Roma, scuola De André di via Fabiola a Monteverde: denuncia della Lega con Fabrizio Santori contro la chiusura del plesso scolastico

Roma, bufera nel Municipio XII: “Cancellata la scuola De André per trasferire la sede municipale”

La Lega accusa il Municipio XII di Roma: “Chiude una scuola storica per trasferire gli uffici, scelta inaccettabile e costosa”. Pronti esposti alla Corte dei Conti.

Roma – È scontro politico nel Municipio XII di Roma dopo la decisione dell’amministrazione di chiudere la scuola De André di via Fabiola, a Monteverde, per destinare i fondi alla realizzazione della nuova sede municipale. A denunciare l’operazione sono i capigruppo della Lega Fabrizio Santori (Campidoglio) e Giovanni Picone (Municipio XII), che parlano di una scelta “inaccettabile, costosa e priva di logica”.

Secondo i due esponenti del Carroccio, il Municipio paga da decenni oltre 700 mila euro l’anno di affitto per la sede di via Fabiola, e oggi prevede di spendere altri 16 milioni di euro per lo spostamento della struttura, sacrificando un presidio scolastico pubblico storico come la De André.

“Perché non si è mai tentato – chiedono Santori e Picone – un accordo con la Regione Lazio per utilizzare parte del complesso Forlanini, ancora abbandonato?”.

Le accuse della Lega nel XII Municipio di Roma: “Scelta contro la scuola e i cittadini”

I consiglieri leghisti denunciano che la decisione sarebbe stata presa senza rispettare le procedure previste: mancherebbero infatti i pareri del dirigente scolastico, del Ministero dell’Istruzione e soprattutto la delibera del Consiglio municipale, organo competente a decidere.

Gli esponenti della Lega accusano inoltre l’amministrazione di aver perso in passato opportunità di progetti a costo zero con l’Asl e i fondi Pnrr, mentre oggi i cittadini si troverebbero a sostenere un costo milionario.

Possibile esposto alla Corte dei Conti per la vicenda della scuola di Roma

Santori e Picone paventano l’ipotesi di un esposto alla Corte dei Conti, qualora nel bando di progettazione fosse già inserito un cambio di destinazione d’uso ritenuto illegittimo.

“Aprire un cantiere così grande proprio mentre si sposta il mercato di piazza San Giovanni di Dio – aggiungono – significa moltiplicare disagi e confusione per i residenti”.

Il nodo dei fondi e la richiesta di alternative

Secondo la Lega, la decisione risulterebbe ancor più incomprensibile alla luce dell’esistenza di un fondo già stanziato da 30 milioni di euro per la nuova sede municipale. “Invece di cercare soluzioni intelligenti, si cancella una scuola pubblica storica, peggiorando i servizi ai cittadini”, concludono.

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