Momento del crollo alla Torre dei Conti a Roma, con fumo e soccorsi; in basso a sinistra il consigliere Fabrizio Santori.

Torre dei Conti, tra crollo, dubbi e responsabilità: testimonianze, analisi tecniche e accuse politiche sulla tragedia nel cuore di Roma

Il crollo della Torre dei Conti apre uno scenario inquietante tra errori umani, monitoraggi interrotti, pressioni dei cantieri del Giubileo, scavi profondi e accuse politiche. Gli operai raccontano gli istanti del cedimento, gli esperti parlano di patrimonio fragile e il Campidoglio valuta aiuti alle attività danneggiate.

Il crollo della Torre dei Conti, uno dei simboli millenari di Roma, continua a rivelare dettagli sempre più inquietanti. Storie, testimonianze, atti tecnici e reazioni politiche compongono un quadro complesso che va oltre la tragedia sul lavoro di una delle aree archeologiche più delicate della Capitale.

Nei giorni successivi al cedimento, avvenuto mentre era in corso un intervento di manutenzione all’interno della struttura, si è acceso un dibattito serrato tra tecnici, archeologi, istituzioni e politica, mentre le attività commerciali della zona – paralizzate dalla chiusura del perimetro – chiedono sostegno.

Torre dei Conti, la testimonianza degli operai: “Toglievamo l’intonaco, poi il crollo improvviso”

I racconti degli operai coinvolti nel cedimento sono drammatici. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, gli uomini della squadra stavano rimuovendo l’intonaco utilizzando picconi quando, «all’improvviso, è crollato tutto».

Un operaio romeno di 66 anni, Octav Stroici, è morto dopo essere rimasto sepolto per undici ore sotto le macerie. I carabinieri e gli ispettori del lavoro stanno cercando di capire se vi fossero segnali premonitori e quale fosse lo stato reale del monumento, già chiuso e abbandonato per 18 anni nonostante un progetto di restauro approvato dalla Sovrintendenza.

Torre dei Conti, il rischio dei monumenti a Roma: “Impossibile fare un elenco”

Secondo la professoressa Francesca Stasolla, direttrice del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, è «impossibile stilare una lista dei monumenti a rischio crollo in una città come Roma».

Come riportato da Euronews, nel caso della Torre dei Conti il cedimento sarebbe legato alla rottura di un contrafforte e al collasso dei solai interni, non originali.
Un fattore che sottolinea ancora di più la fragilità strutturale dei monumenti del centro storico, spesso sottoposti a pressioni, scavi, traffico e cantieri continui.

Torre dei Conti, aiuti alle attività commerciali: il piano del Comune di Roma

Il crollo ha costretto numerosi esercizi della zona Monti a chiudere o ridurre drasticamente l’operatività.

L’assessora al Commercio del Comune di Roma, Monica Lucarelli, come indicato da La Repubblica, chiede:

  • una sospensione della Tosap, la tassa di occupazione del suolo pubblico;

  • un sostegno economico simile alla cassa integrazione per calamità, per aiutare i lavoratori bloccati;

  • un piano di ristori per negozi e ristoranti rimasti senza clienti a causa delle interdizioni.

La proposta è stata accolta positivamente dalle associazioni di categoria, che lamentano perdite pesantissime.

La denuncia politica: Santori (Lega) accusa il Campidoglio

Il capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, Fabrizio Santori, ha depositato un comunicato molto duro, mettendo in fila una serie di elementi che – a suo dire – sollevano interrogativi pesanti sulla gestione dell’area negli ultimi anni.

L’accusa: “Tolti i pini per il cantiere del Giubileo, monitoraggi interrotti”

Santori evidenzia che dagli atti acquisiti nel 2024 emergono aspetti “estremamente preoccupanti”:

  • i tre pini di largo Corrado Ricci, a ridosso della Torre, non furono rimossi per un improvviso rischio naturale;

  • furono abbattuti nell’ambito dei lavori del Giubileo e del PNRR;

  • il monitoraggio statico del monumento sarebbe stato interrotto;

  • la rimozione degli alberi – con i loro apparati radicali – unita agli scavi profondi potrebbe aver destabilizzato il terreno.

Santori parla apertamente di gestione “superficiale e frammentata” dell’area archeologica e promette che continuerà a chiedere chiarezza su ogni passaggio tecnico e amministrativo.

Una tragedia che riapre una ferita della città

La Torre dei Conti, costruita nel 1238, era già nota per criticità strutturali. Tra interventi mai conclusi, monitoraggi parziali, pressioni dei cantieri esterni e degrado accumulato, la tragedia riaccende il dibattito sulla tutela del patrimonio archeologico di Roma.

Il caso mette in luce un problema che va oltre il singolo crollo: la necessità di una strategia chiara e continuativa di manutenzione, capace di evitare che la storia millenaria della città diventi vittima del proprio abbandono.

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