipale, è stato adottato un protocollo di controllo stringente: tutti i presenti nel pubblico, esclusi i giornalisti accreditati, sono stati invitati a esibire un documento d’identità e a ritirare un badge di riconoscimento per l’accesso.
Un livello di verifica così elevato non si vedeva da tempo nel X Municipio, e di norma è riservato a sedute con rischi per la sicurezza pubblica.

La protesta di Mauro Delicato: “Ripreso lo streaming da casa”

Nonostante il chiarimento istituzionale, Mauro Delicato ha risposto con un gesto simbolico e mediatico:

“In segno di protesta, ho mandato in diretta sul mio profilo Facebook lo streaming ufficiale del Consiglio municipale. Ho voluto verificare che lo streaming, spesso inattivo, funzionasse regolarmente”.

L’attivista ha sottolineato che i Consigli municipali sono pubblici per definizione, e dunque vietare le riprese in Aula sarebbe “inutile e sbagliato”:

“Tranquillamente dal salotto di casa, ho dimostrato come sia inutile vietare le riprese. L’informazione è un diritto. Non serve alcun permesso per riprendere ciò che è pubblico”.

L’opposizione in X Municipio insorge: “Regole a doppio standard”

Conforzi (FdI): “Le regole valgono per tutti”

Il consigliere Giuseppe Conforzi ha criticato la gestione dell’Amministrazione municipale, accusandola di applicare le regole in modo selettivo:

“Quando si elogia la Giunta o si fanno premiazioni, nessun usciere interviene a fermare foto o video. Eppure, anche in quei casi, chi riprende è spesso un semplice cittadino”.

Conforzi ha ribadito la necessità di coerenza istituzionale:

“Le regole devono valere sempre. Ho chiesto che in futuro ci sia la stessa attenzione in ogni circostanza, anche quando si tratta di autocelebrazioni dell’Amministrazione sui social”.

Trasparenza e informazione pubblica: un tema ancora aperto

Il caso del X Municipio riapre un dibattito cruciale: come bilanciare privacy e diritto all’informazione.
Se da un lato l’Amministrazione invoca la tutela dei dati personali, dall’altro cittadini e opposizione chiedono una maggiore trasparenza istituzionale, specie in un’epoca in cui la partecipazione civica passa anche attraverso i social network e le dirette streaming.

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