Nel cantiere di piazza Monteleone da Spoleto, a Roma, si apre il confronto sul futuro di quattro pini maturi. Dopo l’esame del progetto esecutivo, CURAA chiede al Municipio XV di conservarli e integrarli nel nuovo mercato del Fleming.
ROMA – Conservare i quattro pini presenti in piazza Monteleone da Spoleto e integrarli nel progetto del nuovo mercato del Fleming. È la richiesta avanzata il 31 luglio da CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e Abitanti – al Municipio XV, dopo un incontro con il presidente Daniele Torquati e la consultazione degli elaborati relativi alla riqualificazione dell’area.
L’associazione sostiene che il parere agronomico allegato al progetto esecutivo descriva come “sufficiente” lo stato delle alberature e chiede quindi che il cantiere prosegua escludendo la loro rimozione. Al centro della vicenda ci sono quattro esemplari di Pinus pinea che da decenni caratterizzano la piazza, garantendo ombra in uno spazio oggi interessato da lavori, ruspe e movimentazione di materiali.
Resta tuttavia da chiarire un punto decisivo: l’abbattimento dei pini è formalmente previsto dal progetto oppure rappresenta, allo stato attuale, un’ipotesi temuta dall’associazione e dai residenti? La risposta dovrà arrivare dagli uffici competenti del Municipio XV e dalla lettura integrale degli atti tecnici.
Roma, il cantiere per il nuovo mercato di piazza Monteleone
Piazza Monteleone da Spoleto si trova nel cuore del quartiere Fleming, nel quadrante settentrionale di Roma. L’area, storicamente occupata dal mercato rionale e dalle relative strutture commerciali, è attualmente interessata da un intervento di riqualificazione che dovrebbe ridisegnare gli spazi e consentire la realizzazione del nuovo mercato di quartiere.
Le immagini scattate durante i lavori mostrano una piazza profondamente trasformata. Una parte delle pavimentazioni è stata rimossa, sono presenti cumuli di materiali e detriti e i mezzi da cantiere operano nelle vicinanze degli alberi rimasti in piedi. Le folte chiome dei quattro pini continuano però a coprire una porzione significativa dell’area, offrendo ombra sia agli edifici circostanti sia agli operai impegnati nei lavori.
È proprio il rapporto tra la nuova configurazione del mercato e la presenza delle alberature mature a rappresentare il nodo della vicenda. CURAA chiede che i pini non vengano considerati un ostacolo alla progettazione, ma un elemento da preservare e inserire nella futura sistemazione della piazza.
Il parere agronomico sui quattro pini del Fleming
Secondo quanto riferito dall’associazione, tra gli atti del progetto esecutivo sarebbe presente un parere tecnico agronomico redatto dal dottor Canepa per conto di ADAT Studio. Nella relazione, lo stato dei quattro pini verrebbe definito “sufficiente”, pur facendo riferimento alle sollecitazioni e ai danneggiamenti subiti nel corso degli anni a causa della presenza delle strutture e dei banchi del vecchio mercato.
Per CURAA, questa valutazione farebbe venire meno i presupposti per un eventuale abbattimento e renderebbe necessario predisporre tutte le misure utili alla conservazione degli esemplari. Il termine “sufficiente”, tuttavia, deve essere interpretato all’interno dell’intero documento tecnico.
Stato vegetativo e stabilità degli alberi
La valutazione generale delle condizioni vegetative non coincide necessariamente con un giudizio completo sulla stabilità meccanica degli alberi. Per comprendere quale sia realmente il futuro dei quattro pini sarà quindi necessario verificare se la relazione contenga anche analisi sul tronco, sulle chiome, sugli apparati radicali e sull’eventuale propensione al cedimento.
Dovrà inoltre essere chiarito se il documento prescriva approfondimenti strumentali, interventi di manutenzione oppure specifiche protezioni durante le attività di cantiere. In assenza della relazione integrale, la conclusione secondo cui gli alberi possano essere conservati deve essere correttamente attribuita alla posizione espressa da CURAA.
Dalla diffida alla PEC inviata al Municipio Roma XV
La mobilitazione dell’associazione è iniziata formalmente il 23 luglio, quando è stata protocollata una diffida riguardante la tutela delle alberature. Il 30 luglio CURAA ha poi presentato un esposto alle autorità e agli uffici competenti, chiedendo verifiche sulle condizioni del cantiere, sulla sicurezza delle lavorazioni e sull’eventuale presenza di danni ai pini.
Nella stessa giornata si è svolto un incontro presso il Municipio XV con il presidente Daniele Torquati. Alla riunione hanno partecipato la presidente di CURAA Jacopa Stinchelli, Lorenzo Di Paola, la ricercatrice Anna Spada, la scrittrice Sara Papa e alcuni residenti del quartiere.
Dopo la consultazione degli elaborati progettuali, il 31 luglio l’associazione ha inviato una nuova PEC all’indirizzo istituzionale del Municipio XV, formalizzando la richiesta di mantenere i quattro pini all’interno del progetto del nuovo mercato.
