Le 15 Consulte municipali per la disabilità di Roma denunciano riduzioni delle ore di assistenza specialistica e criticità nell’avvio del servizio nelle scuole superiori. La Regione Lazio respinge le accuse sui ritardi, mentre la Garante regionale interviene sul nodo delle risorse.
ROMA – Le quindici Consulte municipali per i diritti delle persone con disabilità di Roma Capitale hanno aperto un nuovo fronte sul servizio di assistenza specialistica nelle scuole secondarie di secondo grado del Lazio. A fine settembre, a lezioni già iniziate, le Consulte denunciano riduzioni delle ore assegnate in diversi istituti, ritardi nell’attivazione del servizio e l’esclusione di dodici scuole dal primo avviso regionale. La Regione Lazio respinge invece l’accusa di ritardi imputabili ai propri uffici, rivendica di aver valutato 252 progetti e di aver attivato oltre 50 soccorsi istruttori. Nel frattempo la Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità, Anna Teresa Formisano, riferisce di aver interessato del caso l’assessore Alessandro Calvi e parla della ricerca di risorse per evitare eventuali tagli. Resta però una domanda centrale: quante ore di assistenza sono state effettivamente finanziate rispetto ai bisogni rappresentati dalle scuole e dagli studenti?
Scuola e disabilità nel Lazio: cosa denunciano le Consulte
La contestazione nasce sul terreno dell’assistenza specialistica, un servizio distinto dal sostegno didattico e destinato a favorire autonomia, comunicazione, relazione e partecipazione degli studenti con disabilità alla vita scolastica. Nel comunicato diffuso il 29 settembre, le Consulte sostengono che la situazione sia diventata critica in numerosi istituti e parlano di riduzioni delle ore comprese tra il 30 e il 50% rispetto alle necessità rappresentate dalle scuole.
Le rappresentanze municipali riferiscono inoltre che, in diversi territori, vi sarebbero studenti costretti a frequentare la scuola con orari ridotti, in alcuni casi anche per poche ore al giorno, perché il servizio di assistenza non sarebbe ancora pienamente operativo. Secondo le Consulte, una situazione del genere rischierebbe di incidere sulla continuità educativa e di trasferire sulle famiglie una parte consistente del carico assistenziale.
Si tratta di contestazioni che, allo stato attuale, non possono essere trasformate automaticamente in un dato uniforme per tutte le scuole del Lazio. La documentazione acquisita consente però di verificare un elemento importante: la questione delle ore e delle risorse era stata formalmente posta alla Regione prima dell’ultimo comunicato stampa.
La lettera del 21 settembre e il nodo dei PEI
Già il 21 settembre 2026, infatti, le Consulte avevano scritto all’assessore regionale Alessandro Calvi e, per conoscenza, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, mettendo in fila due questioni distinte.
La prima riguardava le 12 scuole escluse dal primo finanziamento. La seconda concerneva quelle che le Consulte definiscono “tagli lineari” alle ore di assistenza specialistica in diversi istituti secondari di secondo grado.
Nella lettera viene richiamato anche il ruolo dei PEI, i Piani Educativi Individualizzati, e viene sostenuto che una riduzione delle risorse potrebbe incidere sulla possibilità di assicurare agli alunni il supporto previsto nel percorso scolastico. Le Consulte chiedevano pertanto una soluzione contestuale alle due criticità: recuperare le scuole inizialmente rimaste fuori dal finanziamento e affrontare contemporaneamente il problema delle ore di assistenza.
La stessa nota conteneva anche una contestazione di carattere istituzionale. Le Consulte sostenevano di non aver ricevuto risposta a due precedenti comunicazioni e chiedevano un rapporto più diretto con l’Assessorato regionale, rivendicando il proprio ruolo di organismi rappresentativi delle persone con disabilità e delle famiglie nei quindici Municipi di Roma.
Tra i firmatari compare anche Jacopo Di Paolo, presidente della Consulta permanente per i diritti delle persone con disabilità del Municipio X di Roma Capitale.
