Cartella TARI sbagliata inviata da Ama a un cittadino di Roma, con in alto la foto di Fabrizio Santori che denuncia il caso.

Ama nel caos: cartelle pazze, aperture straordinarie e accuse politiche. “Situazione fuori controllo”

Sportelli presi d’assalto, migliaia di cittadini in fila e accuse politiche durissime: Ama affronta l’ondata delle “cartelle pazze” con aperture straordinarie e un clima interno esplosivo.

Ama e il caso delle “cartelle pazze”: migliaia di cittadini coinvolti

L’ondata delle cosiddette cartelle pazze Ama sta travolgendo Roma con una forza che non si vedeva da anni. Negli ultimi giorni, migliaia di cittadini si sono presentati agli sportelli della municipalizzata Ama per contestare avvisi TARI ritenuti completamente errati, inviati a famiglie e attività commerciali tra il 2019 e il 2024.

Secondo quanto riportato, Ama ha recapitato oltre 72.000 accertamenti, molti dei quali affetti da errori gravi: indirizzi inesistenti, nominativi sbagliati, immobili catalogati in modo impreciso, nuclei familiari non aggiornati e addirittura avvisi intestati a persone decedute. Un problema strutturale che ha fatto esplodere la tensione nei municipi e davanti agli sportelli dedicati alla TARI.

I cittadini, comprensibilmente esasperati, parlano di errori che variano da poche centinaia di euro fino a cifre superiori ai 5.000 euro, con casi riferiti ad annualità ormai prescritte. Una situazione che ha mandato in tilt gli uffici di Piazza Caduti della Montagnola e lo sportello di Ostia, entrambi presi letteralmente d’assalto.

Aperture straordinarie degli sportelli Ama: le misure annunciate per novembre

Per tentare di contenere la marea di segnalazioni, Ama ha annunciato aperture straordinarie per tutto il mese di novembre, estendendo il servizio anche al pomeriggio fino alle 17:00, dal lunedì al venerdì, e prevedendo perfino l’apertura del sabato mattina.

Dove sono attivi gli sportelli potenziati

Si tratta dei due poli più colpiti dall’ondata di contestazioni, dove si sono registrate code, tensione e proteste spontanee di cittadini in fila già dall’alba.

Ama mette inoltre a disposizione:

  • il contact center 060606, attivo 24 ore su 24;
  • il modulo per l’istanza di autotutela, compilabile online;
  • la possibilità di invio tramite PEC, posta ordinaria o sportello.

Ad oggi sarebbero già 8.000 le istanze di sospensione presentate, pari a circa il 9% degli accertamenti totali, una percentuale quasi doppia rispetto al “tasso di errore fisiologico” dichiarato dall’azienda (3–5%).

Le critiche politiche: Santori (Lega) attacca duramente Ama

Il caos non si limita ai disagi agli sportelli. Le reazioni politiche sono state immediate e molto dure. Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, ha diffuso un comunicato infuocato:

«Ama corre ai ripari nel modo peggiore: improvvisa l’apertura degli sportelli fino alle 17, anche il venerdì e addirittura il sabato, ma senza alcun ordine di servizio, senza informare formalmente i pochi operatori di sportello e scaricando tutto il peso del caos generato dalle cartelle pazze proprio sui dipendenti. L’azienda è senza governo interno, procede con una gestione dilettantesca, irresponsabile, gravemente lesiva dei diritti dei lavoratori, e la situazione è fuori controllo».

Una denuncia che punta il dito contro la gestione interna di Ama:

«Mentre si chiede ai dipendenti di raddoppiare gli sforzi per tentare di riparare agli errori dell’azienda, nessuna testa è caduta nell’Ufficio accertamenti: nessun dirigente, nessun responsabile che ha prodotto questo disastro. E lo scandalo maggiore è che neppure le circa trenta unità laureate assunte in fretta e furia per velocizzare gli accertamenti, spesso pieni di errori, risolveranno la situazione. Tutto resta com’è: gli sbagli li pagano i romani e la pressione la subiscono i lavoratori».

Il capo della Lega in Aula Giulio Cesare parla apertamente di:

  • stress lavorativo fuori controllo,
  • orari oltre il limite contrattuale,
  • improvvisazione organizzativa,
  • assenza di tutele,
  • dipendenti esposti alla pressione dei cittadini esasperati.

E la chiusura è lapidaria:

«È una condizione indegna di una capitale europea».

Un problema strutturale? Database, accertamenti e domande aperte

Secondo Ama, gli errori sarebbero dovuti a «conflitti nei database» e alla stratificazione di dati talvolta incoerenti tra Comune, Anagrafe, catasto e archivi aziendali.

Ma il volume delle contestazioni, unito alla reazione politica e al malcontento interno, lascia emergere interrogativi su responsabilità, controlli interni e qualità del sistema di accertamento.

Le cause possibili

  • Banche dati obsolete o non integrate;
  • errori nella digitalizzazione degli archivi;
  • accertamenti prodotti troppo rapidamente;
  • carenza di personale specializzato nel controllo qualità;
  • eccessivo ricorso a solleciti automatici.

Le conseguenze per i cittadini

  • pagamenti sospesi in autotutela;
  • rischio di sanzioni o cartelle successive se non si interviene rapidamente;
  • necessità di prenotare visite agli sportelli ormai saturi;
  • aumento del contenzioso tributario.

L’azienda davanti a una crisi di fiducia

Il caso delle cartelle pazze Ama ha aperto una crepa profonda nel rapporto tra l’azienda e i cittadini.

Da un lato, una valanga di errori difficilmente giustificabili; dall’altro, dipendenti lasciati soli a fronteggiare code e tensioni. L’apertura straordinaria degli sportelli Ama è una misura necessaria, ma non sufficiente a dissolvere una percezione diffusa: la situazione è sfuggita di mano.

La vera sfida per Ama sarà dimostrare, nei prossimi mesi, di saper rimettere ordine – nei database, nell’organizzazione interna e nella trasparenza verso l’utenza – per riconquistare la fiducia perduta.

 

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