Dopo l’incendio del 26 luglio, sette postazioni hanno controllato l’eventuale presenza di fibre di amianto tra Fonte Laurentina, Vallerano ed Eur Papillo. I primi riscontri riferiti dal Comitato sono negativi, ma si attendono i verbali ufficiali.
ROMA – Sette postazioni di campionamento dell’aria sono state attivate lunedì 17 agosto 2026 tra Fonte Laurentina, Vallerano, Eur Papillo e l’area interessata dall’incendio divampato lo scorso 26 luglio. Ai controlli hanno partecipato i tecnici dell’ASL Roma 2 e gli specialisti del Centro di riferimento regionale amianto della ASL di Viterbo. Secondo quanto comunicato informalmente al Comitato di Quartiere Fonte Laurentina, nei campioni raccolti non sarebbero state rilevate fibre di amianto, neppure nelle due postazioni collocate vicino ai cumuli presenti nel sito.
Il primo riscontro rappresenta una notizia rassicurante per i residenti del quadrante sud di Roma, ma deve ancora essere confermato attraverso la trasmissione dei verbali ufficiali del Centro regionale amianto e dell’ASL Roma 2. La conclusione dei campionamenti, inoltre, non chiude gli accertamenti ambientali: restano da verificare le condizioni dei terreni, l’estensione dei materiali contenenti amianto e gli interventi necessari per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area.
Roma, sette postazioni per controllare l’amianto dopo l’incendio
L’attività del 17 agosto costituisce un nuovo passaggio nella gestione delle conseguenze dell’incendio che per settimane ha impegnato Vigili del Fuoco, Protezione Civile e istituzioni locali tra Fonte Laurentina e Vallerano. Come raccontato da Il Marforio nell’aggiornamento del 13 agosto sull’incendio sulla Laurentina, nell’area erano ancora presenti focolai residui nel sottosuolo e proseguivano gli interventi di movimentazione e raffreddamento del terreno.
Secondo il comunicato diffuso dal Comitato di Quartiere Fonte Laurentina, le apparecchiature per il controllo dell’amianto sono state posizionate tra le 9:30 e le 10:30. I dispositivi hanno quindi campionato l’aria per circa due ore e mezza, con la presenza dei rappresentanti dei comitati di quartiere accanto ai tecnici fino alla conclusione dei rilievi. Presso la scuola Bruno De Finetti le operazioni sono terminate intorno alle 13.
Non si è trattato, dunque, di una centralina destinata a monitorare continuativamente tutti gli inquinanti presenti nell’aria, ma di un’attività mirata a verificare l’eventuale presenza di fibre di amianto aerodisperse durante un determinato intervallo temporale.
Controlli nelle scuole di Fonte Laurentina, Vallerano ed Eur Papillo
Il monitoraggio ha interessato sette punti del territorio. Due dispositivi sono stati collocati direttamente vicino ai cumuli contenenti il materiale segnalato nell’area dell’incendio. Una postazione è stata installata nel parcheggio del supermercato Elite e un’altra presso la scuola Bruno De Finetti, in via De Finetti 80.
Ulteriori campionamenti sono stati effettuati in una scuola dell’Eur Papillo e presso due istituti scolastici di Vallerano. La distribuzione delle postazioni ha permesso di controllare sia l’area più vicina al sito sia alcuni punti periferici e particolarmente sensibili, come gli edifici frequentati da bambini e personale scolastico.
La presenza di due dispositivi accanto ai cumuli assume un rilievo particolare. Proprio da quelle postazioni, secondo l’anticipazione ricevuta dal Comitato, non sarebbe emersa la presenza di fibre di amianto nell’aria durante il periodo esaminato.
Primi riscontri negativi, ma i verbali ufficiali non sono ancora disponibili
Il Comitato di Quartiere Fonte Laurentina riferisce che, intorno alle 15:30 del 17 agosto, un tecnico del Centro di riferimento regionale amianto avrebbe contattato informalmente il presidente Michele Ambrosone per anticipare i primi risultati. Dai dati raccolti non risulterebbero fibre di amianto in nessuna delle sette postazioni, comprese quelle collocate a ridosso dei cumuli.
Si tratta di un’indicazione importante, proveniente da una struttura sanitaria altamente specializzata. Il Centro di riferimento regionale amianto, operativo presso la ASL di Viterbo, svolge infatti funzioni tecnico-scientifiche di supporto alle aziende sanitarie del Lazio nella valutazione, nel campionamento e nell’analisi degli inquinanti aerodispersi.
Tuttavia, la comunicazione ricevuta da Ambrosone resta al momento un’anticipazione informale. I risultati ufficiali dovranno essere trasmessi dal Centro regionale all’ASL Roma 2 e successivamente inviati al Municipio IX e al presidente del Coordinamento dei comitati di quartiere, Mario Pagani. Secondo le tempistiche indicate dal CdQ Fonte Laurentina, la pubblicazione dei documenti è prevista per il pomeriggio di martedì 18 agosto.
