Al Trullo, l’area giochi di piazza Caterina Cicetti è coperta da un tappeto di foglie non rimosse. Il caso sollevato dal consigliere Marco Palma apre un tema più ampio: non solo decoro urbano, ma sicurezza dei bambini, rischio cadute e allagamenti, nonostante il cosiddetto “piano foglie” di AMA.
Al Trullo, in piazza Caterina Cicetti, la scena si ripete puntuale ogni autunno: un’area giochi frequentata quotidianamente da famiglie e bambini completamente ricoperta da un tappeto di foglie, con scivoli, altalene e pavimentazioni trasformate in superfici potenzialmente pericolose.
Un fenomeno tutt’altro che imprevedibile, legato alla normale stagionalità delle alberature, ma che continua a trovare impreparata l’azienda incaricata della manutenzione, AMA S.p.A., nonostante l’esistenza del cosiddetto “piano foglie”.
A segnalare formalmente la situazione è stato Marco Palma, Vicepresidente del Consiglio del Municipio Roma XI (Fratelli d’Italia), che ha inviato una lettera aperta al sindaco di Roma e agli uffici competenti, corredata da fotografie che documentano lo stato dell’area. Una denuncia che va oltre il semplice tema del decoro urbano e che chiama in causa responsabilità precise.
Trullo, l’area giochi dimenticata di piazza Caterina Cicetti
L’area giochi di piazza Caterina Cicetti, nel quartiere Trullo, dovrebbe rappresentare uno spazio sicuro di socialità e svago per i più piccoli. Invece, come mostrano le immagini allegate alla segnalazione, il terreno è coperto da foglie secche e umide, con residui di rifiuti e una manutenzione visibilmente carente.
Secondo Palma, è inconcepibile che i bambini siano costretti a convivere con una situazione simile, soprattutto in un luogo che dovrebbe essere sottoposto a controlli più stringenti rispetto a una normale area verde.
Non solo degrado: i rischi concreti per la sicurezza al Trullo
Ridurre il problema a una questione estetica significherebbe minimizzare. La presenza massiccia di foglie in un’area giochi comporta infatti rischi concreti e immediati per i cittadini.
Scivolamenti e cadute, soprattutto per i bambini
Le foglie, soprattutto quando bagnate, rendono le superfici estremamente scivolose. In un’area giochi questo si traduce in un aumento del rischio di cadute accidentali, con possibili conseguenze anche serie per i più piccoli.
Caditoie ostruite e pericolo di allagamenti
Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda le caditoie. Le foglie non rimosse finiscono per o ilstruire i sistemi di drenaggio, favorendo ristagni d’acqua e allagamenti durante i maltempi, un problema già noto in molte zone di Roma.
Il tema delle responsabilità
La domanda diventa inevitabile: chi risponde se un bambino si fa male? La segnalazione preventiva assume un valore ancora più rilevante proprio perché mette in guardia le istituzioni prima che si verifichi un incidente.
Il “piano foglie” di AMA e una gestione che continua a sorprendere
Il caso del Trullo riaccende il dibattito sul “piano foglie”, il programma con cui AMA dovrebbe intervenire per la rimozione tempestiva delle foglie nelle strade e negli spazi pubblici della Capitale.
Un piano che, almeno sulla carta, dovrebbe evitare situazioni come quella di piazza Caterina Cicetti. Eppure, come sottolineato nella nota inviata al sindaco, ogni anno l’autunno sembra cogliere di sorpresa l’azienda partecipata del Comune.

Partecipate, emergenze e il rischio di soluzioni tardive
Nella riflessione politica emerge anche un tema più ampio: quello della gestione delle società partecipate. Essendo AMA una società in house, non si intravedono rivoluzioni immediate nei modelli di affidamento.
Resta però il timore che, come già accaduto in passato, l’assenza di interventi preventivi porti alla creazione artificiale di un’emergenza, utile a giustificare successivi stanziamenti straordinari di fondi pubblici.
Trullo, una segnalazione che vale come avvertimento
La lettera inviata al sindaco di Roma rappresenta dunque un atto formale e preventivo. Non una polemica fine a se stessa, ma una richiesta chiara: intervenire subito sull’area giochi di piazza Caterina Cicetti e garantire condizioni minime di sicurezza.
Perché al Trullo, come in molti altri quartieri della Capitale, il problema non è scoprire cosa non funziona dopo un incidente, ma avere la capacità – e la volontà politica – di prevenirlo.