Sul territorio del X Municipio, tuttavia, non risultano al momento documenti specifici acquisiti che consentano di quantificare, scuola per scuola, eventuali riduzioni dell’assistenza. È quindi necessario mantenere distinta la vertenza regionale dalle singole situazioni territoriali, evitando di attribuire automaticamente a Ostia dati che non risultano ancora documentati.
La Regione Lazio respinge l’accusa sui ritardi nella scuola
La risposta formale della Regione Lazio ricostruisce una cronologia differente. Gli uffici ricordano che l’avviso per l’anno scolastico 2026/2027 era stato approvato il 30 giugno, con scadenza il 31 luglio, e che l’elenco delle istituzioni scolastiche e formative ammesse e non ammesse al finanziamento è stato pubblicato con la Determinazione G12353 del 14 settembre 2026. La pubblicazione dell’atto risulta anche dal portale istituzionale della Regione Lazio.
Nella nota trasmessa alle Consulte, la Regione sostiene che, attraverso l’assegnazione delle risorse economiche, le scuole ammesse siano state poste nelle condizioni di avviare le procedure necessarie per reperire gli assistenti specialistici. L’amministrazione respinge quindi l’idea che le tempistiche siano riconducibili a un ritardo dei propri uffici e rivendica il lavoro svolto durante l’estate.
Regione: “Valutati 252 progetti e oltre 50 soccorsi istruttori”
Secondo quanto riportato nella risposta regionale, sarebbero stati valutati 252 progetti entro il mese di agosto e sarebbero stati effettuati oltre 50 soccorsi istruttori, vale a dire procedure utilizzate per consentire agli istituti di integrare o regolarizzare la documentazione presentata.
Le interlocuzioni con le scuole, sempre secondo la ricostruzione della Regione Lazio, sarebbero proseguite fino all’11 settembre. Il 14 settembre è arrivata quindi la pubblicazione dell’elenco definitivo degli ammessi e dei non ammessi.
È una replica che incide soprattutto sulla questione dei tempi amministrativi. La Regione attribuisce parte delle difficoltà procedurali agli errori contenuti nelle domande degli istituti e sostiene di aver utilizzato il soccorso istruttorio proprio per evitare esclusioni determinate da carenze documentali sanabili.
Su questo punto la posizione regionale è netta: per l’amministrazione, il periodo intercorso tra la chiusura dell’avviso e la pubblicazione degli esiti non sarebbe riconducibile a ritardi imputabili alla Regione.
Resta però una distinzione significativa. Aver assegnato le risorse alle scuole e averle messe nelle condizioni di reperire gli assistenti non significa necessariamente che il servizio fosse già pienamente operativo nelle classi. È proprio sulla distanza tra conclusione della procedura amministrativa e funzionamento concreto dell’assistenza che si concentra una parte della contestazione avanzata dalle Consulte.
Le dodici scuole escluse e il secondo avviso della Regione Lazio
La Regione conferma inoltre che 12 istituzioni scolastiche e formative non erano state ammesse al primo finanziamento, sostenendo che le esclusioni fossero dovute a errori non sanabili attraverso il soccorso istruttorio.
Per affrontare questa situazione, il 24 settembre è stata approvata con Determinazione G12940 una seconda edizione dell’avviso per l’assistenza specialistica nell’anno scolastico 2026/2027. Il procedimento è riservato alle istituzioni scolastiche e formative che avevano partecipato alla precedente procedura senza ottenere l’ammissione al finanziamento, oltre al liceo scientifico G. Peano di Roma, che non aveva finalizzato la precedente domanda. La scadenza fissata dalla Regione per la nuova procedura è il 5 ottobre 2026 alle ore 12. La documentazione relativa alla seconda edizione dell’avviso è disponibile sul sito della Regione Lazio.
Il secondo avviso rappresenta quindi una risposta amministrativa concreta al problema delle esclusioni. Non risolve però automaticamente l’altra questione sollevata dalle Consulte: quella delle ore attribuite agli istituti già ammessi.
Ed è proprio qui che il confronto cambia natura. Per le scuole escluse esiste oggi una procedura successiva chiaramente individuabile. Sul numero delle ore, invece, i documenti disponibili non restituiscono ancora una fotografia completa, istituto per istituto, capace di mettere a confronto il fabbisogno indicato e le risorse effettivamente riconosciute.
