Discarica abusiva nella Pineta di Procoio a Ostia con accampamenti di fortuna; in basso Mauro Delicato di Giustizia X Ostia

Ostia, la Pineta di Procoio trasformata in discarica abusiva: la video-denuncia di Mauro Delicato

Un’immensa discarica abusiva soffoca la Pineta di Procoio a Ostia. Quintali di rifiuti, bombole del gas e rischio incendi: la denuncia di Mauro Delicato.

Le condizioni disastrose della Pineta di Procoio a Ostia 

Il verde di Roma, e in particolare quello del litorale di Ostia, rischia di morire sotto il peso dei rifiuti abbandonati. Una realtà già tristemente nota lungo il litorale lidense, che oggi lancia un allarme ancora più forte sul piano ambientale con il caso della Pineta di Procoio, area naturale che affaccia su via Mar Rosso.
Secondo la denuncia di Mauro Delicato, attivista lidense e presidente dell’associazione Giustizia X Ostia, Procoio sta soffocando sotto un’immensa discarica abusiva. La sua testimonianza, accompagnata da un video pubblicato sui social, documenta uno scenario di degrado che mette a rischio quello che rappresenta il terzo polmone verde del Municipio Roma X.

Il pericolo di riduzione e urbanizzazione 

La Pineta di Procoio non è soltanto sotto attacco dei rifiuti: in passato alcuni progetti urbanistici avevano ipotizzato una riduzione delle sue dimensioni per realizzare collegamenti stradali tra via Mar Rosso e via dei Pescatori.
Se non saranno i cantieri e l’asfalto a cancellarne pezzi importanti, il timore è che a distruggere questo patrimonio naturale possano essere gli incendi, alimentati dalla presenza massiccia di immondizia.

Una discarica a cielo aperto dentro la Pineta di Ostia

Addentrandosi nella pineta, il quadro che si presenta è drammatico: quintali di plastica, scarti edili abbandonati, mobili distrutti e persino bombole del gas abbandonate tra gli alberi.
Un paesaggio che, invece di emanare i profumi tipici delle specie floreali della zona, diffonde odori nauseabondi, simili a quelli delle grandi discariche come Rocca Cencia.
I sentieri che dovrebbero essere percorsi dai cittadini per visitare l’area sono ormai occupati da vere e proprie montagne di rifiuti, rendendo impossibile la fruizione del parco.

Rischio incendi: una bomba ambientale 

Il pericolo più concreto è quello degli incendi.
L’accumulo di materiali infiammabili, unito alla presenza di bombole del gas, rappresenta una bomba a orologeria pronta a esplodere in qualsiasi momento.
La memoria corre ai devastanti roghi che, dagli anni Duemila, hanno distrutto ampie porzioni della Pineta di Castel Fusano e delle Acque Rosse.

L’appello di Mauro Delicato 

Attraverso il suo video, Mauro Delicato denuncia non solo l’assenza di interventi da parte delle istituzioni, ma anche il rischio immediato per la sicurezza pubblica. L’abbandono di bombole del gas, in caso di incendio, potrebbe generare conseguenze disastrose non solo per l’ambiente, ma anche per la popolazione circostante.

Tra rifiuti e baraccopoli nel polmone verde di Ostia 

La pineta non è soltanto vittima di chi vi abbandona immondizia. Al suo interno vivono clochard e soggetti in difficoltà abitativa, che costruiscono giacigli di fortuna.
Queste condizioni sociali, pur dettate dalla sopravvivenza, contribuiscono involontariamente al rischio incendi: basta una candela lasciata accesa, l’uso improprio di un fornello o di una bombola del gas per scaldarsi, e la tragedia diventa realtà.

I roghi per sopravvivere 

C’è anche chi, in condizioni di grave disagio, brucia rifiuti e materiali per recuperare metalli da rivendere. Una pratica che non solo alimenta il degrado, ma rischia di provocare incendi incontrollabili, mettendo in pericolo sia la pineta che le vite di chi vi abita.

Un patrimonio naturale a rischio estinzione 

La Pineta di Procoio rappresenta uno dei polmoni verdi più importanti di Ostia. Ma senza una bonifica immediata e una vigilanza costante, rischia di trasformarsi da area naturale protetta a discarica a cielo aperto.
L’appello lanciato da Mauro Delicato è chiaro: serve un intervento urgente da parte del X Municipio e del Comune di Roma, prima che l’ennesimo incendio riduca in cenere anche questa area naturale.

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