Disastro Metro B: numerose le stazioni invivibili per i pendolari

Roma – Anche la Metro B di Roma si palesa come contendente credibile al titolo di “peggior linea ferroviaria d’Italia”? Vedendo gli sviluppi degli ultimi mesi, probabilmente sì.

Parliamo di una tratta ferroviaria che non ha mai brillato per efficienza verso l’utenza del servizio pubblico metropolitano, ma che oggi fa notizia solo per notevoli disservizi disseminati lungo tutto il suo tragitto. Eravamo rimasti con 8 stazioni inaccessibili tra Rebibbia e Policlinico, con un dato che è ulteriormente peggiorato in questi giorni. Infatti, ora palesano disservizi anche le fermate di Jonio e Annibaliano (della linea Metro B1), oltre a Eur Fermi e Basilica di San Paolo. Quest’ultima fermata è fresca nella lista delle “stazioni inospitali”, dopo aver riscontrato problemi coi propri ascensori.

A queste, si aggiungono anche altre stazioni che rischiano di diventare invivibili per i pendolari. Per l’inaffidabilità dei montacarichi, altre fermate come Colosseo, Circo Massimo e Cavour potrebbero finire nella “black list” delle peggiori stazioni metropolitane di Roma.

Una situazione che colpisce con forza i numerosissimi pendolari di questa linea, costretti attualmente a viaggiare tra treni e fermate metropolitane fatiscenti. Eppure ci troviamo in una Capitale europea, ovvero in quella Roma che dovrebbe riscaldare i cuori dei turisti e soprattutto invogliarli a venirci a trovare per passare le proprie vacanze.

Oggi la musica è ben altra: spesso un turista non viene – o ritorna – nella Città Eterna proprio per il problema dei mezzi pubblici. Arrivare in Città con aerei o treni, significa in molti casi caricarsi le valigie in spalla e farsi immense rampe di scale tra Metro A e B o la Roma-Lido, poiché i montacarichi risultano rotti o disattivati. Una pubblicità indegna per questa Città, specie se viene ripresa dalle maggiori testate giornalistiche internazionali.

A questo si aggiunga la rabbia dei pendolari romani, costretti a vivere “tratte carontiane” per arrivare al lavoro, seguire l’Università o addirittura coi ragazzi costretti a prendere i mezzi pubblici per motivi di scuola.

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