Amministrative, vince il PD ed esulta per i demeriti altrui

Roma – Il Partito Democratico si rivela il vero mattatore di queste Amministrative, portandosi a casa la vittoria anche in quelle città dove non governava da decenni.

Esulta Enrico Letta, che parla apertamente del “fronte allargato di Governo” come di una mossa vincente e che convince gli elettori. Ma sarà realmente così?

LA VITTORIA DELL’ASTENSIONISMO – Il vero vincitore di queste Amministrative rimane il “partito dell’astensionismo”, che porta alle urne solo il quattro italiani su dieci.

Un dato allarmante e su cui la politica dovrebbe riflettere, considerato come quasi il 50% degli aventi diritti al voto preferisce non esprimersi sulla guida governativa delle proprie città.

Dopotutto, in troppi Comuni mancano idee concrete all’interno dei programmi elettorali per risollevare le sorti della città. Anzi, a peggiorare tutto anche l’influenza del governo Draghi, che ulteriormente ha eroso il rapporto tra i cittadini e classe politica. Non poteva essere altrimenti, soprattutto col continuo aumento dei prezzi della benzina, che oggi arriva a toccare i 2.40 € al litro in diverse parti d’Italia.

LA DISFATTA DI UN CENTRODESTRA SPACCATO – Con una metafora calcistica, il PD gioca le Amministrative contro una squadra dilettantistica e consapevole di vincere facile alla fine. Il Centrodestra non è mai in partita, anche perché spaccato in diversi Comuni dove si presentava elettoralmente.

In primis, ringrazierà di tutto ciò il neo-sindaco Damiano Tommasi, che riporta la Sinistra al governo di Verona dopo oltre un decennio. Infatti, guadagna dalla spaccatura Sboarina-Tosi, ovvero le tensioni veronesi tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il Sindaco uscente ha pubblicamente rifiutato i voti dei forzisti in vista del ballottaggio, con lo stesso Tosi che ha argutamente orientato una parte del suo elettorato verso la scelta dell’ex centrocampista della Roma.

Morale della favola? Indipendentemente dall’orientamento di Forza Italia a Verona, Fratelli d’Italia e Lega lasciano la città in mano alla Sinistra che parla di gender nelle scuole, per l’immigrazione incontrollata e famoso per il business delle cooperative. Insomma, tutte quelle tematiche che Lega e FDI avevano ampliamente contestato in campagna elettorale ai democratici.

Visto l’esito, qualcuno chiederà mai un mea culpa di Federico Sboarina e Matteo Salvini per l’insuccesso elettorale?

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