Roma Capitale presenta il nuovo Piano di piantumazione 2026-2027: 20mila nuovi alberi entro la fine del 2027, irrigazioni raddoppiate, 100 operatori per il monitoraggio del verde e un nuovo servizio 060606 per le segnalazioni dei cittadini.
ROMA – Ventimila nuovi alberi nelle strade e nelle piazze della Capitale entro la fine del 2027, l’obiettivo di recuperare tutte le tazze arboree rimaste vuote, irrigazioni raddoppiate per le nuove piantumazioni e cento operatori incaricati di controllare quotidianamente il verde sul territorio. È il nuovo piano per la stagione agronomica 2026-2027 presentato martedì 29 settembre nella Sala delle Bandiere del Campidoglio dal sindaco Roberto Gualtieri, dall’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi e dal presidente della Commissione capitolina Ambiente Giammarco Palmieri.
Il principio indicato dal Campidoglio è quello di spostare l’attenzione dalla semplice messa a dimora alla cura dell’albero durante il suo intero ciclo di vita. Una precisazione sulla quale Gualtieri ha insistito fin dall’apertura della conferenza: scegliere la specie adatta, individuare il luogo corretto, irrigare, controllare lo stato della pianta, potare quando necessario e sostituirla al termine del ciclo di vita.
Una strategia che arriva dopo anni nei quali Roma Capitale ha già progressivamente aumentato gli interventi sulle alberature. Adesso il Campidoglio punta ad accelerare ulteriormente, mettendo insieme nuove piantumazioni, manutenzione, segnalazioni dei cittadini e monitoraggio sul territorio.
Ventimila alberi e l’obiettivo di eliminare le tazze vuote a Roma
Il primo numero annunciato è quello dei 20mila nuovi alberi da mettere a dimora nella stagione agronomica 2026-2027. In questo caso non si parla dei progetti di forestazione o dei nuovi boschi urbani, ma delle alberature che dovranno entrare nel tessuto della città: strade, piazze, filari e altri spazi urbani.
L’obiettivo dichiarato da Gualtieri è particolarmente ambizioso: arrivare alla conclusione del programma senza lasciare tazze arboree disponibili prive di un nuovo albero.
Il censimento illustrato da Alfonsi individua attualmente 19.336 situazioni sulle quali intervenire. Dentro questo numero rientrano tazze vuote, ceppaie ancora da rimuovere, spazi nei quali è presente un albero secco e tazze che nel corso degli anni sono state completamente ricoperte.
Secondo i dati presentati in Campidoglio, sono state censite 6.315 tazze vuote, 8.310 con ceppaie da rimuovere, 2.657 tazze tombate e 65 con alberi secchi, oltre ad altre situazioni specifiche ricomprese nel totale.
Proprio le tazze tombate costituiscono una parte significativa del progetto. Il Campidoglio intende infatti procedere alla loro riapertura, restituendo al verde porzioni dei marciapiedi che nel tempo erano state asfaltate o pavimentate.
In alcune strade i primi cartelli sono già comparsi con il messaggio “Qui crescerà un nuovo albero”. Serviranno a indicare ai residenti che quello spazio è stato censito ed è inserito nella programmazione delle nuove piantumazioni.
Il nuovo servizio 060606 per segnalare dove manca un albero
Il piano introduce anche un canale dedicato alla partecipazione dei cittadini.
Da martedì 29 settembre il 060606 viene utilizzato anche per raccogliere le segnalazioni sulle tazze arboree. Secondo quanto spiegato durante la conferenza, il cittadino potrà indicare una tazza vuota, chiedere se l’intervento sia già stato programmato e, nei casi in cui l’informazione sia disponibile, conoscere anche quale specie verrà piantata.
Gualtieri ha voluto dimostrare direttamente il funzionamento del sistema durante la conferenza, telefonando al servizio e segnalando una tazza arborea in una strada della Capitale.
Non si tratta soltanto di un sistema per raccogliere richieste. L’idea dell’amministrazione è utilizzare le indicazioni provenienti dai residenti anche per integrare il censimento già realizzato dagli uffici.
Per le richieste più approfondite è stato inoltre annunciato un canale via e-mail attraverso il quale l’amministrazione punta a fornire risposte nel merito entro sette giorni.
È un passaggio non secondario. Una città delle dimensioni di Roma rende inevitabilmente complesso individuare in tempo reale ogni ceppaia, ogni spazio rimasto vuoto o ogni giovane pianta che manifesti problemi. Il Campidoglio prova quindi ad affiancare alla rilevazione tecnica una rete diffusa di segnalazioni.
