A Tor Sapienza lo stabile di via Tallone viene sgomberato il 29 settembre, ma poche ore dopo vengono documentati nuovi ingressi. Nel pomeriggio il sopralluogo della Commissione parlamentare sulle periferie.
ROMA – Una giornata iniziata con un imponente intervento delle forze dell’ordine e proseguita, poche ore più tardi, con nuove persone entrate nello stabile appena liberato. È quanto accaduto martedì 29 settembre 2026 in via Tallone, a Tor Sapienza, dove dalle prime ore del mattino le forze dell’ordine sono intervenute nel complesso abbandonato da tempo al centro di occupazioni, controlli e proteste dei residenti. Nel primo pomeriggio, però, nuovi video girati sul posto hanno documentato persone nuovamente presenti all’interno della struttura, rendendo necessario un ulteriore intervento.
La vicenda di via Tallone è proseguita per l’intera giornata. Nel pomeriggio sono tornati sul posto anche i rappresentanti del Comitato Tor Sapienza Sicura, mentre successivamente è arrivata una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, guidata dal presidente Alessandro Battilocchio. Al centro della discussione sono finite soprattutto la custodia dello stabile, la possibilità di nuovi ingressi e la prospettiva della demolizione dell’immobile.
Via Tallone, l’intervento delle forze dell’ordine dalle prime ore del mattino
L’operazione in via Cesare Tallone è iniziata nelle prime ore della mattina di martedì 29 settembre. Nell’area è stato dispiegato un consistente dispositivo delle forze dell’ordine, con numerosi mezzi impegnati nelle operazioni e un elicottero in volo sopra il quadrante.
Alle 8:24 Fabrizio Montanini, capogruppo di Forza Italia nel IV Municipio di Roma Capitale, segnalava quanto stava accadendo. In un messaggio inviato durante la mattinata parlava di una presenza particolarmente consistente delle forze dell’ordine e manifestava l’auspicio che fosse finalmente in corso uno sgombero dello stabile.
Nel corso dell’operazione sono state effettuate identificazioni e verifiche sulle persone trovate nell’area. Secondo quanto emerso dalle comunicazioni e dalle cronache della giornata, 25 cittadini stranieri sono stati sottoposti agli accertamenti dell’Ufficio Immigrazione. Sono stati inoltre effettuati due arresti e sequestrati circa due chilogrammi di sostanze stupefacenti. Nel corso dei controlli sarebbero stati recuperati anche sei scooter risultati rubati.
L’intervento arrivava dopo mesi nei quali via Tallone era diventata uno dei principali temi legati alla sicurezza nel quadrante di Tor Sapienza e Tor Cervara, con ripetute segnalazioni, controlli delle forze dell’ordine e mobilitazioni dei residenti.
Montanini dopo lo sgombero: “Adesso bisogna evitare che ritornino”
Dopo le operazioni della mattina Montanini ha raggiunto personalmente via Tallone e registrato un video davanti agli edifici interessati dall’intervento. In quel momento gli immobili apparivano svuotati.
Il consigliere municipale ha espresso soddisfazione per quanto appena avvenuto, distinguendo l’intervento dai precedenti blitz compiuti nell’area. Ma proprio durante quel primo filmato ha posto una questione che, soltanto poche ore dopo, sarebbe diventata centrale: “Ci dobbiamo augurare soltanto una cosa: che non ritornino”.
Montanini ha sostenuto la necessità di arrivare alla demolizione oppure a una rapida riqualificazione degli edifici, ritenendo insufficiente lo sgombero se non accompagnato da misure capaci di impedire nuove occupazioni.
Nel corso dell’intervento il rappresentante di Forza Italia ha utilizzato anche espressioni molto dure nei confronti di alcune persone che avrebbero frequentato il complesso, facendo riferimento a criminalità, spaccio e violenze. Si tratta di dichiarazioni politiche che devono essere distinte dalle singole responsabilità eventualmente accertate dall’autorità giudiziaria.