Il dato negativo, qualora fosse confermato, descriverebbe le condizioni riscontrate nei luoghi e durante le ore in cui sono stati eseguiti i prelievi. Non permetterebbe invece di escludere la presenza di amianto nel terreno o tra i materiali depositati nel sito, né sostituirebbe un monitoraggio prolungato durante le future operazioni di movimentazione e bonifica.
Roma, amianto frantumato ma compatto nell’area dell’incendio
Il comunicato contiene anche un’altra informazione rilevante. Secondo quanto riferito dal Comitato, durante il sopralluogo un tecnico specializzato del Centro regionale avrebbe valutato il materiale contenente amianto presente nel sito come “frantumato ma compatto”.
La distinzione rispetto all’amianto friabile è significativa. Nei materiali compatti le fibre sono incorporate all’interno di una matrice solida e tendono a disperdersi con maggiore difficoltà. L’amianto friabile, invece, può essere ridotto in polvere anche attraverso una semplice pressione e presenta una maggiore capacità di liberare fibre nell’ambiente.
La valutazione non elimina però il problema. Il materiale viene descritto come frantumato e, quindi, non integro. La sua presenza richiede comunque procedure controllate di raccolta, movimentazione, caratterizzazione e smaltimento. Per questo sarà necessario conoscere non soltanto i risultati sull’aria, ma anche la quantità, la distribuzione e lo stato di conservazione dei materiali presenti nell’area colpita dall’incendio.
Titti Di Salvo presente ai controlli, il ruolo dei comitati
Durante le operazioni era presente anche la presidente del Municipio Roma IX, Titti Di Salvo, che ha documentato attraverso i propri canali social l’attività di campionamento dell’ASL nell’area interessata dall’incendio. Al sopralluogo ha partecipato inoltre l’assessore municipale Manuel Gagliardi.
Il Comitato di Quartiere Fonte Laurentina era rappresentato dal presidente Michele Ambrosone, dal vicepresidente Forino e dal segretario Minotti. Erano presenti anche i presidenti dei comitati di Vallerano e Torrino e la vicepresidente del Comitato dell’Eur Papillo.
L’attività era stata sollecitata con forza dal Coordinamento dei comitati di quartiere del Municipio IX, che poco prima di Ferragosto aveva trasmesso una diffida chiedendo controlli specifici sull’eventuale dispersione di amianto. Alla mobilitazione ha fornito supporto anche lo Sportello nazionale amianto, coinvolto nella vicenda grazie all’intervento della consigliera del Municipio IX Carla Canale, esponente della Lista civica Virginia Raggi.
Il Coordinamento ha espresso soddisfazione per i primi riscontri e ha rivendicato il ruolo svolto dai cittadini nell’attivazione dei controlli. Il rapporto diretto con il territorio ha certamente contribuito a mantenere alta l’attenzione, ma sul piano giornalistico sarà necessario attendere la documentazione sanitaria prima di considerare definitivamente conclusa questa fase dell’accertamento.
Il video delle operazioni notturne e la sostanza da identificare
Un video girato da Michele Ambrosone mostra il sito durante le operazioni notturne. Nelle immagini si distingue l’area illuminata da una potente fonte luminosa e la presenza di una nube o nebulizzazione di colore chiaro. La ripresa è stata effettuata da una posizione distante e parzialmente coperta dalla vegetazione e dal guardrail.
Dal filmato non è possibile stabilire quale prodotto sia stato impiegato, né se si tratti di acqua nebulizzata, schiuma antincendio, fumo residuo o di una sostanza utilizzata durante la movimentazione dei rifiuti. Per fornire un’informazione corretta sarà necessario acquisire chiarimenti dai Vigili del Fuoco o dalla Protezione Civile sulla denominazione, sulla funzione e sulle modalità di applicazione del prodotto.
Analisi dei terreni e bonifica: cosa succede ora a Roma
L’attesa riguarda ora due differenti livelli di controllo. Il primo è rappresentato dai verbali ufficiali sui campionamenti dell’aria, che dovranno confermare l’assenza di fibre nelle sette postazioni. Il secondo riguarda la caratterizzazione del sito e le analisi dei terreni, per le quali i comitati attendono un intervento di ARPA Lazio.
Un risultato rassicurante sulla qualità dell’aria non può infatti rispondere alla domanda su quali materiali siano presenti nel sottosuolo, su quanto amianto sia stato coinvolto dall’incendio e su quali contaminanti possano essere rimasti nell’area. Serviranno quindi analisi specifiche e un programma trasparente di messa in sicurezza e bonifica.
Per i residenti di Fonte Laurentina, Vallerano ed Eur Papillo, i primi riscontri negativi rappresentano un elemento positivo, soprattutto perché comprendono le postazioni vicine ai cumuli e quelle collocate presso le scuole. La vicenda, però, non può ancora considerarsi chiusa: saranno i documenti ufficiali, le analisi dei terreni e le successive attività di bonifica a definire il quadro ambientale completo dopo l’incendio sulla Laurentina.
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