Roma, irrigazioni da 14 a 28 interventi l’anno
La seconda grande questione è quella dell’acqua.
Il Campidoglio ha annunciato il raddoppio degli interventi di irrigazione previsti per le nuove alberature, che passeranno da 14 a 28.
Gualtieri e Alfonsi hanno collegato la decisione all’andamento climatico degli ultimi anni. Periodi molto lunghi senza precipitazioni, temperature elevate e piogge concentrate in episodi brevi e intensi renderebbero infatti insufficienti le modalità di irrigazione utilizzate in precedenza.
I 28 passaggi non saranno distribuiti uniformemente durante l’anno, ma dovranno concentrarsi soprattutto nei periodi in cui la pianta presenta un maggiore bisogno d’acqua.
Il sindaco ha spiegato che le 14 irrigazioni annuali rappresentavano fino a oggi il livello previsto nei contratti per le nuove piantumazioni, ma che l’evoluzione delle condizioni climatiche avrebbe reso necessario un rafforzamento del sistema.
Accanto ai passaggi previsti contrattualmente resteranno inoltre gli interventi effettuati direttamente dal Servizio Giardini attraverso autobotti, pozzi e altre infrastrutture dedicate all’irrigazione.
Cento operatori in strada per controllare il verde
L’altra grande novità riguarda il monitoraggio.
Cento operatori saranno utilizzati quotidianamente nei Municipi per controllare alberature e situazioni di degrado, attraverso una checklist digitale geolocalizzata caricata su smartphone.
Secondo il modello illustrato dal sindaco, gli operatori dovranno verificare sul posto eventuali criticità: una giovane pianta che mostra segni di sofferenza, un’irrigazione che potrebbe non essere stata effettuata, la necessità di una potatura o altre anomalie da trasmettere agli uffici competenti.
La stima indicata durante la conferenza è di circa 90mila ore di monitoraggio sul territorio.
Gualtieri ha spiegato che gli operatori svolgeranno questa attività per circa tre ore al giorno, affiancandola ad altri incarichi già previsti nella loro organizzazione del lavoro.
L’obiettivo dichiarato è intercettare i problemi prima che diventino emergenze, consentendo agli agronomi, ai giardinieri o agli altri tecnici competenti di intervenire in tempi più rapidi.
Una task force per coordinare segnalazioni e interventi a Roma
Il piano prevede anche una task force specificamente dedicata al verde.
Il nuovo organismo dovrà mettere in collegamento le diverse componenti coinvolte nella gestione delle alberature: Dipartimento Ambiente, lavori pubblici, Municipi, Polizia Locale e gli altri uffici chiamati a intervenire nei diversi casi.
La necessità di un coordinamento nasce anche dalla complessità degli interventi. La rimozione di una grande ceppaia, ad esempio, può richiedere lavori sul marciapiede o modifiche temporanee alla viabilità. Una nuova piantumazione può quindi coinvolgere più strutture amministrative contemporaneamente.
La task force dovrà inoltre raccogliere le informazioni provenienti dal nuovo sistema di monitoraggio e dalle segnalazioni presentate attraverso il 060606.
Nel X Municipio previsti oltre mille pini
Il piano interesserà tutti i Municipi, ma la distribuzione degli interventi non sarà uniforme. Il numero delle tazze dipende infatti dalla conformazione urbanistica dei singoli quartieri e dalla quantità di filari presenti.
Durante la presentazione Alfonsi ha citato anche il X Municipio, spiegando che nel territorio sono previsti oltre mille pini, mantenendo in questo caso la continuità con i filari e con le caratteristiche paesaggistiche esistenti.
La scelta delle specie seguirà però criteri differenti a seconda dei contesti. Dove esistono filari storici, l’obiettivo sarà conservarne l’identità. In altri casi verranno utilizzate specie differenti per aumentare la biodiversità e ridurre la vulnerabilità agli effetti di parassiti, caldo e siccità.
Tra le essenze richiamate durante la conferenza figurano lecci, aceri e alberi di Giuda, accanto ad altre varietà considerate maggiormente adattabili alle nuove condizioni climatiche.
Il principio illustrato dall’assessora è evitare, quando possibile, filari completamente monospecifici, perché una maggiore varietà può ridurre il rischio che un singolo parassita o una determinata patologia compromettano contemporaneamente un’intera alberatura.