Un precedente particolarmente grave nello stabile di via Tallone è comunque documentato dalla Questura di Roma. Nel maggio 2026 una donna avrebbe raggiunto l’edificio dopo essere stata avvicinata da un uomo e, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata trattenuta contro la propria volontà e sottoposta a ripetute violenze sessuali. Cinque uomini furono sottoposti a fermo di indiziato di delitto nell’ambito delle indagini per violenza sessuale di gruppo. Per tutti resta valido il principio della presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo.
Via Tallone, poche ore dopo vengono documentati nuovi ingressi
È nel primo pomeriggio che la giornata assume una direzione completamente diversa.
Intorno alle 13:31 del 29 settembre Montanini torna a registrare un video da via Tallone. L’entusiasmo mostrato poche ore prima lascia spazio alla protesta. Secondo il consigliere, terminata la fase principale dell’operazione, alcune persone avrebbero cominciato a rientrare nel complesso attraverso diversi accessi.
Le immagini raccolte sul posto documentano nuove presenze all’interno della struttura e persone che si muovono nell’area. Montanini contesta in particolare l’assenza, a suo giudizio, di un presidio sufficiente a impedire nuovi ingressi, sostenendo che alcuni varchi sarebbero rimasti accessibili.
Il ritorno di persone nello stabile non rimane soltanto oggetto della denuncia politica. Nel corso della giornata le forze dell’ordine sono intervenute nuovamente dopo la segnalazione di nuovi soggetti entrati nel complesso, procedendo al loro allontanamento.
È questo il passaggio che rende particolarmente significativa la vicenda di via Tallone il 29 settembre: nell’arco della stessa giornata, dopo il consistente intervento della mattina, nuove persone riescono a raggiungere l’interno dell’area e si rende necessario un secondo intervento.
Tor Sapienza Sicura torna sul posto: nuove immagini nel pomeriggio
Con il passare delle ore arrivano ulteriori immagini dal Comitato Tor Sapienza Sicura, realtà che nei giorni precedenti aveva promosso una mobilitazione nel quartiere sui temi della sicurezza e del degrado.
Intorno alle 16:30 uno dei rappresentanti del Comitato registra un nuovo filmato nei pressi degli edifici. Nel video sostiene che alcune persone abbiano nuovamente raggiunto il complesso dopo l’intervento della mattina e segnala la presenza di accessi utilizzati per entrare anche in altre parti degli immobili.
Il rappresentante del Comitato riferisce inoltre di una crescente preoccupazione tra le famiglie del quartiere e sostiene che alcuni genitori abbiano anticipato l’uscita dei figli da scuola. Nel filmato viene segnalato anche uno scippo avvenuto durante la giornata. Su questi specifici episodi, al momento della ricostruzione, non risultano tuttavia riscontri istituzionali indipendenti: devono quindi essere considerati come segnalazioni e dichiarazioni provenienti dal Comitato.
Circa un’ora più tardi viene diffuso un secondo video. Un altro rappresentante di Tor Sapienza Sicura contesta apertamente quanto avvenuto dopo l’operazione, sostenendo che l’edificio sarebbe rimasto senza un presidio sufficiente e annunciando una nuova protesta in coincidenza con l’arrivo della Commissione parlamentare.
Il dato verificabile resta la successione temporale degli avvenimenti: l’intervento della mattina, le nuove presenze documentate nelle ore successive e il ritorno delle forze dell’ordine nello stabile.
A Via Tallone arriva la Commissione parlamentare sulle periferie
Nel tardo pomeriggio quanto avvenuto a via Tallone assume anche una dimensione parlamentare. Per il 29 settembre era infatti prevista una missione esterna della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.
La delegazione ha raggiunto lo stabile nel pomeriggio. A guidarla era Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione. Sul posto era presente anche Marco Perissa, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della stessa Commissione.
