Le macerie delle strutture dell’ex Shilling di Ostia danneggiate dal mare sotto la Fontana dello Zodiaco. Nel riquadro il consigliere Giuseppe Conforzi.

Ostia, paura amianto tra le macerie sul lungomare: chiesti accertamenti urgenti alla ASL

A Ostia si allarga il caso delle strutture abbandonate davanti alla Fontana dello Zodiaco. Dopo la risposta ufficiale di ARPA Lazio, il capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Conforzi ha chiesto verifiche urgenti sulla possibile presenza di amianto tra le macerie trascinate in mare dalle mareggiate.

Il mare continua a sgretolare le vecchie strutture abbandonate davanti alla Fontana dello Zodiaco di Ostia. E adesso, oltre al problema del degrado e delle macerie trascinate dalle mareggiate sull’arenile, emerge anche il timore di una possibile presenza di amianto tra i materiali presenti negli ex stabilimenti ormai in stato di abbandono sul lungomare lidense.

È questo il nuovo fronte aperto dal capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, Giuseppe Conforzi, che nelle ultime ore ha inviato una nuova segnalazione ufficiale alla Procura della Repubblica di Roma, alla Capitaneria di Porto, alla ASL Roma 3 e al Centro Regionale di Riferimento Amianto, chiedendo verifiche urgenti sul tratto di costa compreso tra gli ex stabilimenti Sporting Beach, Shilling e la struttura conosciuta come “La Casetta”.

La vicenda rappresenta un ulteriore sviluppo del caso già sollevato nelle scorse settimane sul lungomare di Ostia, dove le mareggiate stanno progressivamente erodendo manufatti e materiali edilizi presenti lungo la costa, con detriti che finiscono direttamente sulla spiaggia e in mare. Una situazione che nelle ultime settimane aveva già acceso lo scontro politico tra Conforzi e il sindaco Roberto Gualtieri, accusato dal consigliere municipale di concentrarsi sulle “passerelle” istituzionali mentre alcune aree del litorale continuano a deteriorarsi.

Ostia, nuova segnalazione sul possibile amianto tra le strutture abbandonate

Nella nuova comunicazione inviata agli enti competenti, Conforzi spiega di aver deciso di chiedere ulteriori approfondimenti dopo aver preso atto della risposta ufficiale trasmessa da ARPA Lazio in seguito al precedente esposto del 23 aprile scorso.

Secondo quanto riportato nella nuova segnalazione, la preoccupazione riguarda in particolare il possibile deterioramento di vecchi materiali edilizi presenti nelle strutture abbandonate sul lungomare Amerigo Vespucci. L’erosione provocata dal mare e dalla salsedine starebbe infatti progressivamente compromettendo coperture, manufatti e parti murarie già gravemente danneggiate dal tempo e dall’abbandono.

Nella lettera inviata agli enti, il capogruppo di Fratelli d’Italia parla di una “forte preoccupazione manifestata da numerosi residenti e frequentatori del litorale lidense riguardo allo stato di avanzato deterioramento” delle strutture presenti nell’area della Fontana dello Zodiaco. Proprio per questo motivo è stata richiesta l’attivazione di “verifiche tecniche e campionamenti mirati” finalizzati ad accertare l’eventuale presenza di amianto o di altri materiali pericolosi.

Il tema, inevitabilmente, sposta il dibattito su un piano completamente diverso rispetto a quello del semplice degrado urbano. Se fino a poche settimane fa il caso riguardava soprattutto le macerie trascinate in mare e il rischio sicurezza legato alla balneazione, ora la questione assume anche una dimensione ambientale e sanitaria.

La risposta ufficiale di ARPA Lazio e il coinvolgimento del Centro Amianto

La nuova iniziativa politica nasce infatti da una nota ufficiale inviata da ARPA Lazio in risposta al precedente esposto relativo alla situazione della spiaggia della Fontana dello Zodiaco a Ostia.

Nella comunicazione trasmessa il 30 aprile scorso, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha evidenziato la necessità di procedere alla rimozione dei rifiuti presenti nell’area e al ripristino dello stato dei luoghi. Ma soprattutto ha chiarito che le attività di campionamento dell’amianto nelle matrici ambientali non rientrano tra le competenze dirette dell’ente.

