“Thor: Love and Thunder”, quando supereroi e villain necessitano di Amore

È previsto per il 6 luglio l’uscita nelle sale italiane del quarto capitolo della saga dedicata a Thor, personaggio di punta dell’universo Marvel. “Love and Thunder” vede alla regia il ritorno di Taika Waititi. Il neozelandese ha ottenuto risultati clamorosi con il precedente capitolo Ragnarok, capace di diventare uno dei film più apprezzati dell’intero panorama dedicato al mondo dei supereroi nati dalla matita magica di Stan Lee.

Il Thor che ritroviamo in questo quarto capitolo è molto più simile a quello dei primi due film. Il personaggio subisce una specie di ritorno alle origini abbandonando il look sbarazzino e guerrafondaio apparso nel precedente capitolo, Ragnarok”, e in Avengers: Endgame”. Il personaggio inoltre vive un profondo tormento interiore che lo porta a distanziare coloro che gli dimostrano un po’ di affetto e di amore. Ragion per cui Thor lascerà i Guardiani della Galassia, per intraprendere una nuova avventura al fine di fronteggiare Gorr il Macellatore degli Dei. Quest’ultimo personaggio nasce come controparte villain per questo quarto capitolo. Ad interpretarlo c’è una new entry dell’universo Marvel: Christian Bale. L’attore inglese Premio Oscar si presta al gioco e mette in scena un cattivo alquanto pittoresco, da tratti gotici e con una profonda ferita che lo porta a diventare il nemico degli dei.

Bale ne esce rivoluzionato, ma per lui è difficile ipotizzare ulteriore spazio all’interno dell’universo Marvel. Stessa sorte spetterà a Natalie Portman, che ritornerà al suo vecchio ruolo della Dott.ssa Jane Foster oltre a divenire la potente Lady Thor a seguito della sua congiunzione con Mjolnir, il vecchio martello di Thor. Presenti come comprimari anche Tessa Thompson nel ruolo di Valkyria e Taika Waititi, che interpreta nuovamente Korg grazie all’utilizzo della CGI. Ci sarà inoltre un cameo di Russell Crowe nel ruolo di Zeus, padre degli dei. La comparsata di quest’ultimo però risulterà goffa e quasi priva di fondamento. E sull’attore australiano, ex interprete del Gladiatore ci sarebbe da fare un discorso a parte, ma è meglio rimanere focalizzati sul vero protagonista della pellicola.

Thor e i suoi compagni dovranno intraprendere una missione rischiosa per impedire a Gorr di raggiungere il suo scopo. Allo stesso tempo, il figlio di Odino cercherà di ricucire a sé la sua anima e di rasserenare il suo cuore turbato. Sarà la presenza di Jane Foster ad aiutarlo in entrambe le occasioni. Da sottolineare la scelta fotografica di Taika Waititi. Il direttore di macchina, come nel precedente capitolo, fa uno spropositato uso di colori sgargianti. Tuttavia è presente una parte in cui i colori svaniranno, lasciando spazio alla tristezza e alla cupezza, frutto del potere e della storia di Gorr, che renderanno le atmosfere simile a quelle di Sin City” diretto da Robert Rodriguez.

Il punto debole della pellicola risiede forse nell’eccessivo mescolamento di generi apportato dalla sceneggiatura, sempre scritta da Waititi. Thor inizia con un dramma profondo, diventa poi una commedia comica, poi una black comedy e, infine, torna la drammaticità a livelli giganteschi. Un processo che rischia di confondere lo spettatore, il quale si ritrova a ridere e poi a versare lacrime. Tuttavia il film scorre piacevolmente e consente al pubblico di vivere l’ennesima avventura sopra le righe del Dio del Tuono, che sembra, rispetto ad altri suoi colleghi, non aver completato il suo viaggio all’interno dell’universo cinematografico Marvel.

 

VOTO PELLICOLA: ⭐⭐⭐ 1/5

 

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