L’obiettivo dichiarato è fare in modo che il cantiere possa proseguire senza sacrificare le alberature e senza trasformare piazza Monteleone da Spoleto in uno spazio prevalentemente minerale, maggiormente esposto al calore durante i mesi estivi.
Le immagini del cantiere e la tutela delle radici
Nei giorni precedenti alla PEC sono circolate fotografie che, secondo CURAA, mostrerebbero possibili lesioni in prossimità dei colletti e degli apparati radicali. L’associazione ha inoltre segnalato la presenza di materiali pesanti nelle vicinanze degli alberi e ha chiesto controlli sulle modalità con cui stanno procedendo le lavorazioni.
Le immagini disponibili documentano chiaramente la vicinanza del cantiere ai tronchi e alle aree potenzialmente occupate dalle radici, ma non consentono, da sole, di stabilire l’esistenza o la gravità di eventuali danni. Per formulare una valutazione attendibile sarebbe necessaria un’ispezione condotta da tecnici qualificati, accompagnata da fotografie ravvicinate e da una verifica delle prescrizioni previste nel progetto.
La tutela degli apparati radicali rappresenta comunque una fase particolarmente delicata. Scavi, compattazione del terreno, passaggio di mezzi pesanti e deposito di materiali possono incidere sulla salute e sulla stabilità degli alberi, soprattutto quando interessano esemplari maturi inseriti da decenni nello stesso contesto urbano.
Roma e il nodo del vincolo paesaggistico
Un ulteriore elemento è emerso durante la consultazione degli atti. Secondo la ricostruzione di CURAA, piazza Monteleone da Spoleto sarebbe interessata da un vincolo paesaggistico. La circostanza rafforzerebbe, a giudizio dell’associazione, la necessità di conservare le alberature e di valutare con maggiore attenzione qualsiasi intervento capace di modificare il paesaggio della piazza.
La presenza di un vincolo non determina automaticamente l’impossibilità di abbattere un albero. Può però rendere necessarie autorizzazioni, pareri e verifiche ulteriori da parte degli enti competenti. Per questo sarà importante conoscere la natura esatta della tutela, la sua estensione e gli eventuali effetti sulla progettazione del nuovo mercato.
Anche su questo punto è atteso un chiarimento dell’amministrazione: occorre comprendere se il vincolo riguardi l’intera area, la configurazione della piazza, le singole alberature oppure un più ampio contesto urbano del Fleming.
La proposta: integrare i pini nel nuovo mercato
CURAA propone di modificare o adattare la sistemazione degli spazi, in modo da consentire la permanenza dei quattro esemplari. Tra le ipotesi avanzate figura anche la rimozione di una vecchia struttura adibita in passato a edicola, che potrebbe liberare una porzione dell’area e rendere più agevole la riorganizzazione del progetto.
«Il cantiere è stato aperto e il progetto portato avanti con un parere che ritiene gli alberi in salute», sostiene Jacopa Stinchelli.
Secondo la presidente dell’associazione, integrare i pini nel nuovo mercato permetterebbe di trasformare le eventuali spese di abbattimento in risorse destinate alla cura e alla manutenzione.
Lorenzo Di Paola sottolinea invece la preoccupazione manifestata da alcuni residenti, timorosi di non ritrovare gli alberi al rientro dalle vacanze. L’associazione si è detta disponibile anche a indicare tecnici che possano collaborare alla loro conservazione.
La richiesta viene sintetizzata attraverso l’espressione divenuta centrale nella mobilitazione: «Evitiamo un’altra piazza forno». Una formula che richiama il dibattito sulle piazze prive di ombra e sull’impatto delle superfici pavimentate durante le ondate di calore sempre più frequenti a Roma.
La risposta attesa dal Municipio XV
Il passaggio decisivo sarà ora la posizione del Municipio XV. L’amministrazione dovrà chiarire se l’abbattimento dei quattro pini sia effettivamente contemplato negli elaborati, se esistano alternative progettuali e quali misure siano state predisposte per proteggere gli alberi durante il cantiere.
Sarà inoltre necessario conoscere le conclusioni complete della valutazione agronomica e comprendere se il progetto possa essere modificato senza compromettere tempi, sicurezza e funzionalità del nuovo mercato.
La vicenda non riguarda soltanto quattro alberi. Riguarda il modello con cui Roma affronta la riqualificazione dei propri spazi pubblici, cercando un equilibrio tra nuove opere, tutela del paesaggio e adattamento della città alle temperature estive.
Il futuro di piazza Monteleone dipenderà quindi dalla possibilità di conciliare il completamento del mercato con la conservazione delle chiome che da decenni caratterizzano il Fleming. Un confronto che, prima di trasformarsi in uno scontro ideologico, dovrà essere risolto attraverso documenti, valutazioni tecniche e decisioni amministrative trasparenti.
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