La Garante regionale interviene: “Risorse per evitare gli ipotetici tagli”
Un ulteriore elemento arriva dalla risposta della Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità del Lazio, Anna Teresa Formisano, eletta dal Consiglio regionale nel gennaio 2026.
In una nota datata 28 settembre, Formisano comunica alle Consulte che il proprio ufficio si è attivato per approfondire le criticità segnalate. La Garante riferisce inoltre che il 24 settembre la documentazione era stata inoltrata all’assessore regionale Alessandro Calvi.
Il passaggio più rilevante riguarda proprio le risorse. Nella risposta viene scritto che Calvi si sarebbe attivato non soltanto per il bando rivolto alle scuole escluse, ma anche nella ricerca delle risorse necessarie per evitare “gli ipotetici tagli”.
La formulazione richiede precisione. Non costituisce una certificazione dell’esistenza né dell’entità delle riduzioni denunciate dalle Consulte. Dimostra però che il tema delle risorse e di possibili decurtazioni dell’assistenza specialistica è entrato formalmente nel confronto istituzionale con l’Assessorato regionale.
La stessa Garante comunica di essere ancora in attesa dei relativi riscontri e annuncia che le Consulte saranno informate sugli sviluppi. Anche questo passaggio restituisce quindi l’immagine di una vicenda che, alla fine di settembre, non può ancora considerarsi definitivamente chiusa.
Il punto ancora aperto: quante ore di assistenza sono state finanziate?
La documentazione permette a questo punto di separare con maggiore precisione i fatti accertabili dalle contestazioni ancora da verificare nel dettaglio.
È documentata la pubblicazione della graduatoria il 14 settembre. È documentata l’apertura del secondo avviso il 24 settembre per le istituzioni rimaste escluse dalla prima procedura. È documentata la posizione della Regione Lazio, che respinge la responsabilità sui ritardi e richiama il lavoro svolto sui 252 progetti e sui soccorsi istruttori. È inoltre documentato l’intervento della Garante regionale.
Ciò che ancora manca, almeno nelle carte finora acquisite, è invece un quadro analitico delle ore richieste e di quelle effettivamente finanziate nelle singole scuole.
La risposta della Regione affronta in maniera articolata la tempistica della procedura, gli errori nelle domande, i soccorsi istruttori e il recupero degli istituti esclusi. Nella stessa nota, però, non compare una comparazione dettagliata che permetta di chiarire definitivamente la contestazione avanzata dalle Consulte sulla riduzione delle ore.
È questo uno dei principali interrogativi che resta sul tavolo. Per stabilire se, dove e in quale misura siano state effettivamente applicate decurtazioni, occorrerebbe poter confrontare il fabbisogno rappresentato dalle singole scuole, i progetti presentati, le risorse richieste, quelle assegnate e il servizio concretamente attivato.
Scuola, inclusione e assistenza specialistica: la vertenza resta aperta
Il confronto tra le Consulte e la Regione Lazio si sposta dunque dalla sola questione dei tempi a quella, più sostanziale, della quantità e della continuità dell’assistenza garantita agli studenti con disabilità nella scuola.
Le Consulte chiedono che vengano garantite le ore ritenute necessarie e sollecitano un confronto più diretto con famiglie e organismi rappresentativi. La Regione, dal canto suo, rivendica il lavoro svolto durante l’istruttoria, respinge l’attribuzione dei ritardi e ha predisposto una seconda procedura per gli istituti inizialmente esclusi.
In mezzo ci sono scuole, operatori, famiglie e soprattutto studenti. Per questo il prossimo passaggio decisivo non sarà soltanto una nuova presa di posizione istituzionale, ma la disponibilità di dati che consentano di misurare concretamente il livello di assistenza specialistica attivato nell’anno scolastico 2026/2027.
Solo un confronto puntuale tra richieste e assegnazioni potrà chiarire se le criticità denunciate siano circoscritte ad alcuni istituti oppure interessino una parte più ampia del sistema scolastico regionale.
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