Vegetazione incolta e spazi inutilizzati nella zona di Lavinio Stazione. Sandro Fabbri propone mercati periodici per restituire una funzione all’area.
A Lavinio Stazione, nel territorio comunale di Anzio, torna al centro dell’attenzione il futuro dell’area artigianale di via Carlo Goldoni, uno spazio che, secondo i rappresentanti dei residenti, non è mai entrato effettivamente in funzione. A riaccendere il dibattito è Sandro Fabbri, presidente dell’Associazione Cittadini Lavinio Stazione, che in un video girato sul posto e in un’intervista telefonica esclusiva rilasciata a Il Marforio propone di trasformare parte della zona in un mercato periodico. L’idea nasce dalle condizioni di abbandono documentate dalle immagini e dalla volontà di dare una nuova utilità a un’area rimasta ai margini della vita del quartiere.
Lavinio, vegetazione e strade interne nell’area artigianale di via Goldoni
Le immagini mostrano ampie superfici asfaltate attraversate dalla vegetazione spontanea, cespugli cresciuti nella pavimentazione e alti canneti lungo i margini. Si distinguono anche pali dell’illuminazione e alcuni edifici produttivi nelle vicinanze. È la fotografia di uno spazio urbanizzato almeno in parte, ma oggi visibilmente trascurato. Le riprese documentano lo stato dei luoghi, ma non consentono di stabilire se gli impianti siano funzionanti o da quanto tempo manchino interventi di manutenzione.
Durante la conversazione con il nostro giornale, Fabbri ha chiarito un aspetto rilevante: via Carlo Goldoni è una strada aperta al traffico, mentre la porzione ripresa nel video appartiene, secondo la sua ricostruzione, al comparto artigianale mai avviato. Non si tratta dunque di una denuncia relativa all’intera viabilità della zona. Il settore indicato si trova verso il fondo della strada, in un quadrante collegato anche a via dell’Artigianato e alla viabilità circostante.
Nelle vicinanze opera inoltre il centro comunale di raccolta dei rifiuti di via Goldoni: una struttura distinta dallo spazio inutilizzato oggetto della proposta. La differenza è importante, perché l’esistenza dell’ecocentro non significa che l’intera area artigianale sia stata recuperata o destinata a un servizio pubblico.
Un precedente aiuta a inquadrare il problema. Nel documento Progetto Lavinio, l’associazione civica Alternativa per Anzio descrive un comparto originariamente previsto per la cosiddetta «città artigiana», rimasto senza la funzione immaginata. Lo stesso progetto prospetta uno spazio fieristico stabile come possibile occasione di rilancio. La proposta di utilizzare l’area per attività espositive, dunque, non nasce oggi, ma torna d’attualità con la segnalazione raccolta dal nostro giornale.
La proposta di Sandro Fabbri: «Un mercato regionale»
«Farci un mercato regionale, mercatini, insomma. E dargli un po’ di vita», spiega Fabbri nell’intervista esclusiva, riprendendo l’idea esposta nel suo video. Secondo il presidente dell’associazione, la disponibilità di superfici e spazi per la sosta potrebbe favorire l’organizzazione di appuntamenti settimanali, anche nel fine settimana, capaci di richiamare visitatori e sostenere le attività locali.
La sua valutazione parte dagli elementi già presenti: «C’è la fogna, c’è l’illuminazione», afferma, citando inoltre due cabine elettriche che, a suo dire, richiederebbero interventi per essere utilizzate. Fabbri ritiene che una pulizia dell’area e il ripristino dei servizi possano consentirne il recupero. Si tratta tuttavia di una valutazione del rappresentante dei cittadini, non di una verifica tecnica sulla sicurezza, sull’agibilità o sulla disponibilità degli impianti.
Il progetto immaginato non riguarda soltanto il commercio ambulante. Nelle parole di Fabbri emerge la volontà di riportare frequentazione e occasioni di incontro in un settore del quartiere che oggi appare privo di una destinazione riconoscibile. Resta da stabilire quali porzioni siano effettivamente utilizzabili, quale sia il regime proprietario dei terreni e se la loro destinazione urbanistica consenta una funzione mercatale.
Mercati e riqualificazione a Lavinio: cosa ha previsto il Comune di Anzio
Il tema si inserisce in una discussione già aperta sul futuro degli spazi pubblici. Il 17 ottobre 2025 il Comune di Anzio ha annunciato una delibera di indirizzo per individuare a Lavinio Stazione aree da destinare a piazze e luoghi di aggregazione. L’amministrazione ha spiegato che l’obiettivo comprende anche il recupero di spazi sottoutilizzati o degradati, attraverso una successiva istruttoria tecnica. Non risulta però, dai contenuti pubblicati, che quel provvedimento individui espressamente il comparto artigianale di via Goldoni.
Il parcheggio della stazione tra le aree per i mercatini
Un altro elemento arriva dal 18 marzo 2026, quando la Giunta comunale ha reso noto l’elenco delle nuove aree destinate a mercatini dell’artigianato, antiquariato e collezionismo e a fiere promozionali straordinarie. Tra le località compare il parcheggio della stazione di Lavinio, ma non la zona artigianale indicata da Fabbri. Le due ipotesi non vanno quindi confuse: una riguarda uno spazio già inserito nell’elenco comunale, l’altra una proposta civica da valutare.
Nei giorni scorsi le difficoltà di Lavinio Stazione sono arrivate anche in Consiglio regionale del Lazio. Nell’audizione del 13 ottobre sulla sicurezza e sul degrado urbano è intervenuto Fabbri; il sindaco Aurelio Lo Fazio, assente alla seduta, ha fatto pervenire una nota scritta firmata insieme all’assessore Catello Somma. L’incontro riguardava le criticità generali del quartiere, non l’approvazione di un mercato in via Goldoni. Si tratta di problematiche sulle quali Il Marforio aveva già pubblicato un approfondimento sulle segnalazioni dei residenti di Lavinio Stazione.
La proposta apre così una prospettiva concreta di discussione, ma non costituisce ancora un progetto esecutivo. Prima di immaginare banchi, operatori e appuntamenti periodici servono verifiche su proprietà, destinazione d’uso, accessi, impianti e costi di recupero. Nel frattempo, le immagini dell’area e la testimonianza raccolta raccontano un’occasione rimasta incompiuta: uno spazio che a Lavinio potrebbe tornare utile soltanto attraverso una decisione fondata su condizioni e possibilità effettive.
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