La presenza dei parlamentari ha coinciso con una nuova mobilitazione del Comitato Tor Sapienza Sicura. Nei filmati realizzati durante il sopralluogo i rappresentanti dei cittadini tornano a chiedere che lo stabile venga messo definitivamente in sicurezza e, successivamente, demolito.
Il Comitato ha insistito anche sulla necessità di affrontare singolarmente le condizioni delle persone che gravitano intorno agli edifici, distinguendo le eventuali responsabilità penali dalle situazioni di dipendenza, marginalità e fragilità sociale.
Perissa: presidio dello stabile e demolizione come obiettivo finale
Durante il sopralluogo è intervenuto anche Marco Perissa. Il parlamentare ha ringraziato Prefettura e forze dell’ordine per l’attività compiuta, definendo però lo sgombero soltanto “l’inizio di un percorso di bonifica di questo quadrante”.
Secondo Perissa, l’immobile dovrebbe essere presidiato fino alla sua demolizione. Il vicepresidente della Commissione ha inoltre richiamato il ruolo della Polizia Locale, dei servizi sociali e degli assistenti sociali per la presa in carico delle persone allontanate dalla struttura e successivamente presenti nel quartiere.
Anche in questo caso, la richiesta politica di demolizione deve essere distinta dagli atti amministrativi necessari per arrivare concretamente all’abbattimento dello stabile.
Il nodo della custodia: cosa succede adesso a Via Tallone?
È proprio il futuro dell’edificio a rappresentare adesso il punto centrale della vicenda.
Lo sgombero del 29 settembre ha dimostrato quanto il problema non possa essere letto esclusivamente attraverso l’intervento iniziale delle forze dell’ordine. Una volta liberato lo stabile, resta infatti il problema di impedire nuovi accessi, mettere in sicurezza l’immobile e definire tempi e responsabilità degli eventuali interventi strutturali.
Nel corso della giornata il presidente del Municipio V Mauro Caliste ha richiamato la responsabilità della proprietà nella custodia dell’immobile dopo l’intervento, in attesa dei successivi passaggi riguardanti il futuro del complesso.
Dal sopralluogo parlamentare è emersa inoltre la richiesta di mantenere un presidio nella zona e di accelerare le procedure per la messa in sicurezza.
Le prossime settimane serviranno quindi a verificare concretamente se gli accessi a via Tallone verranno chiusi in maniera efficace, quale presidio sarà mantenuto nell’area e quale sarà il percorso amministrativo verso la demolizione o il recupero degli immobili.
Via Tallone, una vicenda che non nasce il 29 settembre
Quella del 29 settembre non è una storia cominciata con l’arrivo delle camionette delle forze dell’ordine.
Gli edifici di via Tallone a Tor Sapienza sono da tempo al centro dell’attenzione delle istituzioni e dei residenti. Negli anni sono stati effettuati altri interventi e controlli, ai quali hanno fatto seguito nuove presenze negli immobili. Più recentemente l’area è stata interessata da attività antidroga e verifiche delle forze dell’ordine.
Nei giorni precedenti erano circolate anche segnalazioni riguardanti una possibile presenza di fentanyl. Gli accertamenti effettuati dalle autorità non avevano però trovato conferme su questa specifica sostanza, mentre nel corso delle diverse operazioni erano state rinvenute altre tipologie di stupefacenti.
La mobilitazione di Tor Sapienza Sicura ha riportato il caso al centro del dibattito pubblico, chiedendo alle istituzioni interventi capaci di superare la logica dei singoli blitz e affrontare stabilmente le condizioni dell’area.
La giornata del 29 settembre consegna quindi una domanda molto concreta alla mattina successiva. Sgomberare un edificio può richiedere alcune ore; impedire che venga nuovamente occupato significa invece decidere che cosa farne dal momento in cui quelle ore finiscono.
A via Tallone, quella verifica è cominciata quasi immediatamente.
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