Le competenze sui campionamenti affidate alla ASL e al CRRA

Secondo quanto specificato da ARPA Lazio, le verifiche relative all’eventuale presenza di amianto spettano alla ASL territorialmente competente e al Centro Regionale di Riferimento Amianto istituito presso la ASL di Viterbo.

Un passaggio che ha spinto Conforzi a inviare una nuova richiesta ufficiale direttamente agli organismi indicati dall’agenzia regionale. Nella comunicazione viene infatti chiesto agli enti competenti di valutare l’attivazione urgente di verifiche tecniche e campionamenti specifici per accertare la presenza di eventuali materiali nocivi all’interno delle strutture oggi in stato di abbandono.

Dal punto di vista politico e amministrativo, la risposta di ARPA rappresenta un elemento centrale della vicenda. L’agenzia regionale non entra infatti nel merito della presenza o meno di amianto, ma chiarisce semplicemente quali siano gli enti competenti ad effettuare eventuali controlli e analisi.

Le mareggiate continuano a sgretolare gli ex stabilimenti sul lungomare di Ostia

Il cuore del problema resta comunque lo stato di forte deterioramento che interessa da mesi alcune strutture presenti sul lungomare di Ostia, in particolare nell’area della Fontana dello Zodiaco.

Le immagini scattate sul posto e già allegate alle precedenti segnalazioni mostrano chiaramente manufatti danneggiati, detriti accumulati lungo l’arenile e parti di strutture ormai erose dalla forza del mare. In alcuni punti le mareggiate sembrano aver già trascinato pezzi di materiale direttamente sulla spiaggia.

Detriti e materiali trascinati direttamente sull’arenile e in mare

La preoccupazione principale riguarda proprio il continuo sgretolamento delle vecchie strutture presenti tra l’ex Sporting Beach, l’ex Shilling e “La Casetta”. Con il passare del tempo, l’azione del mare starebbe accelerando il deterioramento dei manufatti, aumentando il rischio di dispersione di materiali nell’ambiente marino.

Una situazione che, secondo quanto denunciato nella segnalazione, potrebbe avere conseguenze sia sul fronte ambientale che su quello della sicurezza pubblica, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione balneare 2026.

Il tratto di costa interessato si trova infatti in una delle zone più conosciute e frequentate del mare di Ostia, a pochi passi da piazzale Cristoforo Colombo e dalla Fontana dello Zodiaco. Un’area simbolica del litorale romano che negli ultimi anni è stata più volte al centro di polemiche legate all’abbandono di alcune strutture storiche.

La preoccupazione dei residenti e il rischio ambientale sul litorale romano

Nelle ultime settimane, secondo quanto riferito nella documentazione inviata agli enti, numerosi residenti e frequentatori del litorale avrebbero manifestato forte preoccupazione per lo stato delle strutture presenti sul lungomare.

Il timore riguarda soprattutto il progressivo deterioramento causato dalla salsedine, dal vento e dalle mareggiate che continuano a colpire quel tratto di costa. Con l’arrivo dell’estate e l’aumento della presenza di persone sulle spiagge di Ostia, la vicenda rischia inevitabilmente di assumere ancora maggiore rilevanza pubblica.

La questione dell’eventuale presenza di amianto rappresenta infatti un tema estremamente delicato, soprattutto in un contesto caratterizzato da strutture ormai vecchie, deteriorate e parzialmente collassate.

Conforzi: “Non è più soltanto una questione di degrado urbano sul lungomare di Ostia”

Nel comunicato diffuso nelle ultime ore, Giuseppe Conforzi sottolinea come la vicenda non possa più essere considerata soltanto un problema di decoro urbano.

“Il problema non riguarda più soltanto il degrado o il decoro urbano. Oggi emerge un tema ambientale e sanitario che merita la massima attenzione da parte delle istituzioni competenti”, dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X.

Conforzi aggiunge poi che, qualora le verifiche dovessero confermare la presenza di materiali contenenti amianto, sarà necessario procedere rapidamente con operazioni di messa in sicurezza e bonifica dell’area.

La vicenda della Fontana dello Zodiaco rischia così di trasformarsi nell’ennesimo caso simbolo delle difficoltà che da anni interessano alcune aree del litorale romano. E mentre il mare continua a sgretolare le vecchie strutture abbandonate sul lungomare di Ostia, cresce ora l’attesa per capire se verranno avviati gli accertamenti richiesti agli enti sanitari competenti.

 

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