260mila metri quadrati di nuova ombra
Il Campidoglio ha presentato anche una stima degli effetti ambientali che il nuovo patrimonio arboreo dovrebbe produrre una volta raggiunta la piena maturità.
Secondo i numeri illustrati durante la conferenza, gli interventi dovrebbero generare a regime circa 260mila metri quadrati di nuova ombra, una superficie paragonata dall’amministrazione a circa 37 campi da calcio.
Alfonsi ha inoltre indicato una possibile diminuzione della temperatura circostante compresa tra 2 e 4 gradi, con riduzioni molto più marcate della temperatura dell’asfalto nelle zone direttamente ombreggiate.
La maggiore presenza di alberi viene quindi presentata non soltanto come un intervento di decoro urbano, ma come una componente delle politiche di adattamento della città all’aumento delle temperature.
Roma, Gualtieri rivendica 74mila nuovi alberi dall’inizio del mandato
Nel corso della conferenza il sindaco ha inoltre fatto il punto sull’attività svolta negli ultimi anni.
Gualtieri ha dichiarato che dall’inizio del mandato sarebbero stati messi a dimora circa 74mila nuovi alberi urbani, precisando che il dato non comprende gli interventi di forestazione, che seguono una classificazione differente.
Il sindaco ha inoltre indicato un saldo positivo di circa 44mila alberi considerando le nuove piantumazioni e le sostituzioni effettuate.
Durante il suo intervento ha dedicato ampio spazio anche al tema degli abbattimenti, spiegando che gli alberi vengono rimossi quando arrivano alla fine del proprio ciclo di vita o quando viene certificata una condizione di elevata pericolosità.
Secondo i dati illustrati dal Campidoglio, il tasso di abbattimento delle alberature romane si collocherebbe nella fascia più bassa rispetto agli intervalli indicati dalla letteratura scientifica richiamata durante la conferenza.
Il nodo delle zone monumentali e il confronto con la Soprintendenza
Un altro fronte riguarda le aree monumentali della Capitale.
Gualtieri e Alfonsi hanno annunciato l’avvio di un confronto tecnico con il Ministero della Cultura e con gli organismi competenti per valutare una revisione dei criteri utilizzati nelle piazze e nei contesti storici.
Il problema riguarda soprattutto quelle aree dove la presenza di infrastrutture sotterranee rende impossibile piantare direttamente gli alberi nel terreno e dove le prescrizioni paesaggistiche possono limitare la realizzazione di strutture sopraelevate contenenti terra.
Durante la conferenza sono stati citati i casi di Piazza Risorgimento e dell’area della stazione Termini, dove la presenza di alberi in vaso o di infrastrutture sotterranee ha condizionato le modalità di progettazione.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è aggiornare alcuni criteri tenendo conto degli effetti sempre più evidenti delle alte temperature sullo spazio urbano.
La verifica sarà sul risultato, non soltanto sui numeri annunciati
I numeri presentati in Campidoglio delineano un programma molto ampio. Ma la vera verifica inizierà con l’apertura della stagione agronomica.
Ventimila alberi rappresentano infatti l’obiettivo di partenza, non quello finale. Il dato realmente significativo sarà quanti verranno messi a dimora entro le scadenze annunciate, quanti supereranno le prime estati, con quale regolarità verranno effettuate le irrigazioni e quanto rapidamente il nuovo sistema di monitoraggio riuscirà a intercettare eventuali problemi.
La questione dell’attecchimento è emersa anche durante la stessa conferenza stampa, quando Il Marforio ha chiesto al sindaco Roberto Gualtieri chiarimenti sulle fallanze documentate nella Pineta delle Acque Rosse a Ostia. Il primo cittadino ha distinto gli interventi di forestazione PNRR dalle alberature urbane presentate con il nuovo piano, annunciando comunque la sostituzione delle piante non attecchite.
È proprio questo passaggio a rendere centrale la manutenzione successiva alla messa a dimora. Piantare rappresenta soltanto il primo momento dell’intervento: irrigazione, controllo, sostituzione delle fallanze e capacità di adattamento alle nuove condizioni climatiche determineranno il risultato reale negli anni successivi.
Il nuovo piano capitolino nasce dichiaratamente con l’intenzione di rafforzare questa seconda fase: non soltanto piantare, ma controllare, irrigare e mantenere.
Dal Campidoglio sono arrivati numeri, scadenze e nuovi strumenti. Dalla stagione agronomica 2026-2027 arriverà la verifica più importante: vedere come questi impegni si tradurranno, strada dopo strada, nel patrimonio verde della Capitale.
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